Cioccolato e lamponi

Premessa: se siete a dieta, se non vi piacciono le cose dolci, se inorridite quando vedete del burro fuso con cioccolato…beh, allora questo post non fa per voi. Se invece siete anche voi in un periodo di cambiamenti, un periodo di salti nel vuoto (e quindi avete bisogno di energie) o, più semplicemente, siete super golosi bene allora questo è il post che fa per voi. Quindi, siccome io sono in un periodo in cui ho bisogno di tuuuuuuuutte le energie possibili e immaginabili, ho deciso di concedermi una torta super calorica (salvo poi avere dei sensi di colpa stratosferici, ma questa è un’altra storia). Super calorica si, ma…buona, buona, buona. E quel minimo colore rosso che vedete nella foto sono lamponi. Freschissimi e morbidissimi lamponi. Non avevo mai provato i lamponi accostati al cioccolato e solo ora capisco cosa mi sono persa. E’ l’accostamento con la A maiuscola, quello che tutti devono provare almeno una volta nella vita. Dite che sto esagerando? Forse si, ma provatela e poi mi direte!

Ma come mi è venuta questa idea? La ricetta originale è della mitica Donna Hay. Anche qui vorrei aprire una piccola parentesi, perché io avevo sempre sentito parlare di questa Donna Hay, ma non avevo mai comprato uno dei suoi libri. Li avevo visti, ma mi sembravano un po’ freddini, che ne so, non mi avevano mai convinto. Poi l’altro giorno in libreria mi sono trovata a sfogliare il libro Ricevere in un istante e in un battibaleno ero alla cassa, con il libro sotto il braccio decisa a tornare a casa (rinunciando allo shopping!) per farmi un the e leggermi il mio nuovo libro. E qui sfoglia che ti risfoglia, appunti dopo appunti, mi ritrovo con una lista di ricette da provare e la prima, guarda caso, è proprio questa torta ai lamponi. La verità è che in origine dovevano essere dei brownies, ma credo di averla cotta un pelino più del necessario e quindi è diventata una via di mezzo tra un brownies e una torta. Rispetto alla ricetta originale, poi, ho diminuito la quantità di zucchero, perché va bene che ho bisogno di dolcezza…ma non esageriamo!

Torta cioccolato e lamponi

Ingredienti: 200 g  di cioccolato fondente a pezzetti, 250 g di burro, 200 g di zucchero di canna, 4 uova, 170 g di farina, 1/2 cucchiaino di lievito, una vaschetta di lamponi freschi (o surgelati) circa 150 g

Preriscaldare il forno a 180° . Fondere il cioccolato con il burro e mescolare fino a quando il composto non sarà liscio e omogeneo. A parte mescolare lo zucchero e le uova, fino ad ottenere un composto spumoso e chiaro. Incorporare il burro+cioccolato e mescolare. Setacciare la farina con il lievito sul composto e mescolare bene. Versare tutto in una tortiera di 23 cm, imburrata e foderata con carta da forno. Cospargere con i lamponi e mettere in forno per circa 30-35 minuti o fino a quando il composto non sarà sodo. (Se usate i lamponi surgelati non è necessario scongelarli in anticipo)

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Biscotti lavanda e fleur du sal

