Alone in Kyoto

Quale titolo migliore per un post dedicato a Kyoto che non la stupenda canzone degli Air? Alone in Kyoto è stata effettivamente la colonna sonora dei 3 giorni passati in questa città sorprendente. Sorprendente perchè ricca di contrasti e opposti: il grande traffico opposto alla tranquillità dei numerosissimi templi dispersi per tutta la città; il cemento opposto al verde e alle colline che circondano la città, quasi abbracciandola; le piccole casette e i vicoli stretti dei quartieri tipici opposti alla mega architettura della stazione di Kyoto…

A dire il vero la città all’inizio non mi ha fatto impazzire. Il caldo umido e asfissiante che ci ha accolti all’arrivo, la piccolissima camera dell’ostello, il traffico e il cemento ovunque non mi hanno resa un po’ scettica. A poco a poco, però la città, i suoi templi e giardini stupendi e i suoi angoli meno conosciuti mi hanno conquistata. Ecco qui alla rinfusa i ricordi della mia Kyoto.

Bosco di Bambù e Tenryu-Ji. Alle pendici dei monti nord occidentali di Kyoto si estende la seconda area di interesse turistico della città: Arashiyama. Qui il bosco di bambù e il tempio Tenryu-Ji sono due must see. Camminare tra gli altissimi fusti del celebre bosco di bambù è come trovarsi in un altro mondo, avvolti da un’atmosfera quasi irreale. Tra piccoli templi e viali ombreggiati si arriva al bellissimo tempio di Tenryu-Ji. Entrate nel tempio e passeggiate tra le sue numerose sale. Arrivati davanti al laghetto sedetevi e rilassatevi sul tatami, come dei veri giapponesi.

Festa dell’Obon. Anche detta festa delle lanterne, è un’antica celebrazione buddista in onore dei defunti che si svolge dal 13 al 16 agosto. La sera del 15 agosto abbiamo assistito all’usanza di portare delle lanterne presso i cimiteri per dimostrare reverenza nei confronti dei defunti. La cerimonia è un crescendo di emozioni, e lo scenario che si propone davanti ai nostri occhi quando arriviamo al cimitero dopo aver attraversato il tempio mi lascia senza fiato. Ci sono tantissime lanterne tutte in fila, alcune disegnate dai bambini altre con bellissimi ideogrammi. Le lanterne continuano fino al cimitero e qui incontriamo tantissime persone che portano delle piccole lanterne con ideogrammi sulle tombe dei loro cari, si fermano per una preghiera, lavano la tomba, cambiano i fiori e se ne vanno. Il tutto si svolge in un’atmosfera felice, serena e colorata. Il 16 agosto, invece, è la volta del Daimonji Gozan Okuribi: un evento che si tiene solo a Kyoto. Sui monti che circondano la città vengono accesi 4 grandissimi fuochi a forma di ideogrammi o con altre sagome, per dire addio alle anime degli antenati. Il primo fuoco, che viene acceso verso le 8 di sera, è il daimonji e rappresenta il “grande protagonista”. Il posto migliore per vedere questo fuoco è la riva del fiume Kamogawa, oppure il tetto di un ristorante o di un albergo.

La stazione di Kyoto. Se siete a Kyoto per più di un giorno, potete venire a cenare alla stazione. Anzitutto c’è da dire che le stazioni in Giappone sono concepite un pochettino diversamente da come le intendiamo noi in Italia. A parte la pulizia e la sicurezza, di cui non parlo neanche, le stazioni sono dei veri e propri centri commerciali con negozi, chioschi, bar e ristoranti. La stazione di Kyoto ha 11 piani di scale mobili, un tetto con un giardino zen all’aperto da cui si gode uno stupendo panorama della città, una passatoia per godersi il panorama, 2 piani di ristoranti, bar e pub, due alberghi e chi più ne ha più ne metta. L’effetto è un pochettino spiazzante, la stazione è gigantesca, ma la tempo stesso silenziosa e ordinata. Per godere di un tramonto speciale andate al giardino sul tetto all’imbrunire  e vedrete la città accendersi piano piano. Prendete qualcosa da bere e godetevi lo spettacolo!

Shimogamo-jina. Questo santuario shintoista è stato dichiarato patrimonio dell’umanità dall’Unesco, si raggiunge percorrendo un ombreggiato sentiero nel parco Tadasu-no-mori. Secondo le credenze popolari questo bosco è il luogo in cui le bugie vengono a galla ed è quindi considerato un luogo ideale per risolvere le controversie! Quando ci siamo stati noi non c’era gente che litigava o discuteva, ma c’era un carinissimo mercato di libri usati :) Un’occasione unica per fare acquisti e comprare stampe e vecchie copertine e pagine di libri rigorosamente tutti in giapponese da regalare e da appendere in casa. Noi ovviamente non ci siamo fatti sfuggire l’occasione e abbiamo rovistato in tutte le cassette di legno alla ricerca del pezzo unico (per la cronaca li abbiamo trovati :) Mercatino a parte il santuario è molto suggestivo, con una sorta di laghetto in cui è possibile “pucciare” i piedi per trovare un po’ di sollievo dalla calura. Fate una pausa per rinfrescarvi e guardare i fedeli tirare la corda con i campanelli, battere le mani più volte e inchinarsi per pregare. Uno spettacolo che a me ha emozionato molto e che mi ha dato un senso di pace.

Nel prossimo racconto Nara e il santuario Fushimi-Inari Taisha.

photos: © ila

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