Le mie identità golose

Iniziamo la settimana con un report-post su questo bellissimo weekend immersa nel foodworld. Sabato è stata la volta di Un Risotto per Milano, mentre ieri tutta la giornata dedicata a gironzolare per Identità Golose. E’ stata una prima volta e devo dire che non sapevo bene cosa aspettarmi. L’idea di poter vedere da vicino alcuni dei più grandi chef un po’ mi intimoriva, ma l’atmosfera era estremamente rilassata e divertente e quindi il timore è passato in pochissimo tempo! Qui di seguito un brevissimo foto (scusate la qualità, quelle delle lavorazioni sono prese dal maxischermo…) racconto delle cose che più mi sono piaciute in questi due giorni.

Il Risotto per Milano di Matteo Torretta.

Sabato sera, di corsa dopo la due giorni romana, mi sono fiondata a Winelove per assaggiare il risotto alla livornese secondo Matteo Torretta, presentato dalla mitica Edda. Che dire? Matteo è divertente, solare e simpatico. Il suo risotto è buonissimo, mantecato al punto giusto, con piccoli crostini di pane e una farina di olive deliziosa. E poi tanto burro e parmigiano, insomma per una sera addio dieta, ma ne valeva assolutamente la pena ;-) E poi Edda, dolcissima e attenta “presentatrice”, pronta a svelare tutti i trucchi che rendono speciale questo piatto.

 

La granita al limone e zenzero di Marion Lichtle.

Il primo incontro del pomeriggio dedicato alla Pasticceria italiana da ristorazione è con Marion Lichtle, alsaziana trapiantata a Roma, chef pasticcera del ristorante Il Pagliaccio. La cosa che più mi ha colpito del suo intervento è stato il pre-dessert: una granita al limone e zenzero, leggera, fresca e semplicemente deliziosa (mmm che bontà gli assaggini!) Il suo sapore è così deciso da pulire il palato dopo qualsiasi tipo di cena. E poi di particolare effetto la presentazione della granita, spezzettata con la forchetta così da rendere veramente il senso dell’handmade!  Dopo l’assaggio di questa granita si può ripartire con gli assaggi e gustarsi il resto dei dolci!

 

La dolcezza giapponese di Tatsuya Iwasaka.

E in effetti dopo la granita di Marion sono pronta a tutto. Tatsuya è giapponese, ovviamente si vede, ma soprattutto si sente, non nel senso del linguaggio, quello è ovvio, ma nel senso che nei suoi gesti, nella sua mimica si avverte tutta la sua giapponesità. Gli ingredienti disposti diligentemente in ordine sul vassoio, la pulizia dei gesti, il rigore nel seguire uno schema, le battute… tutto mi fa ritornare alla scorsa estate quando ho passato tre bellissime settimane in terra nipponica. Tatsuya ci presenta un dolce destrutturato. Un classico strudel rivisitato in chiave giappo, dove ogni ingrediente viene presentato a parte, per comporre poi il piatto nel suo insieme. E quindi un purè di mele come base, pinoli, cannella, un biscotto di mandorle sbriciolate e gelato (ovviamente alla grappa) per guarnire il tutto. L’assaggio è delizioso. Effettivamente anche se davanti ai nostri occhi abbiamo uno strudel scomposto il sapore è quello di uno strudel fresco, appena uscito dal forno!

E poi, last but not least, quello che mi è piaciuto di questa prima esperienza a Identità  Golose è stata l’atmosfera in generale. E’ stato bello e molto stimolante ritrovarsi con tante persone, tutte accumunate dalla passione per il food, il bere e il mangiare bene, la cultura delle cose fatte con passione, la ricerca di quel gusto particolare, frutto di tante prove e studi per ottenere un risultato. Devo dire grazie a tutte le food blogger che ho conosciuto e che sono state gentilissime con me, che per la prima volta mi affaccio in questo mondo. In particolare grazie a Babs, che ha organizzato (con Manuela) un punto di incontro per tutte noi, a Angela e Chaiara, gentilissime e divertenti compagne della giornata, la Viz, con cui ho parlato di foto (e quelle lenti macro proprio le voglio!), a Patricia e a tutte le altre ragazze (man man recupero tutti i nomi/blog e li aggiungo!) con cui ho chiaccherato e ho passato un piacevolissimo pomeriggio. 

Ecco, siamo arrivati alla fine del post-racconto (molto riassunto) di un giorno e mezzo dedicato al food. Pronti per affrontare una nuova settimana? E allora, via… buon lunedì!