Siccome parlavamo di primavera la ricettina di oggi mi sembra proprio perfetta. Da un po’ di tempo stavo girando intorno a questi biscotti con la lavanda, ma tutte le ricette che leggevo non mi convincevano fino in fondo. Poi in libreria ho trovato il libro di Leila LindholmPane, dolci e biscotti e finalmente l’illuminazione. Mi sembrava che questa fosse la ricetta giusta, anche se ovviamente ci ho fatto delle piccole modifiche (e te pareva!). Comunque trovata la ricetta, mi mancavano gli altri due ingredienti fondamentali: la lavanda e il fleur du sal. La lavanda l’ho comprata a Fà la Cosa Giusta, in un banchetto dedicato con la lavanda per cucina, il sale alla lavanda, e perfino l’aceto di lavanda. Il tutto proveniente da agricolture bio ovviamente! Il fleur du sal invece l’ho trovato all’Esselunga, quasi casualmente. Trovati tutti gli ingredienti pronti via, la preparazione è facilissima, davvero, e il risultato è strepitoso. Credo davvero che questi siano i biscotti più buoni che abbia mai fatto. Profumati, delicati, burrosi, con quel retrogusto salato che mi ricorda tanto i biscotti della Bretagna. Insomma lo so che lo dico tutte le volte, ma vi giuro che questi sono assolutamente da provare e rimarrete fulminati. Tra l’altro mi sembrano anche un regalino delizioso se pensate di fare un tea party (vi ricordate?) primaverile. L’unica cosa a cui dovete fare attenzione è di non mettere troppa lavanda, altrimenti i biscotti avranno un sapore troppo forte. Insomma, visto che il tempo non è ancora dei migliori, questi biscotti portano un po’ di primavera ;-)

Biscotti lavanda e fleur du sal

Ingredienti: 100 g burro,  70 g zucchero bianco,  1/2 cucchiaino di fleur du sal, 150 g di farina 00,  1 cucchiaino di lavanda da cucina, 1 cucchiaio di acqua fredda (se c’è bisogno anche 2)
Nel mixer mescolare il burro e lo zucchero fino a quando otterrete un composto chiaro. Setacciare la farina 00 ed aggiungerla al composto. Aggiungere anche il fleur du sal e la lavanda. Mescolare ancora.  Aggiungere, se necessari, 1 o 2 cucchiai d’acqua fredda per impastare meglio il composto. Avvolgere la pasta nella pellicola trasparente e mettere al fresco in frigorifero per almeno 30 minuti. Preriscaldare il forno a 170°C. Ritagliare i biscotti e disporli su una teglia rivestita con carta da forno per 15-20 minuti o fino a quando i biscotti non saranno dorati.

Fà la cosa giusta e una zuppa

Allora, oggi ho un sacco di cose da raccontare. Per quelli che non fossero stati molto attenti, venerdì scorso sono andata a farmi un giretto a Fà la Cosa Giusta e senza neanche accorgermene mi sono trovata con secondo posto nel concorso organizzato da Lisa e un wok in mano, come premio! Una bella sorpresa devo dire ;-) E una bella sorpresa è stato anche l’ecoaperitivo dove c’erano un sacco di cose deliziose, quindi nel futuro prossimo aspettatevi un po’ di ricettine a impatto (quasi) zero.

E poi, siccome non ero riuscita a girare bene la fiera, sabato ci sono tornata e me la sono girata con calma. Mi sono mangiata un’ottima carbonara di porri (grazie Tommaso!) e ho cercato di dare una mano nella preparazione del laboratorio di Lisa del pomeriggio. Ma soprattutto ho girato in lungo e in largo la parte food di Fà la Cosa Giusta: “mangia come parli” (secondo me è geniale). Ecco qui un po’ di foto che tra uno shopping e l’altro sono riuscita a scattare. (dopo le foto c’è anche la ricetta eh!)

In tutto questo, forse, vi chiedete che cosa c’entra la prima foto. La spiegazione è semplicissima: in onore del piatto che mi ha fatto vincere il wok (e visto che la primavera sembra essere un attimo in stand by) ho pensato di fare una bella zuppettina di cavolfiore. Ormai con la mia Acticook Lagostina non mi ferma più nessuno :-) e, in attesa di stupirvi con il wok, buon lunedì a tutti!

Zuppa di cavolfiori

Ingredienti: 2 cucchiai di olio, 1 cipolla tritata finemente, 2 cucchiai di farina, brodo vegetale, 1 cavolfiore, 100 g di ricotta, sale e pepe.

