Tokyo #1. Lost in Translation

Iniziamo da Tokyo. Non so trovare le parole per descrivere una città, anzi una metropoli, che ti investe con le sue luci e i suoi colori e che ti lascia frastornato. Tokyo: un’enorme distesa di luci, palazzi, grattacieli, insegne luminose, scritte, persone come formiche che attraversano incroci a tutte le ore del giorno e della notte. Eppure in tutto questo delirio visivo, superato il primo momento di disorientamento, la sensazione che mi ha lasciato Tokyo è di una città “ovattata”, a suo modo silenziosa. Tutto si muove, tutto è on 24 ore su 24 eppure, nonostante le musichette e i jingle che ti accompagnano anche sulle scale mobili, sembra di essere circondati dal cotone che attutisce i rumori. Detto questo Tokyo è un continuo susseguirsi di quartieri e di contrasti, grattacieli e shopping mall accanto a botteghe di artigiani e piccoli ristoranti tipici (avete presente il ristorante del papà di Kiss me Licia, con la porta scorrevole di carta… ecco proprio quelli!!!), templi e giardini convivono nei quartieri pieni di insegne luminose. Detto questo come di consueto vi lascio qualche appunto fotografico sul mio Lost in Translation.

Shinjuku. Credo si possa definire come il centro più caotico di Tokyo. C’è una stazione enorme dove passano milioni di persone ogni giorno. Le foto che vedete qui sopra si riferiscono proprio a questo quartiere. Per vedere la città che si illumina piano piano di milioni di lucine (ma quanta elettricità consumano???) salite all’ultimo piano del Tokyo Metropolitan Government Building di Kenzo Tange (le foto in alto). Se invece volete immergervi nel caos di luci, karaoke e ristoranti aperti a qualsiasi ora del giorno e della notte, dirigetevi nella zona est: Kabukicho, la famosa zona a luci rosse (foto in basso). In realtà non c’è nulla di particolarmente scandaloso e niente di assolutamente pericoloso. Solo orde di giovani che si spostano da un posto all’altro per passare la serata. Superato Kabukicho si arriva nella Golden Gai area: un incrocio di quattro piccole stradine dove, uno accanto all’altro, si aprono microscopici ristoranti talmente piccoli che si mangia in due, tre coppie massimo (foto in basso). Qui non dappertutto i turisti sono ben voluti, tanto che in alcuni microristoranti viene fatto pagare un extra fee….noi ci siamo impegnati e ne abbiamo cercato uno che accettasse anche chi non ha gli occhi a mandorla, e devo dire che ne è valsa la pena! Se siete stanchi di tutta questa confusione non resta che dirigervi a sud, nel parco Shinjuku Gyoen, uno dei più belli (se non il più bello!) di Tokyo.

Ginza. E’ la Fifht Avenue Giapponese. Negozi, negozi e ancora negozi. Diciamo che non è proprio quello che cerco in un viaggio, ma anche qui ci sono due chicche da non perdere. La prima sono i grandi magazzini Matsuya: scendete al piano food (-1) per curiosare tra dolci tipici di tutti i colori e forme, prosciutti, sushi appena preparato, spiedini, cioccolatini ecc… pensate a qualcosa che volete assaggiare… qui lo troverete!!!

Il secondo posto assolutamente da non perdere a Ginza è Itoya: 9 piani dedicati alla cartoleria in cui trovare praticamente tutto quello che si desidera. Carta washi, scotch, carta per origami, penne, pennarelli quaderni, diari, pennelli, inchiostri, sacchettini di tutte le forme e colori, graffette a forma di animale, biglietti di auguri, cartoline, nastri, timbrini, adesivi di tutti i tipi e dimensioni…In realtà questo per me sarebbe un must see, ma capisco che la mia ossessione per tutto quello che è cartoleria magari non interessa proprio tutti tutti tutti, quindi io vela butto qui :)