Oat and raisin cookies

A volte bisogna fare di necessità virtù. E si, perché pensavo e ripensavo a cosa fare con l’avena avanzata dalla granola di settimana scorsa. E così cerca e ricerca, sfoglia e risfoglia mi si è aperto uno dei cassettini mentali in cui ogni tanto metto le cose che vorrei fare e che poi regolarmente dimentico…e sono saltati fuori questi cookies con avena e uvetta.

Arrivano direttamente dalla tradizione americana e devo dire che sono davvero deliziosi. Croccanti al punto giusto, dolci ma non troppo e leggerissimi, tanto da sgranocchiarne uno dopo l’altro senza praticamente rendersene conto. E poi sono davvero facili facili da fare, giusto il tempo di preparare l’impasto, metterlo in frigo a riposare (e intanto fare il bucato o la polvere, rifare il letto o pulire il bagno…) e poi metterlo in forno per dieci minuti, et voilà i biscotti sono pronti! A proposito, non distraetevi mentre li fate cuocere…bruciano in un minuto ;-)

Oat and Raisin cookies

Ingredienti: 150 g di burro ammorbidito, 100 g di zucchero, 100 g di zucchero di canna, 1 uovo, 100 g di farina, 1/2 cucchiaino di lievito, 1/2 cucchiaino di bicarbonato di sodio, 1 cucchiaino di cannella, 150 g di fiocchi d’avena, 100 g di uvetta

Mescolare il burro con i due tipi di zucchero. Unire l’uovo fino ad ottenere un impasto omogeneo. A parte mescolare il lievito, il bicarbonato, la cannella e la farina. Incorporare i due composti e unire poi l’uvetta e l’avena, mescolando bene fino a quando sarà tutto ben amalgamato. Coprire l’impasto e metterlo in frigo per almeno 30 minuti (massimo un’ora). Riprendere l’impasto e formare delle palline di circa 3 cm di diametro, metterle su una teglia rivestita con carta da forno e appiattirle con il palmo della mano (non troppo piatti, altrimenti si bruciano). Distanziare i biscotti l’uno dall’altro perché durante la cottura tendono ad allargarsi. Preriscaldare il forno a 180° e infornare per circa 10 minuti o fino a quando i biscotti saranno ben dorati. Sfornare e lasciare raffreddare.

Identità Golose & CO, chi viene?

Devo dire che questa settimana è particolarmente densa. Ovviamente uno se ne sta bello tranquillo per settimane intere e poi… poi ecco che poi arriva tutto insieme! Quindi domani sono in partenza per una due giorni-tre notti romana, per poi saltare su un treno sabato pomeriggio e catapultarmi in quel di Milano per partecipare a un appuntamento davvero immancabile per tutti i food lovers: Identità Golose. Di cosa si tratta? In breve brevissimo si tratta di un congresso italiano di cucina d’autore, il cui tema quest’anno è “Il Lusso della semplicità: i segni e i gesti”, che si terrà da domenica 30 gennaio a martedì 1 febbraio. Accanto a questo appuntamento però ce ne è un altro assolutamente da non perdere: Un Risotto per Milano, all’interno di Winelove. Sabato 29 appuntamento in via Gattamelata 5, a partire dalle ore 16, per assaporare risotti d’autore e conoscere di persona alcuni tra i bloggers più famosi della foodblogosfera! Ecco qui il programma con orari, chef e blogger:

SABATO 29
ore 16  chef Cesare Battisti – Barbara Torresan (chez-babs)
ore 18 chef Matias Perdomo – Chiara e Angela Maci (sorelleinpentola)
ore 20 chef Matteo Torretta – Edda (un dejeuner de soleil)

DOMENICA 30
ore 12 chef Daniel Canzian – Lydia Capasso (tzatziki a colazione)
ore 14 chef Viviana Varese – Sandra Salerno (un tocco di zenzero)
ore 16 chef Andrea Besuschio – Serena Rusnati (fragola e zafferano)
ore 18 chef Alessandro Negrini e Fabio Pisani – Mariachiara Montera e Fabrizio Roych (the chef is on the table)

LUNEDI’ 31
ore 11 chef Christian e Manuel Costardi – Genny Gallo (al cibo commestibile)
ore 13 chef Stefano Deidda – Laurel Evans (un’americana in cucina)

Io sarò presentissima sabato pomeriggio (sul tardi) e domenica, chi  viene?