Nella pentola a pressione scaldare l’olio e versare la cipolla tritata finemente. Farla rosolare per qualche minuto, fino a quando non diventa trasparente e aggiungere la farina. Mescolare e lasciare cuocere per qualche minuto. Aggiungere il cavolfiore lavato e tagliato a pezzettini. Aggiungere due ecodosi di brodo vegetale. Chiudere la pentola e impostare nel timer 5 minuti. Una volta trascorso il tempo necessario, togliere la pentola dal fuoco e passare i cavolfiori con un frullatore e aggiungere la ricotta (verificare la consistenza desiderata), salare e pepare e frullare fino ad ottenere una crema densa e omogenea. Servire tiepida.

Io stasera vado qui! Chi viene?

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UPDATE! Sono appena tornata dall’ecoaperitivo e… sorpresa! Sono arrivata seconda al concorso Una ricetta sostenibile a cui avevo partecipato con la ricettina del cavolfiore al forno. E’ successo tutto in un attimo, sono arrivata in ritardo e come sono arrivata Lisa mi ha chiamata e mi ha mollato il microfonetto per raccontare la mia ricetta. Io come una pera cotta non mi ricordavo niente, vedevo solo la gente che mi guardava e pensavo che stavo facendo una figuraccia….insomma ho spiaccicato poche parole e basta! a parte la figuraccia sono felicissima di essere tornata a casa con un wok Domo della linea Terracotta, che, oltre ad essere bellissima, rispetta pure l’ambiente! Grazie Lisa e Tommaso!!!! E buon weekend davvero!

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Se questa sera non sapete cosa fare e capitate dalle parti di Milano non dovete assolutamente perdervi il “Laboratorio di cucina a impatto (quasi) zero” a cura di Lisa Casali (ma sul web chiamatela Lisca!) e Tommaso Fara. Lisa l’ho conosciuta a questa cena e mi ha subito conquistato. Così, quando insieme ad altre blogger mi ha invitato all’ecoaperitivo per food-blogger di questa sera ho detto subito di si!  Un’occasione per incontrare e dare un volto a quelle persone che leggo quotidianamente. Un modo per imparare qualcosa sull’alimentazione sostenibile e per fare un po’ di eco-assaggi (che non guastano mai!). E poi c’è la premiazione del concorso Una ricetta sostenibile. Insomma, mi sembra proprio una bella occasione per passare qualche ora in buona compagina e fare quattro chiacchere  :-)

E se vi state chiedendo cosa diavolo sia questo Fà la cosa giusta, trovate tutte le informazioni qui, mentre se non riuscite a passare questa sera, ma magari volete partecipare a un laboratorio o semplicemente volete fare un salto alla fiera tra sabato o domenica potete trovare le info su tutti gli appuntamenti sul blog di Lisa.

Io non mancherò di fare foto e di scrivere un report dettagliato! Per chi riesce a fare un salto…ci vediamo questa sera. Per tutti gli altri, buon weekend!

Cake al limone e semi di papavero

Eh si, la settimana è quasi finita. Dopo i cavolfiori di ieri e gli eventi di inizio settimana, oggi torniamo al dolce. E che dolce!  Siccome la mia amica E. mi ha portato dei limoni dalla sua casetta al mare di Monterosso ho ben pensato di metterli subito in un dolcetto. Ma non volevo fare il solito cake, ho cercato di diminuire la quantità di burro, sostituendola con dell’olio e, visto che questo esperimento mi era proprio piaciuto, ho aggiunto anche dei semi di papavero. Poi siccome avevo in frigo un po’ di panna che volevo finire, ho aggiunto anche quella. Se non si era capito mi piace fare gli esperimenti! :-) E devo dire che il dolce è venuto proprio come lo volevo: leggero, profumatissimo e soffice soffice. E poi questo giallo, non so a voi, ma a me mette proprio allegria!

