Move on!

6 dicembre 2012

Il grande giorno è arrivato :) Da oggi mi trovate solo qui www.ilariavafuori.com

Dopo due anni in cui questo è stato il mio rifugio un nuovo spazio ospiterà i miei racconti e le mie avventure culinarie :)
Non ho ben capito se le iscrizioni a questo blog saranno ancora attive nel nuovo spazio, nel caso potete rilasciare la mail per essere sempre aggiornati.
Ci vediamo su ilariavafuori!

 

 

 

 

Hello December!

3 dicembre 2012

E così siamo arrivati a dicembre. Neanche a dirlo, dicembre è un mese che mi piace tantissimo :) c’è l’atmosfera natalizia che invade le case, le strade e i negozi, c’è il profumo dei biscotti alla cannella, ci sono gli stampini dell’omino di marzapane, le lucine degli alberi, le sciarpe di lana grossa e i guanti. Ci sono le canzoni di Natale, c’è il compleanno di R., c’è il calendario dell’avvento, c’è da pensare ai regali (rigorosamente handmade) per le persone a cui voglio bene e poi, si, ci sono anche dei giorni di festa! (a Milano partiamo questa settimana, con S. Ambrogio che si festeggia il 7 dicembre, olè!)

Così, per festeggiare l’arrivo del mese di dicembre, ho pensato di iniziare con una playlist di alcune delle canzoni natalizie che più mi piacciono e mi fanno sorridere. E voi? Quali sono le vostre canzoni di Natale preferite? E se vi piace, perché vi piace il mese di dicembre?

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Christmas Playlist

I’m Dreaming of a White Christmas, The Drifters
Christmas Lights, Coldplay
Marshmallow World, Frank Sinatra and Dean Martin
Santa Claus is Comin’ to Town, Jackson 5
Sleigh Ride, She & Him
Let It Snow! Let It Snow! Let It Snow! David Ian (feat. Andre Miguel Mayo)
Why Can’t It Be Christmastime All Year? Rosie Thomas
What Christmas Means To Me, Stevie Wonder
Children’s Christmas Song, The Supremes
Jingle Bells, Disney Collection
Xmas Twist, The Twistin’ Kings

Un nuovo look!

1 dicembre 2012

newblog

Finalmente ci siamo! Dopo averlo annunciato più volte, ecco qui il nuovo look di ilariavafuori. Spero vi piaccia, così come piace a me! Ci sono ancora un po’ di cosette da sistemare, tipo rivedere tutti i post e cambiare le categorie, piano piano ce la farò, lo giuro! Intanto ho pensato di ridurre le categorie in “bevande”, “dolce”  e “salato” (che devo ancora categorizzare) e di inserire un riassunto di tutte le ricette, in modo da vederle tutte in un colpo solo. L’archivio è finito sotto il menù, così come i link e l’about, mentre le iconcine colorate sulla destra sono tutti i social per non perdersi proprio niente. Ci sono ancora un po’ di link da sistemare e di collegamenti da rivedere, ma se avete nel frattempo avete voglia di dirmi se vi piace o meno e se vedete tutto correttamente ne sarei molto felice.

Intanto voglio ringraziare R. che ha assecondato ogni mio desiderio realizzando il layout, Simone e Stefano che hanno lavorato al montaggio del sito. Grazie di cuore :)

 

**Questo post non ha niente a che fare con il food :)**
Visto che le mie avventure con il dentista non sono ancora finite, questo è stato un altro weekend di dolore (meno rispetto al precedente, sia chiaro!). Per rimediare a tutto il dolore patito sabato, ieri mi sono concessa un pomeriggio di shopping, olè ;-) Così, domenica mattina, non troppo presto e non troppo tardi, io e R. siamo andati a girovagare tra le bancarelle del mercatino dei Navigli che si tiene ogni ultima domenica del mese. Libri, gioielli, chincaglierie, mappamondi, vecchie valige, scatole, dischi, quadri, mobili e mobiletti, lampade e sedie.
Girovagando senza una meta, e per una volta senza macchina fotografica, ci siamo addentrati in cortili solitamente chiusi, in nuovi negozietti e chiaccherato con tante persone sorridenti e molto gentili.

Tra i vari banchetti abbiamo scovato quello che è stato da subito un colpo di fulmine: il tavolo della sala. Era da tempo che cercavo un tavolo effetto arte povera (che poi, solitamente, tanto povera non è!), magari un po’ rovinato e possibilmente con una storia alle spalle. Appena l’abbiamo visto, tra i tanti altri mobili esposti, abbiamo capito che sarebbe diventato nostro. La cosa che ci ha colpiti è il colore: rosso macchiato di verde (ok, ok non è un colore vero, lol!). E’ un vecchio tavolo da lavoro, c’è chi dice che si chiama “fratino” perché solitamente è un tavolo che si trova nei refettori dei frati :) Il nostro arriva da una piccola pasticceria fuori Milano. Quale miglior posto per un tavolo di una ex pasticceria, che la nostra sala?! Appena c’è un po’ di luce metto qualche foto :)