ps. se volete partecipare a Identità Golose e avete un blog richiedete l’accredito qui (altrimenti dovrete pagare il biglietto d’ingresso). Se non avete il tesserino vi basterà mandare una mail alla gentilissima Elisa (elisa.zanotti@magentabureau.it)

Una torta tutta nera

Quella di oggi è uno degli esperimenti più riusciti da quando ho iniziato questa avventura. Ovviamente non si tratta di una torta bruciata (anche se a vederla così, tutta nera lo sembra proprio!) ma di una deliziosa Guinness Chocolate Cake. Sisi, avete capito bene, una torta alla Guinness, la famosa birra irlandese.

La prima volta che la mia attenzione è caduta su questa torta è stato qualche mese fa leggendo tra un post e l’altro qui. Le bellissime foto mi avevano colpito, ma l’idea di fare una torta con della birra (che per di più a me non piace) non è che mi convincesse molto, così mi sono segnata la ricetta, ma era nella lista delle cose da fare “poi”. Dopo qualche tempo in libreria sfogliando il libro di Nigella trovo la stessa torta, mi rileggo la ricetta…ma non mi sento ancora pronta! Poi ecco che la stessa torta rispunta qui, ma con una ricetta diversa. Segno anche questa, vicino all’altra, e inizio a pensare che se la vedo ovunque forse è un segno…e devo provare a farla. Settimana scorsa, alla fine della fiera la folgorazione. Vedo sul blog di Ilaura la foto di una torta nera nera ed è il segnale definitivo. In mezz’ora esco dall’ufficio, compro quello che mi manca (la birra fondamentalmente) e corro a casa a provare la ricetta. Scelgo la seconda, perché mi sembra meno pesante e poi c’è più Guinness, quindi presumo che il gusto sia più forte (già che la facciamo, facciamola sentire sta birra, no?). Bene, dopo un’oretta e mezza la torta è belle che pronta ed è favolosa.  Nelle ricette che ho trovato in giro la torta è sempre accompagnata da un topping cremosino e bianco ma io per questa prima volta ne ho fatto a meno perchè volevo assaporarla da sola. Ed effettivamente la scelta è super-azzeccata! La torta è soffice, morbica, cotta al punto giusto, con un gusto cioccolatoso e un retrogusto alla Giunness che la rende ricca, corposa, ma leggera allo stesso tempo…insomma buonissima!

Guinness Chocolate Cake

Ingredienti: 400ml di guinness , 350g di zucchero di canna , 225g di farina, 225g di burro morbido, 4 uova, 100g di cacao amaro in polvere , 2 cucchiaini di bicarbonato, 1 bustina di lievito per dolci

Mescolare il  burro morbido con lo zucchero e aggiungere, uno alla volta, le uova, continuando a mescolare.  Setacciare la farina con il lievito e al bicarbonato. In un’altra ciotola mescolare la birra e il cacao, avendo cura di scioglere bene tutti i grumi. Continuando a mescolare aggiungere, alternandoli, la farina e la birra e cacao, al composto di uova, zucchero e burro fino a ottenere un impasto liscio e omogeneo. Rivestire con la cartas da forno uno stampo di 25 cm di diametro, versare il composto in una teglia dal diametro di 25cm e infornare a 180° per circa  ora, o fino a quando la torta sarà cotta (ve ne accorgete perchè la torta prima è tutta traballante e molliccia ma piano piano diventa più solida e ferma! Non vi preoccupate si diventa nerissima…non si sta bruciando!). Togliere dal forno e lasciar raffreddare completamente.

Ah dimenticavo, domani una comunicazione di servizio da non perdere!  ;-)

Sunny sunday afternoon

Finalmente ieri, dopo mesi di pioggia, nebbia e nuvole a Milano c’era il sole. Si beh, una cosa che mi fa un sacco ridere, tipica di chi vive a Milano, è che quando esce il sole tutti si dicono: “Hai visto? Oggi c’è il sole!”. Ebbene, ieri c’era il sole e quindi ne abbiamo approfittato per fare quattro passi e godersi un bel pranzetto con un’amica. Senza alcun dubbio ci siamo diretti sui navigli, una delle mie zone preferite di Milano (escludendo il venerdì e il sabato sera, possibilmente). Forse mi piace perchè non sembra di stare proprio a Milano: i canali, il mercatino dei fiori e quello dell’antiquariato, le botteghe degli artigiani, le osterie storiche accanto a nuovi locali trendy… insomma quando passeggio per i Navigli mi sembra sempre di stare in vacanza. E se poi capita una giornata di sole come quella di ieri…beh, come al solito vi lascio un po’ di foto, giudicate voi!