Cake al limone e semi di papavero

Ingredienti: 150 g i zucchero, 150 g di farina, 100 g di panna, 3 uova, 30 g di burro, 40 g di olio, mezza bustina di lievito (circa 8 g), la buccia grattugiata di un limone non trattato, il succo del limone, 2 cucchiai di semi di papavero

Sbattere lo zucchero e le uova fino ad ottenere un composto chiaro e spumoso. Setacciare la farina con il lievito, aggiungerla al composto insieme alla panna e alla buccia del limone grattugiata. Fare sciogliere il burro in un pentolino, unire l’olio e il succo del limone e versare tutto nell’impasto. Mescolare fino a quando tutti gli ingredienti non saranno amalgamati. Incorporare i semi di papavero. Versare l’impasto in uno stampo da plumcake, precedentemente imburrato e lasciarlo riposare in frigo per almeno 30 minuti (meglio se un’ora). Infornare in forno preriscaldato a 170° per circa 30 minuti o fino a quando il dolce non sarà completamente cotto

Cavolfiori al forno

Un’altra recente scoperta sono i cavolfiori. Si perché fino a qualche tempo fa non è che mi piacessero molto. Sarà per la puzza terrificante che lasciano in giro per casa quando li cuoci (addirittura a casa dei miei mi ricordo che capivo che mia mamma aveva fatto i cavolfiori entrando nell’atrio del palazzo… e loro abitano ad un piano alto!). E invece visto che R. l’altro giorno è tornato a casa con un bel cavolfiore tondo tondo ho deciso che era arrivato il momento di dargli una possibilità. Ma cercando sul web, su libri e riviste trovavo tutte ricette un po’ pesantine, quasi tutte con besciamella, mentre invece, quello che stavo cercando io, era qualcosa di seeeeemplice, veloce e che lasciasse il più possibile intatto il sapore del cavolfiore. E ad un tratto l’illuminazione: mettiamoli nel forno questi cavolfiori, no?! Niente di più facile effettivamente. Il risultato è stato ottimo…tanto che me li sono finiti!

Cavolfiori al forno

Ingredienti: un cavolfiore (se molto grande taglialo a metà), 2 cucchiai di farina, 4 cucchiai di olio, pangrattato, burro, formaggio grattugiato, sale e pepe.

Preriscaldare il forno a 170°. Lavare bene il cavolfiore, tagliarlo a pezzi e lessarlo in acqua salata per qualche minuto. Scolare i cavolfiori e tenere da parte 1 bicchiere dell’acqua di cottura. Mescolare l’olio con la farina, l’acqua di cottura e il sale. Imburrare una profila e cospargerla di pangrattato. Disporre all’interno i pezzi di cavolfiore, spennellarli con il composto di olio e farina, cospargere i cavolfiori con il formaggio grattugiato e con il pangrattato. Infornare la pirofila per circa 20 minuti o fino a quando si sarà formata una crosticina dorata.

150. Il nuovo in Italia è fatica

Ovvero: cronaca di come preparare alcuni piatti dell’Italia unita senza però avere a disposizione gli strumenti necessari. Ehhhh?? Immagino vi chiederete. Mi spiego meglio (o almeno ci provo!). In sostanza, quello di oggi è il racconto di un divertente  laboratorio culinario a cui ho partecipato sabato pomeriggio. Organizzato dal famoso collettivo tutto al femminile Arabeschi di Latte, in occasione del festival Uovo, “150. Il nuovo in Italia è fatica” è un laboratorio culinario interattivo, dove si deve cucinare qualcosa, ma come dicevo prima, senza avere gli strumenti per farlo, e quindi bisogna ingegnarsi per inventarseli. Gli strumenti devono essere pensati e assemblati con oggetti trovati e di scarto, in un esercizio dell’arte di arrangiarsi, croce e delizia della società italiana :-)