Ci sono posti in cui l’atmosfera che ti circonda è carica di energia positiva, in cui ti senti subito a casa, anche se non conosci praticamente nessuno. Ci sono posti da cui non vorresti mai andare via e serate che ti scaldano. Uno di questi posti, per me, è Ma’ Hidden Kitchen Supper Club. L’ho scoperto online, e mi sono subito incuriosita. La formula è quella del Supper Club, termine che tradizionalmente rimandava a dei club privati ed esclusivi, dove un ristretto gruppo di persone, solitamente appartenenti all’alta società, si trovava per una cena o per fare salotto. Oggi, invece, il termine si utilizza per indicare una sorta ci contro cultura culinaria anche nota come undergound restaurant/home restaurant/hidden kitchen. In sostanza si tratta di un’appartamento che in determinate occasioni apre le proprie porte ad un ristretto numero di persone per una cena preparata dai padroni di casa, in cambio di una donazione per coprire le spese. Solitamente i partecipanti non si conoscono tra loro e quindi accanto al tema del food si unisce un elemento di convivialità e socialità che, in una città chiusa come Milano, non è assolutamente da sottovalutare. La location è segreta e viene svelata ai partecipanti solo qualche giorno prima della data della cena.

Finita la premessa terminologica passiamo al racconto della serata, che prò non era la classica cena, ma una cooking class. Visto il successo delle cene, infatti, Melissa e Lele, padroni di casa e menti dietro Ma’ Hidden Kitchen, hanno deciso di realizzare anche delle lezioni di cucina, con la collaborazione dello chef Andrea Sposini. La formula è sempre la stessa: pochi partecipanti, un piccolo contributo e la cucina a disposizione. Io ho scelto la lezione dedicata all”Homemade butter & co, dal sottotitolo: una concentrazione di preparazioni al burro per bilanciarne l’uso e non l’abuso. Già appena entrata nel piccolo cortiletto della casa ho capito che sarebbe stato amore. Le piante, l’arredamento, le candele e le lanterne mi hanno rapita da subito. E poi, una volta entrati in casa la magia: un bellissimo loft colorato, pieno di oggetti provenienti da tutto il mondo, ricordo di viaggi e avventure, una musica rilassante in sottofondo, la bellissima cucina, il grande tavolo, le sedie e il chiacchericcio delle persone che già erano arrivate. Fatte le presentazioni di rito con lo chef si parte con il corso: c’è chi aiuta in cucina, chi prende appunti, chi sbevazza, chi fa domande, chi fa foto, chi si guarda intorno. Si chiacchera, si scambiano pareri sulle preparazioni, si ascoltano i consigli dello chef sui vari piatti, e si scopre che fare il burro fatto in casa non è assolutamente difficile! Il menù è molto interessante: si inizia con una treccia di pan brioche farcita con cicoria e prosciutto, si continua con gli gnocchi di zucca al doppio burro e con un filetto di trota al burro nocciola, cipolline al miele e cavolo saltato, per finire con una torta di mele con burro al rosmarino. Tutto inizia dalla preparazione del burro, ne facciamo anche due aromatizzati, che ci gusteremo alla fine con il pan brioche.

Le ricette e i consigli dello chef me li tengo stretti, così come mi tengo stretto il ricordo di questa bellissima serata, dei sorrisi di Melissa e Lele, della gentilezza di Andrea e della simpatia dei compagni di corso. Sono uscita, dopo quasi 4 ore, rendendomi conto di non aver pernsato a niente se non a godermi la serata e quel momento, con la voglia di iscrivermi a tutti i corsi, partecipare a tutte le cene e partire subito per un viaggio alla ricerca di oggetti per arredare la mia casetta. Ecco l’unica controindicazione di Ma’ Hidden Kitchen è questa: non ne potrete più fare a meno :)

Se siete curiosi potete guardare il sito, la pagina facebook e la pagine dedicata ai corsi: Può darsi che ci si riveda nella cucina di Melissa e Lele!

* © della prima foto Ma’ Hidden Kitchen

Oggi piccola eccezione alla regola di non postare quasi mai nel weekend. Ieri ho tolto il dente del giudizio (ouch che male!) ed ero un po’ fuori uso. Oggi va un pochettino meglio e cerco di riprendermi il tempo perso in settimana e ieri, che volevo postare mille cose, ma poi non sono riuscita per cause di forza maggiore.