Il Naviglio che io preferisco è quello Grande, quello con il vicolo dei Lavandai per intenderci. E’ un susseguirsi di osterie, ristoranti con tavolini all’aperto, negozietti di arredamento, oggetti per la casa e abbigliamento vintage, vetrine allestite a regola d’arte, lavagne con i piatti del giorno e menù in bella mostra. Ecco, insomma, a me quando vengo qui sembra di stare in un’altra Milano, lontana anni luce dal caos, dal traffico e dalla frenesia.

E poi ci sono alcuni punti in cui se chiudi gli occhi, e poi li riapri, potresti pensare di essere a NY, a Parigi o a Londra. Graffiti, stradine pedonali, ponticelli di ferro, menù vintage per bistrò alla parigina e… insomma fatevi un giretto da queste parti e ditemi cosa ne pensate ;-)

E per finire, visto che settimana scorsa è stata la brunch week, e vi ho fatto un pippotto di 7 giorni su quanto sia bello fare un brunch homemade… ecco ieri sono andata a gustarne uno che è quasi come quello fatto in casa! Il posto delle meraviglie è il Rita, un locale che semplicemente io a-d-o-r-o. E’ sui Navigli, ma in una vietta in fondo, in fondo, che se proprio non lo conosci non ci capiti per caso. Il Rita è intimo, arredato con gusto, con un’atmosfera calda, che sembra quasi di stare a casa.Il merito va soprattutto ai ragazzi che ci lavorano, sempre sorridenti, gentili e soprattutto dispensatori di consigli sui favolosi cocktail, mai banali e preparati con una cura quasi maniacale. Ma veniamo al brunch, che è praticamente diviso in due: la prima parte dedicata al dolce: muffin homemade, granola con frutta e yogurt, pane tostato, burro e marmellata e pancake con sciroppo d’acero. La seconda parte invece è dedicata al salato: a scelta uno dei piatti del menù rigorosamente american style: bagels con salmone e formaggio, scramble eggs, bacon cheesburger, club sandwich e dal piatto del giorno che cambia di settimana in settimana. Il tutto accompagnato da the, caffè americano, bloody o virgin mary, spremuta d’arancia e così via. Se vi capita di passare da queste parti ricordatevi di prenotare, manco a dirlo è smepre pieno! (Ci sono due turni, uno alle 12.30 e uno alle 14.30 (io preferisco questo perché così mi posso fermare tutto il tempo che voglio!).

Rita | Via Angelo Fumagalli, 1 – 20143 | Telefono: 02.8372865 | aperto tutti i giorni.

Buon lunedì!

Brunch basket e buon weekend!

Ed eccoci arrivati alla fine della brunch week! Se siete stati così pazienti da seguire giorno dopo giorno le varie brunch-idee di questa settimana e non state più nella pelle per preparare il vostro brunch di domenica, ecco un’altra ideuzza do-it-yourself: il brunch basket. In pratica si tratta di preparare tutte le ricette insieme, di confezionarle  e di piazzarle in un bel cestino da portare a casa di amici o da servire come monoporzione.

Se vi siete persi qualcosa, ecco qui un riassunto delle puntate precedenti con qualche idea in più:

Fromage balc al miele: mettete il fromage blanc e il miele in un vasetto (vanno bene anche quelli dei piccoli sottaceti o delle marmellate, puliti per bene ovviamente) e coprite il tappo con un ritaglio quadrato di carta da pacco, tessuto,  juta, carta velina… e poi chiudete con un nastrino o dello spago. Preparate un’etichetta con gli ingredienti del vasetto, da attaccare con la colla al vasetto o tipo label allo spago.

Bagels e buttermilk biscuits: mettete ciascun bagels e buttermilk biscuits in un sacchettino trasparente e chiuderlo con un nastrino o un pezzo di spago.

Granola: mettere delle cucchiaiate di granola in un sacchettino trasparente. Chiuderlo con dello spago e con un’etichetta con la descrizione degli ingredienti.

Burro ai frutti di bosco: mettere il burro in un piccolo contenitore e ricoprirlo con della pellicola, oppure tagliare delle fette di burro spesse circa 2 cm e “impacchettarle” in carta da forno con dello spago.

