Anversa

Anversa (Antwerpen in fiammingo, Anvers in francese) è la seconda città del Belgio e la sua reputazione di promotrice di nuove mode nasce dal fatto di essere sempre stata una fucina di creatività sin dalle opere di Rubens. E’ una città compatta che si può tranquillamente girare a piedi e dove il gusto per l’estetica si respira ovunque: nei cafè tipici, nei numerosissimi negozi di design, nei locali di tendenza e nei caratteristici locali di jazz. Proprio da Anversa parte la 4 giorni belga che da tanto attendo. Attraversiamo a piedi la città per arrivare all’albergo, lasciamo i bagagli, una rinfrescatina e via: pronti alla scoperta della città!

Mangiare. Premetto che ci sono posti dove mangiare praticamente ad ogni angolo, noi abbiamo cercato di evitare quelli con i menù in bella vista tradotti in tutte le lingue. Ecco qualche consiglio.

Se volete assaggiare delle ottime patatine fritte non potete perdere Frituur N.1 e Frituur Max (il primo proprio dietro Grote Markt, il secondo all’angolo di Groen Plaats): sono due degli ultimi posti dove le patatine vengono servite nel contenitore di carta e non di plastica. E fa la differenza, credetemi!

Come dicevo, diffidate da insegne del tipo “autentica cucina belga”. Se volete gustare un vero piatto belga De Zeven Schaken è il posto giusto, all’angolo con Grote Markt è un ristorante tutto in legno, caldo e accogliente. Veniteci per assaggiare le crocchette di gamberi, arrosto  alla birra, lumache e tanti altri piatti cucinati secondo le tradizionali ricette della nonna.

Se lo shopping nello stupendo quartiere dei rigattieri (vedi dopo) vi ha sfinito e vi servono zuccheri per procedere, ecco un posto da non perdere! Dansing Chocola. In realtà qui non si balla e di cioccolato non è che ce ne sia moltissimo, ma entrando in questo cafè/ristorante sembra di andare indietro nel tempo. Un grande bancone di legno, specchi, mosaici, vecchi manifesti di film e opere teatrali, lampade, velluti e vecchi barattoli di latta: tutto ha un’atmosfera vintage (sarà il quartiere a ispirare?). Anche qui piatti della tradizione belga, comprese le immancabili patatine fritte fatte in casa!

Quando poi vi sarete stufati di tutte queste patate potrete provare la cucina orientale. Noi ci siamo ritrovati da Tong Mein un posticino piccolo piccolo, eravamo 4 persone in tutto, in un’atmosfera molto rilassante e casalinga (la cucina è praticamente a vista). Da provare gli involtini vietnamiti e i noodles sia in zuppa che asciutti.

Bere & co.

Per dirvi quanto ci è piaciuto questo posto noi ci siamo andati due sere di fila (tutte le sere che avevamo a disposizione). Il De Muze è stato uno dei primi posti in Belgio a sposare gli ideali hippies. Oggi il locale si è tagliato i capelli da hippie ma continua a promuovere la buona musica con concerti jazz gratis (tutte le sere alle 22.00, la domenica alle 15.00). Birre a fiumi, pareti con mattoni a vista, soppalco in legno e camerieri davvero simpatici: questi gli ingredienti di un posto da non perdere.

Da queste parti il Jenever è il liquore (il gin locale) per eccellenza. Da De Vagant se ne trovano più di 200 (si dico proprio 200!) gusti differenti: da quelli più classici a quelli più moderni e di tendenza come il cioccolato e la vaniglia.

Shopping & co.

Diciamo che Anversa è un’ottima città per lo shopping. Il fashion district per eccellenza è quello di Nationalestraat e delle viuzze nei suoi dintorni, dove si trovano i negozi dei più famosi (anche se a dirla tutta io non li conoscevo, eheheh) stilisti di Anversa. A me però più che la moda piace il design e quindi se anche voi siete come me qui troverete pane per i vostri denti! La mecca per tutti gli amanti di design, e rigattieri è la zona di Kloosterstraat. Questa lunga via è piena (e intendo dire straboccante) di negozi e negozietti che vendono di tutto: bicchieri e cianfrusaglie, cartoline d’altri tempi, foto di famiglia in bianco e nero, tavoli, sedie, piatti, orologi, vasi, libri…e chi più ne ha più ne metta, in quello che sembra il vero paese delle meraviglie di Alice. Passare qualche ora in questa via, anche senza comprare niente (perché non si ha lo spazio nel bagaglio, mica per altro!) e fare quattro chiacchere con i negozianti è un esperienza rilassante e divertente.

Tra tutti questi negozi di  bric à brac si trovano anche moderni negozi di design e moda. Due esempi su tutti: nella prima foto qui sopra l’interno di Rewind: un posto dove estetica ed ecologia si incontrano. Il focus di questo negozio, che vende lampade, mobili, accessori, tessuti, decorazioni (e tanto altro) è sul ri-utilizzo: materiali che altrimenti finirebbero nella spazzatura sono qui riutilizzati per creare qualcosa di nuovo. Il secondo esempio è Your, un concept store che vende abiti praticamente inaccessibili (per me almeno), cd, profumi, complementi d’arredo, ecc il tutto in un ambiente raffinato e ricercato.

Un po’ di cultura

Gallerie e attività culturali sono numerose e in soli due giorni è possibile vederne solo un assaggio. De Zwarte Panter (mar/dom 13.30-18.00), che vuol dire pantera nera, è una galleria di arte contemporanea gratuita assolutamente da non perdere che ospitata in quella che era una vecchia chiesa. Entrando nel portone in legno e lasciandosi alle spalle la caotica Hoogstraat, ci si trova immersi nel silenzio che solo una galleria d’arte sa regalarti. Oltre alla cappella c’è un cortile disseminato di sculture e un secondo edificio anch’esso sala espositiva. Nel cortile c’è anche una botola con delle scale che scendono sotto terra (avete presente, tipo quella dei rifugi sotterranei dei film americani?) e che portano direttamente all’archvio/cantina.

Infine per tutti gli amanti di fotografia (e qui vi volevo!) è impossibile non fare un salto al più famoso museo fotografico del Beglio: il fotomuseum, appunto. L’edificio vale da solo la pena della visita: dall’esterno sembra la classica casa con la facciata in mattoni mentre all’interno dominano il bianco, l’acciaio e il vetro. Al secondo piano è possibile osservare vecchie macchine fotografiche e al piano terra c’è una caffetteria. Molto ricca la libreria con volumi e gadget tutti dedicati al mondo visto da dietro l’obiettivo.

Avrei ancora molto da dire, da scoprire e da vedere, ma per ora è tutto. Salutiamo Anversa e saliamo sul treno: Bruges arriviamo!

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