5 Tips: Turchia da non perdere.

Capita che gli amici mi chiedano consigli sui posti che più mi sono piaciuti dei miei viaggi. In 5 Tips cercherò di riassumere quelle che per me sono i must to see di una città o di un viaggio, ovviamente i consigli cercano di andare oltre i sightseeing. I primi 5 consigli voglio dedicarli alla Turchia, paese stupendo che ho scoperto lo scorso agosto. Due settimane di viaggio on the road partendo da Istanbul alla scoperta della Cappadocia e della costa turchese per risalire fino ad Efeso e ripartire da Istanbul verso l’Italia. Premettendo che tutti i posti che abbiamo visitato mi hanno lasciato un ricordo positivo, ecco quello che secondo me non dovreste assolutamente perdervi.

1. Yerebatan Saray (Cisterna Basilica), Istanbul. La Cisterna Basilica è la più grande cisterna sotterranna della città, lunga 140 m e larga 70, conteneva circa 80.00 mcubi d’acqua. La Cisterna fu costruita probabilmente nel IV sec. d.C. e e ampliata ai tempi dell’Imperatore Giustiniano I nel VI secolo. Sepolto sotto il cuore di Sulthanamet, il “palazzo sommerso” è un luogo magico. L’ingresso è  in Caferiya Sok, si paga il biglietto, si scendono dei gradini scivolosi e ci si trova sottoterra. Lo spettacolo è stupendo: si cammina su delle passerelle sospese che passano in mezzo alle stupende colonne (336 per l’esattezza) circondati da acqua e giochi di luce. Le gigantesche teste di Medusa poste alla base delle colonne, nell’angolo sud-ovest della Cisterna, rendono la visita davvero indimenticabile.

2. Perdersi tra i camini delle fate, Cappadocia. Questo consiglio in realtà ne racchiude due. Il primo è quello di non lasciarsi sfuggire la possibilità di dormire in uno degli alberghi più caratteristici in cui io sia mai stata: il Kelebek Cave Hotel. Dopo una notte passata in autobus, in viaggio da Istanbul a Goreme,  la prima immagine che ho della Cappadocia è quella dei camini delle fate ammirati dalla terrazza dell’hotel. Una terrazza di cusinoni soffici e tavolini bassi dove bere un cay (il te turco) in bicchierini di vetro dai colori sgargianti. L’albergo permette tra l’altro di dormire in vero camino delle fate, un’esperienza di charme che renderà indimenticabile la vacanza.

L’oggetto di questo tips, però, è un altro: perdersi tra i camini delle fate. Queste enormi rocce sono state chiamate così perchè, secondo la leggenda, i massi sulla sommità furono posati da divinità celesti. Avventurarsi nei sentieri tra i camini delle fate, perdersi e poi sbucare in un villaggio disabitato e gustare un buon pranzetto è una cosa da non perdere. Quindi, rifornitevi di acqua, controllate che la batteria della macchina fotografica sia carica e assicuratevi di avere una mappa. Pronti, partenza e…via! Da Goreme, prendete la strada che porta al museo a cielo aperto, seguite le indicazioni per il Kaya Camping a 2,5 km circa da Goreme.  Dopo il campeggio troverete un sentiero segnato, seguitelo. Passerete tra campi coltivati accanto ai camini delle fate, chiesette rupestri abbandonate, fiori colorati, fino ad arrivare a Cavusin, un paesino all’apparenza semideserto con un enorme gruppo di abitazioni rupestri abbandonate e la piccola chiesa di San Giovanni Battista. Dopo questa “fatica” abbiamo mangiato un favoloso gozleme in un piccolo ristorante, assolutamente casereccio e non turistico, una meraviglia. E per tornare in città in 10 minuti cercate la fermata dell’immancabile dolmus.

3. La stupenda spiaggia di Kaputas, Costa Turchese. A 21 km da Kas, in direzione Kalkan, non perdete la stupenda spiaggia di Kaputas. Una ripidissima scalinata vi accoglie appena scesi dal dolmus: questo, o via mare, sono gli unici modi per arrivare in questa splendida spiaggettina dove il mare ha tutte le sfumature del blu. Scendendo, a metà delle scale, troverete una gentilissima signora che prepara gozleme prelibatissimi e funziona da bar (inesistente sulla spiaggia) vendendo anche acqua e bibite. In spiaggia troverete invece un “bagnino” che per poche lire turche vi affitterà l’ombrellone per tutto il giorno, credetemi serve davvero!

4. Una cena al mercato del pesceFethiye. Fethiye non mi è piaciuta per niente: troppo turistica, prezzi alti, un gigantesco porto turistico, traffico e caos. Dovendoci passare due notti abbiamo cercato di scovare qualcosa per cui ne valesse la pena. Grazie alla cena al mercato del pesce anche Fethiye ha guadagnato un posto nel mio cuore. Per trovare il mercato seguite l’odore ed entrate nelle mura di questo mercato recintato. Al centro del mercato-piazza troverete diversi venditori di pesce, cercate di arrivare prima delle 19, guardate cosa c’è in vendita prendetevi tutto il tempo e contrattate per aggiudicarvi il miglior pesce al miglior prezzo. Una volta effettuato l’acquisto girate tra i localini, meyhane, agli angoli del mercato-piazza, scegliete quello che vi piace di più e chiedete che vi cucinino il pesce appena comprato. Noi abbiamo cenato da Citir, nell’angolo nord-est.

5. Alla scoperta di una città fantasma, Kayakoy. A circa 20 minuti di dolmus da Fethiye ecco Kayakoy. Questa città con più di mille case, due chiese, quattordici cappelle, e due scuole, è stata completamente abbandonato nel 1923 quando i 25.000 abitanti greci residenti furono rimpatriati in Grecia a seguito della guerra d’indipendenza. Da allora, il villaggio di Kayaköy, come è chiamato in turco, o Karmylassos, come era chiamato in greco, è rimasto completamente disabitato. Un vero e proprio villaggio fantasma, vuoto, decadente, affascinante, dove l’unico rumore che vi accompagnerà sarà il soffio della brezza marina. Andateci nel tardo pomeriggio, prima che faccia buio per godere della bellissima luce che mette in risalto i colori di quello che resta di alcune case.

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