A questo punto basta prendere un cestino di medie dimensioni (da Zara Home ce ne sono di bellissimi!), mettere un tovagliolo (meglio se di stoffa) sul fondo e riempirlo di tutte le brunch-prelibatezze. Se il cestino è una monoporzione di brunch potete metterci dentro anche posate, bicchiere e piatto usa e getta.

Piccola parentesi: il basket brunch può anche diventare un regalo per la vostra coppia di amici che ha appena cambiato casa e aspetta la nuova cucina, per la vostra amica che vive da sola ed è tanto pigra, o per la vostra collega che compie gli anni…insomma, può essere un modo carino per fare un regalo a qualcuno a cui volete bene!

Se invece pensate di organizzare un brunch at home oltre al mangiare, dovrete sicuramente pensare anche al bere. Sul tavolo del brunch, infatti, non dovrebbe mancare: latte fresco, spremuta d’arancia, caffè americano e acqua calda per il the (con bustine e infusi di vario tipo). Mettete sul tavolo delle ciotoline con cacao (da aggiungere eventualmente al latte), zollette di zucchero bianco e zucchero di canna. Per mettere sul tavolo tutte queste cose a me piace avere bottiglie (riciclo anche quelle di vetro delle salse) e caraffe di diverso tipo, ma nella stessa palette di colori. (non so se si è capito, ma nell’ultimo periodo mi va l’azzurro, in tutte le sue sfumature… ;-)

Completano il tutto un bel mazzo di fiori freschi (sempre di colore coordinato al resto della tavola) e musica di sottofondo.

Buon weekend e buon brunch!

Homemade granola

La verità è che tutta l’idea della brunch week nasce da qui, dalla voglia di provare a fare a fare in casa la granola. Non trovate infatti che sia rilassantissimo iniziare la giornata gustandosi una bella tazza di latte e cereali, leggendo un giornale o leggendo un libro? In più se i cereali sono fatti in casa, e dentro ci mettete esattamente quello che volete voi…è  quasi impossibile resistere, no? Se poi vi dico che la ricetta è stra-facilissima, il gioco è fatto!

Un’altra cosa per cui questa idea dei cereali homemade continuava a ronzarmi in testa è il nome granola. Anzitutto c’è da dire che questo granola altro non è che muesli tostato. Mentre la parola muesli è dura, difficile da pronunciare (io mi incarto sempre ;-), granola è così semplice! E’ una parola simpatica, che mi mette allegria: mi fa sorridere, mi sa di sole, di qualcosa che rimanda all’infanzia, di piccolo e sbricioloso, di sano e di fresco… insomma mi piace! Io ho fatto una versione un po’ invernale, con uvetta e mandorle, ma si può aggiungere tutto quello che vi pare: gocce di cioccolato, frutta fresca, cocco, albicocche e prugne secche, datteri, ecc ecc! E anche all’avena si può aggiungere ( o sostituire) riso soffiato, orzo, farro…Insomma, liberate la vostra fantasia e… più granola per tutti!!!!

Homemade granola

Ingredienti: 300 g di fiocchi d’avena, 50 ml di olio vegetale, 80 ml di miele, 35 ml di acqua, 30 g di mandorle, 30 g di uvetta.

Mescolare l’olio, il miele e l’acqua in una casseruola su fuoco medio alto. Portare a ebollizione continuando a mescolare. Mettere i fiocchi d’avena in un recipiente capiente e versarci sopra lo sciroppo. Mescolare bene per amalgamare il tutto. Stendere il muesli su una teglia ricoperta con carta da forno e cuocere in forno pre-riscaldato a 160° per circa 15 minuti, fino a quando inizia a scurirsi. Mescolare il muesli in modo che si dori uniformemente. Cuocere altri 10 minuti mescolando, ma senza rompere gli eventuali grumi. Spegnere il forno e lasciare asciugare la granola. Una volta raffreddata del tutto mettere la granola in una scatola a chiusura ermetica, aggiungere l’uvetta e le mandorle.

Servire la granola con latte (meglio se freddo o tiepido) o con yogurt. E’ perfetto anche con il fromage blanc al miele.