Fin qui la descrizione seriosa. Ora che ve la siete sorbiti veniamo alla parte divertente, e cioè quella in cui vi racconto meglio sto laboratorio. Ma prima una piccola premessa (e te pareva!). Il laboratorio si è tenuto al teatro Franco Parenti, teatro in cui non ero mai stata è che invece merita assolutamente, almeno per quanto riguarda lo spazio. Legno, vetro, grandi finestre, luce naturale…davvero bello! Fatta anche la premessa partiamo con il racconto. Allora, tramite la mia amica S. vengo a sapere di questo laboratorio, una piccola googolata pera capire di cosa si tratta e in 5 minuti mi sono aggiudicata l’ultimo posto disponibile. Arabeschi di Latte le seguivo da un po’ (le avevo già incontrate casualmente qui) e non volevo assolutamente lasciarmi scappare un loro evento. Quindi mi presento puntuale, pago i miei 10 euro e aspetto impaziente che il laboratorio inizi. All’ora x ci svelano in cosa consiste il laboratorio: preparare un piatto tipicamente italiano. Facile direte voi. Si certo, il punto è che sul tavolo ci sono solo gli ingredienti. Il resto degli strumenti ce li dobbiamo costruire, cercando in tre cassettoni in cui c’è di tutto un po’: imbuti, viti, tappi, nastro adesivo, bulloni, legni, cannucce, corde, gratelle…insomma davvero le cose più svariate. I piatti da poter preparare sono: tagliatelle, gnocchi, pesto, canestrelli, biscotti, zabaione. Io mi lancio sui biscottini (eheheh) che dovrebbero avere la forma di qualcosa che richiami l’Italia (la forma dello stivale, un monumento…). Mi metto il mio grembiulino, prendo la farina ehhhh….ma dove trovo la bilancia??? Ah non c’è neanche quella, benissimo andremo ad occhio! E quindi via di farina, zucchero, lievito, uova, buccia di limone (grattugiata con un tappo tipo quello del crodino, avete presente?). Impasto e rimpasto e alla fine esce una specie di composto niente male e per stenderlo provo prima con una bottiglia e poi con un legno che frego a due ragazzi davanti a me che si stanno cimentando nelle tagliatelle. Siccome poi non è che sia così creativa come forma decido di buttarmi sul patriottismo e ritaglio dalla pasta (con una specie di listarella di zinco o che ne so) la scritta I ♥ Italy. Compiuta la mia missione mi guardo intorno e vedo i miei “compagni” tutti indaffarati e moooolto creativi. Davvero divertente! C’è chi prepara gnocchi con una specie di grattugia a quadrettoni di plastica, chi prepara il pesto usando la statuetta della torre di Pisa, chi taglia i biscotti con i suddetti tappi tipo crodino, chi mette lo zabaione dentro delle palline da ping pong tagliate ecc ecc. L’atmosfera che si respira è davvero bella. Mentre iniziamo a sistemare aspettiamo che le nostre creazioni vengano cotte in forno e nel frattempo ci gustiamo i mini assaggi che le ragazze di Arabeschi di Latte hanno preparato per noi. Tutto sempre in tema unità italiana, quindi la torta di cioccolato preferita da Garibaldi, le uova tanto care a Re Emanuele, ecc. Il tutto accompagnato, ovviamente, da un bicchiere di Marsala. Per rendere meglio l’idea di quello che è stato vi lascio qualche appunto fotografico. Buona giornata!

E’ primavera (con i Milush rolls)

Finalmente ci siamo. E’ primavera, e i segni ci sono tutti: alberi in fiore, cielo blu (si perfino qui a Milano!) e un tiepido sole che inizia a scaldare. E in vista della primavera tempo fa mi era venuto in mente di festeggiare questa data con un involtino che sembra quello che tutti conosciamo, il classico involtino primavera, ma in realtà non lo è affatto! (Tra l’altro settimana scorsa pure cavoletto ha avuto l’idea di festeggiare la quasi primavera con degli involtini…forse la mia idea non era così originale allora :)

Ma torniamo al nostro involtino non-primavera. Anzitutto devo confessare una cosa…e cioè che in realtà questi roll non li ho preparati direttamente io. E si, questa volta mi è andata di lusso e ho dovuto solo fotografare (e poi mangiare) questi deliziosi roll preparati dal mio amico Milush. Ed ecco svelato chi è il Milush che sta nel titolo e che dà il nome a questa ricettina. Quindi, signori e signore, ecco a voi il mio amico Milush, che ci svela la ricetta di questi strepitosi involtini (e già che ci siamo diciamo tutta, proprio tutta la verità, nel senso che la ricetta arriva dalla mamma di Milush ed è tipica dello Sri Lanka). Ma come sono questi roll? Che sono deliziosi ve l’ho già detto, ma non so cosa altri dire, perché sono che sono davvero stradeliziosi! Piccanti al punto giusto, gustosi ma non pesanti, ripieni ma non troppo. L’impasto poi è tipo quello delle crêpes che dà all’involtino una consistenza tutta sua: non troppo fragile, non troppo unti….insomma, credo che per capire dobbiate assolutamente provarli. Pronti? Via!!!!! E buon inizio primavera a tutti!