Quello di cui volevo raccontare oggi è questo evento davvero carino, che si svolgerà proprio oggi pomeriggio a Milano. Se siete in giro e non voletevi perdere l’occasione di vedere la presentazione di un nuovi libro tutto dedicato ai panini: da come nascono ai segreti per preparare un panino DOC. E, mentre prendono forma le ricette dei panini, ecco le storie dei produttori scovati mentre si era alla ricerca delle materie prime. Se volete gustarne un’anteprima eccola qui. Il libro vi ha incuriositi? Non perdetevi allora la presentazione, che verrà effettuata su un tram, nel centro di Milano. Dalle 16.00 alle 20.00 sul tram n. 1794 Piazza castello – Piazza Fontana con fermate intermedie. Qui di seguito l’elenco delle fermate della line Tram’ino :)

LINEA TRAM’INO – LE FERMATE
N.B. Gli orari sono indicativi. Ma voi aspettateci il Tram’Ino è in arrivo!

ore 16.00 P.zza Castello / Beltrami (sosta 30 minuti)
ore 16.50 P.zza Fontana (sosta 30 minuti)
ore 17.30 Santa Margherita / P.zza della Scala (sosta 2 minuti)
ore 17.42 P.zza della Repubblica (sosta 2 minuti)
ore 18.00 P.zza della Repubblica (sosta 2 minuti)
ore 18.12 Santa Margherita / P.zza della Scala (sosta 2 minuti)
ore 18.45 P.zza Castello / Beltrami (sosta 15 minuti)
ore 19.30 P.zza Fontana (sosta 30 minuti)
ore 20.20 P.zza Cordusio (fine corsa)

Da non perdere inoltre, tra un morso a un panino e una fotografia, le splendide illustrazioni di Ginaluca Biscalchin.

Il Pan’ino
di Maria Teresa di Marco, Alessandro Frassica,
Foto di Maurizio Maurizi
Guido Tommasi Editore
19,99 euro

Burger autunnale

17 novembre 2012

Chi l’ha detto che l'(ham) burger deve essere fatto con pane, carne, insalata, cipolla e via dicendo? E’ da quando sono stata alla presentazione dell’evento Sane e Buone Abitudini che ci sto pensando. Ero incuriosita dal tema della serata e del concorso, che chiedeva di rivisitare uno dei piatti tradizionalmente belli carichi: lasagne, melanzane alla parmigiana, cheesecake, ecc, e poi, apppunto l’hamburger con le patatine. La mia attenzione si è concentrata da subito su quest’ultimo piatto e ho iniziato a ragionarci su. Ecco come sono arrivata dall’hamburger a questo, che ho definito burger autunnale. Anzitutto ho pensato di eliminare la carne: sappiamo tutti molto bene quanto la produzione della carne sia disastrosa non solo per la sofferenza che provano gli allevamenti intensivi, ma anche per l’ecosistema (sto leggendo questo libro, si vede!). Avevo quindi pensato di fare una sorta di veggie burger, con felafel, oppure con delle polpettine di quinoa. Ma poi ho abbandonato anche questa strada, pensando che il pane dell’hamburger è un carboidrato, così come le patate (anche se definite carboidrato “leggero” sempre un carboidrato è!) e così ho tolto pure il pane. A questo punto ho iniziato a guardarmi in giro al Mercato della Terra ho trovato mele e pere bellissime, di stagione, provenienti da agricoltura biologica. E poi, avvicinandomi al banco del formaggio, ho trovato una deliziosa ricottina di pecora, insaporita con qualche filo di erba cipollina del mio vasetto. A completare il tutto qualche fogliolina di insalata valeriana (ma anche lo spinacino ci sta benissimo) e qualche pistacchio salato. Un filo di olio evo e non resta che assemblare il tutto, in quella che è la mia visione del burger sano, veloce e buonissimo.

E le patatine? Ah si, mi stavo dimenticando le famose patatine. Per cambiare un po’ ho comprato le patate americane, che altro non sono che una radice bella grande, che ho tagliato sottilmente e cotto al forno con spezie, cipolla e un po’ di olio. Il risultato sono delle chips dolci, morbide e profumate.
Ecco, questo è il mio racconto di come ho riconosciuto un hamburger (con patatine), di come l’ho scelto e di come l’ho interpretato, sostituendo e giocando con gli ingredienti!

Burger autunnale

Ingredienti: 1 mela rossa, 1 pera, 250 g di ricotta di pecora (ma anche vaccina), una manciata di erba cipollina (se fresca sarebbe meglio), olio evo, una manciata di pistacchi salati, qualche foglia di insalata valeriana per guarnire, succo di 1 limone, sale e pepe.

In una terrina mescolare la ricotta con un pizzico di sale e pepe. Tagliare l’erba cipollina e aggiungerla alla ricotta, mescolare bene e mettere da parte. In una bacinella versare un po’ d’acqua fredda con il succo di 1 limone: Lavare e tagliare a fettine sottili la mela e la pera. Tuffare le fettine nell’acqua e limone per far si che non si ossidino. Una volta tagliata la frutta prendere le fette e asciugarle sulla carta assorbente. Iniziare a comporre il burger alternando fettine di frutta al composto di ricotta ed erba cipollina. Aggiungere anche l’insalata a seconda del gusto. Concludere con un cucchiaino di ricotta, olio, pistacchi e insalata.

Per le patatine. Lavare e sbucciare 2 patate americane e tagliarle a rondelle non troppo sottili, ma neanche troppo spesse. Foderare con carta da forno una teglia e scaldare il forno a 200°. Adagiare le patate nella teglia e aggiungere un trito di rosmarino, peperoncino e cipolla. Versare olio d’oliva e infornare per circa 35 minuti, controllando le patate e girandole di tanto in tanto. Servire calde.

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