Buttermilk Biscuits con burro ai frutti di bosco

Ebbene si, anche quella di oggi è una ricetta ispirata al recente viaggio a NY (di cui potete leggere tutto qui). Questi, che sono chiamati biscotti, ma che a me sembrano più una via di mezzo tra dei morbidissimi panini al burro e degli scones, li ho provati da Sarabeth’s con la sua famosissima zuppa di pomodoro. Così dopo averli assaggiati ho sfogliato il suo bellissimo libro (eh si…bellissimo, peccato che tutte le misure siano in cups, quindi anche quelle di questa ricetta) Sarabeth’s Bakery: from my hands to yours e mi sono scopiazzata la ricetta, così da provarli una volta tornata a casa. Anche qui però c’è un piccolo grado di difficoltà. Non tanto nella ricetta che è semplicissima, quanto nel recuperare uno degli ingredienti (e te pareva) il buttermilk, che poi altro non è che il latticello. Anche questa volta mi è venuto in soccorso il NaturaSi, così l’ho trovato belle che pronto. Altrimenti, comunque, c’è un modo molto semplice per farlo in casa (indicazioni alla fine della ricetta ;-)

Per accompagnare questi morbidissimi biscuits volevo trovare qualcosa che non fosse il solito burro, ma non volevo qualcosa di troppo “aggressivo” come la marmellata…ci voleva una via di mezzo. E così è stato! Ho pensato, perché non unire marmellata e burro? E’ bastato qualche cucchiaio di marmellata ai frutti di bosco che avevo fatto quest’estate per fare questo burro-marmellata davvero eccezionale. Provatelo, anche in questo caso è una ricetta stupidissima, ma buona e molto scenografica. Che altro aggiungere? Provate e fatemi sapere!

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Bagels

Signore e signori ecco a voi i bagels! L’ispirazione per la seconda ricetta della brunch week arriva direttamente dal libro Buon appetito america! ( e da dove se no?). Effettivamente negli Stati Uniti ho fatto delle gran colazioni a base di bagels e volevo vedere se riuscivo a farli :) Il risultato è sicuramente positivo: belli e bellissimi da vedere! Per questo direi che meritano anche loro di entrare nel mio menù del brunch domenicale.

Ma cosa sono poi questi bagels? Facendomi questa domanda, la prima volta che li ho visti, ho scoperto più che altro la storia di questa ciambella (o specie di). In sostanza il bagel, altro non è che una pasta lievitata, a forma di anello, bollita brevemente  in acqua e poi cotta in forno. E’ un pane ebraico, nato in Polonia nel diciassettesimo secolo e portato negli Stati Uniti da immigrati polacchi all’inizio del ‘900. Oggi se andate negli Stati Uniti, e soprattutto a New York, potrete mangiare bagels praticamente ovunque. Ce ne sono di tutti i tipi, ma i miei preferiti sono quelli con semi di sesamo, semi di papavero e lisci ed ecco quindi la ricetta!

Bagels (adattata dalla ricetta originale di Laurel Evans)

Ingredienti

Per l’impasto. 500 g di farina, 10 g di lievito di birra secco, 300 ml d’acqua calda, 30 g di miele (1 cucchiaio), un cucchiaio di sale.

Per l’acqua bollente. 30 g di miele (1 cucchiaio), 1 cucchiaio di bicarbonato di sodio, 2 litri d’acqua.

Per la copertura. Semi di papavero, semi di sesamo, 1 uovo sbattuto con 1 cucchiaio d’acqua.

Impastare la farina con il lievito, l’acqua e il miele per qualche minuto. Unire il sale e continuare ad impastare fino ad ottenere una pasta liscia ed elastica. Trasferire la pasta in un recipiente, coprire con pellicola e lasciare a riposo per circa un’ora o fino a quando il volume sarà raddoppiato. Trasferire la pasta su una superficie pulita e leggermente infarinata e staccare circa 10 panetti delle stesse dimensioni. Formare con ciascuno una palla e, usando le dita o il manico di un cucchiaio di legno, formare un buco al centro. Coprire con uno strofinaccio pulito e lasciare lievitare per circa 15 minuti. Scaldare il forno a 180°. Portare a ebollizione l’acqua con il miele e il bicarbonato. Immergere uno o più bagel per qualche minuto, girandoli. Scolare i bagel su una teglia rivestita con carta da forno. Spennellare i bagel con l’uovo sbattuto e cospargere, se si vuole, la superficie con i semi di papavero o di sesamo. Infornare per circa 25 minuti o fino a quando saranno ben dorati.

Servirli con burro, formaggio spalmabile cremoso, salmone affumicato, uova, bacon, prosciutto crudo… o quello che più vi piace! Buon appetito!