I Milush Rolls

Ingredienti. Per le crêpes: 3 uova, 1 pizzico di sale, 1 pizzico di pepe, 7 cucchiai di farina, 1/2 lt di latte (a seconda della consistenza), una noce di burro
Per l’impasto tritare finemente: 2 porri, 400 gr verza, 5 peperoncini verdi (aggiustare con peperoncino in polvere se necessario), sale qb, 1 dado e mezzo classico, 500 gr patate lesse, 1 scatoletta di sgombro.

Le crêpes. In un recipiente sbattere leggermente le uova, unire gli altri ingredneti (ma non il latte) e mescolare velocemente fino ad ottenere un impasto omogeneo. Unire il latte fino ad ottenere un composto liscio e senza grumi. Lasciare riposare l’impasto per mezz’ora al fresco.

Nel frattempo preparare il ripieno. Affettare sottilmente tutta la verdura, sfilettare gli sgombri (se necessario) e far bollire le patate. In un wok mettere dell’olio e far rosolare le verdure. Aggiungere il dado e continuare la cottura per circa 15-20 minuti, incorporando anche le patate tagliete e schiacciate. Regolare di sale e pepe. Alla fine si otterrà un composto abbastanza denso.

Versare una noce di burro in un pentolino antiaderente, versare l’impasto delle crêpes e farle cuocere da entrambi i lati per qualche minuto. Toglierle da fuoco e riempirle con una cucchiaiata di impasto. Arrotolare l’involtino partendo dal lato vicino all’impasto, poi piegando i lati verso l’interno ed infine arrotolando tutto su sè stesso. Passare nell’uovo sbattuto e nel pangrattato.

Far scaldare abbondante olio e, quando caldo, far cuocere due involtini per volta fino a quando saranno dorati. Procedere con tutti gli involtini, servire ancora caldi e…buon appetito!

Per essere super precisi quelli che vedete nella foto io li ho cotti in forno perchè non volevo impuzzare la casa di fritto…buonissimi comunque!

For Japan With Love

Tecnicamente oggi è già il 18, visto che sono le 00.30, ma ho scoperto questa iniziativa solo ora e ho deciso di partecipare comunque. Esattamente una settimana fa il Giappone ha tremato. Il mio pensiero è andato subito ai miei amici che vivono in Giappone, per lo più a Tokyo, e che per fortuna stanno tutti bene. Ma da quel momento non sono più riuscita a dimenticare le terribili immagini che ho visto. Non riesco a non pensare alle persone che hanno perso tutto in pochi secondi e alle persone che hanno perso qualcuno, che probabilmente non ritroveranno mai. A questa dolorosa situazione si aggiunge il disastro nucleare, le incertezze sull’attendibilità delle fonti e la certezza che niente sarà più come prima.

Per questo oggi aderisco all’iniziativa For Japan with Love, organizzata dalle blogger Ever OursUtterly Engaged. L’iniziativa si divide in due attività: da un lato il foundraising a sostegno dell’associazione Shelter Box, che provvede a distribuire kit di primo soccorso/sopravvivenza che solitamente comprende: tende, lenzuola e coperte, stoviglie, kit per purificare l’acqua ecc. a tutti quelli che ne hanno bisogno. Dall’altro un gesto simbolico di solidarietà verso il popolo giapponese con una giornata di silenzio dei blogger.

Non dimentichiamoci del Giappone, anche una piccola donazione può aiutare. Spargete la voce!