Shibuya. Se avete visto Lost in Translation sapete che questo è l’incrocio con la I maiuscola. Ed effettivamente a qualsiasi ora si capiti da queste parti la quantità di gente che attraversa in tutte le direzioni è impressionante. Uno dei modi migliori per gustarsi lo spettacolo è entrare dallo Starbuk’s, prendere qualcosa da bere, salire al primo piano e…. beh qui inizia il difficile: dovete guadagnarvi un posto davanti alle vetrate. Guardatevi intorno e cercate qualcuno che stia per finire di bere o che non stia affatto bevendo. Una volta individuata la preda piazzatevi dietro… prima o poi si spera che si sposteranno! Ma siate velocissimi nell’agguantare il vostro posto, i giovani giapponesi spuntano come funghi e sono velocissimi a rubarvi il posto tanto atteso :) Anyway, una volta agguantato il posto potete godervi lo spettacolo. Ogni volta che il semaforo diventa verde migliaia di persone, come piccole formichine, daranno il via alle danze, camminando in tutte le direzioni. Per il resto il quartiere è un concentrato di giovani vestiti nei modi più diversi e bizzarri che entrano ed escono da negozi di moda, di dischi e di manga. A proposito di manga/anime, per tutti gli appassionati del genere qui trovate Mandrake un mega negozio dedicato. Accanto trovate Tokyu Hands, altro mega mall per tutti gli appassionati del fai da te.

Ueno e Yanaka. Se siete stanchi di negozi, luci e grattacieli queste due zone fanno per voi. La zona di Ueno è occupata prevalentemente da un enorme parco pieno di ombreggiati viali alberati, musei e università. La cosa che ci ha colpito particolarmente è un laghetto artificiale. O almeno quello che dalla mappa sembrava tale. In realtà avvicinandoci abbiamo visto che il laghetto era interamente occupato da bellissime piante con fiori di dalle sfumature rosa (fiori di loto??), tanto alte e fitte da non far assolutamente vedere l’acqua del lago! Il piccolo tempio e il pergolato sotto cui ripararsi dal sole sono una sosta piacevole. Yanaka è invece letteralmente un quartiere d’altri tempi: il cimitero, attorno al quale si sviluppa l’area, ha bloccato il fuoco dei bombardamenti durante la seconda guerra mondiale. Yanaka è quindi l’unica aerea sopravvissuta alla guerra. Se siete da queste parti la galleria Scai the Bathhouse, realizzata all’interno di un bagno pubblico di più di 200 anni fa, è assolutamente da non perdere.

Roppongi. Se amate l’architettura e le grandi costruzioni in questo quartiere non dovete perdervi Tokyo Midtown. Si tratta di un complesso di negozi, uffici, hotel, giardini, musei e abitazioni assolutamente integrati gli uni con gli altri. In tutto il complesso prevalgono la luce naturale, che entra da enormi vetrate, e l’acqua, che scorre in pareti e addirittura sopra il tetto salendo con la scala mobile. Al piano interrato troverete tantissimi ristoranti e negozi dedicati al food. Noi ci siamo completamente persi a cercare regali mangerecci negli scaffali del supermercato (se così possiamo chiamarlo, sembrava una butique….) Precce Premium. Sempre a questo piano è possibile partecipare a corsi di cucina (anche in inglese!) da ABC Cooking Studio (il sito ha una versione ridotta in inglese, ma la parte giapponese la trovo troppo divertente!!!) Nel parco esterno un must see per tutti gli appassionati di design e arte contemporanea è il museo 21/21 progettato e curato da Issey Miyake e Tadao Ando.

Ci sono altri diecimila cose di cui vorrei parlare, ma credo sia necessaria una super selezione, altrimenti qui non finiamo più… quindi anche se mancano tantissime cose per ora il mio Lost in Translation finisce qui. La prossima puntata sarà dedicata a Tsukiji, il famosissimo mercato del pesce! Stay tuned!

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