Couscous vegetariano

Questo weekend è stato tutt’altro che rilassante. Corse da una parte all’altra della città e un sacco di pensieri per la testa e cose da organizzare….Il sabato è passato così velocemente che non me ne sono neanche accorta, ma per fortuna domenica è stato un pomeriggio tra amici, in giardino, con risate e ottimo cibo. Per questo aperitivo con giardino, come abbiamo chiamato l’appuntamento, ho preparato un couscous vegetariano. Un piatto veloce da fare, fresco e colorato, perfetto per una serata estiva.

La ricetta di questo couscous vegetariano è molto semplice, non ho neanche delle dosi precise perché basta andare a occhio :-) Ecco qui di seguito la ricetta ad occhio del couscous vegetariano: couscous, brodo di dado bio, pomodori datterini, 1 cetriolo, 1 cipolla di tropea tagliata e messa a bagno nell’umeboshi, pinoli tostati, uvetta. Far bollire l’acqua con il dado bio per fare il brodo e versarlo sul couscous. Lasciare cuocere per qualche minuto e sgranare con la forchetta. Cuocere ancora qualche minuto sul fuoco fino a quando il brodo sarà completamente assorbito. Aggiungere il resto degli ingredienti e condire con un filo di olio. Salare e pepare. Mescolare e mettere in frigorifero per qualche ora (meglio se lo preparate la sera precedente).

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Torta al cocco

Si lo so che avevo detto che non avrei più acceso il forno. Però alla fine è più forte di me, e quando la sera sono a casa da sola cosa volete che vi dica, mi viene voglia di mettere le mani in pasta e mi rilasso pesando e mescolando gli ingredienti tutti insieme, tagliando la frutta da mettere in un dolce o imburrando la teglia. E quindi l’altra sera mi sono ricordata di questo dolce che avevo visto sul libro Dolci Naturali che mi ha regalato G. qualche settimana fa. Siccome per puro caso al NaturaSi avevo comprato del cocco ho deciso di provare a fare un dolce un pochettino meno calorico del solito, ad esempio in questo non c’è burro :-)

Anche se faceva caldo il profumo di cocco che mi ha regalato questo cake mi ha fatto dimenticare subito il perché avevo deciso di non accendere il forno per un pochettino. Il dolce è buono, delicato, morbido e coccoloso. E poi è facile da preparare! Inutile dire che non è durata un gran che questa tortina!

Torta al cocco (senza burro)

Ingredienti: 100 g di farina, 100 g di farina integrale, 80 g cocco grattugiato, 3 cucchiai di miele, 2 uova, 2 cucchiai di olio, 1 bicchiere di latte, 1/2 bustina di lievito per dolci, 1 pizzico di sale, cocco grattugiato e olio per la teglia.

Scaldare il forno a 190°. In una terrina sbattere i rossi d’uovo con il miele, fino ad avere un composto spumoso e chiaro. Aggiungere l’olio, il sale, le due farine e il cocco grattugiato e mescolare fino ad ottenere un composto omogeneo. In un altro recipiente montare i bianchi dell’uovo a neve ben ferma. Incorporarli nella pasta mescolando dal basso verso l’alto in modo che non si smonti. Infine unire il lievito e mescolare. Ungere la teglia con un filo d’olio e versare il composto. Spolverizzare con il cocco grattugiato e mettere in forno per 30 minuti a 190°, e poi per 15 minuti a 150°. Sfornare, lasciare raffreddare e mangiare!!

Mon Paris Gourmande

Ebbene si, con questo siamo all’ultimo post su Paris. La vacanza è ormai lontana, ma non si s mai, che qualcuno stia per partire or ora… ecco un po’ di consigli per uno shopping gourmand a Parigi.

Pierre Hermé. Sottotitolo: Pierre Hermé sta alla pasticceria come Chanel sta alla moda. Beh che cosa posso aggiungere? In assoluto questo è il posto che non bisogna assolutamente perdersi a Parigi. Mentre ero in questa boutique-pasticceria mi sembrava di stare in un sogno. Avrei voluto comprare tutto, assaggiare tutto e toccare tutto. Ovviamente non ho fatto nessuna delle tre cose, ma non ho saputo resistere e mi sono comprata dei macarons, una scatoletta di cioccolatini assortiti e una confezione di biscotti sablés al cioccolao e fleur de sel (gli originali di quelli che avevo fatto qualche tempo fa). Beh che dire? I macarons per me sono infinitamente più buoni rispetto a quelli di Laudrée, in due parole: molto più ripieni, molto meno dolci, vi sembra poco? I cioccolatini assortiti me li hanno fatti scegliere uno per uno e mi sono stati consegnati nella scatoletta che vedete qui sopra. Non so come descriverla se non dicendo che il filo che tiene insieme la scatoletta è cuoio. Si, avete capito bene. E che dire dei cioccolatini? Uno meglio dell’altro…avevo in mente di arrivare a casa e far euna foto, descrivendoli uno per uno. Beh la foto non c’è perché i cioccolatini a casa non sono mai arrivati. E poi i sablés al cioccolato e fior di sale, in una scatoletta arancione. Divini, li ho centellinati uno al giorno, gustandone ogni singolo morso.

Première Pression Provence. Una boutique dedicata all’olio. Sembra strano che io, italiana e amante dell’olio d’oliva pugliese debba andare a innamorarmi di un negozio d’olio provenzale. Eppure è successo. Sarà stato l’arredamento del negozio, il packaging dei prodotti o semplicemente la commessa che parlava un po’ d’italiano e la sua gentilezza…insomma questo negozio (anzi catena di negozi, che ho coperto essere della stessa proprietà dell’Occitane) mi è proprio piaciuto. Un sacco di oli e di prodotti che derivano dall’olio, come saponette, caramelle e un sacco di altre cosette. Io purtroppo non ho potuto comprare molto perché avevamo il bagaglio a mano (mannaggia alle low cost) ma non mi sono lasciata sfuggire un barattolino piccolo piccolo di olio al mandarino. Ancora non l’ho assaggiato, anche perché mi dispiace un po’ aprire la confezione, ma ho già una mousse choco-mandarine nella to do list!

Løv Organic. Questo è un bel negozietto di the&co. In realtà devo dire che mi hanno colpito particolarmente le scatolette tutte colorate, di metallo e con quello stile così nordico che più nordico non si può. Ed infatti, manco a farlo apposta i te e le tisane di løv hanno a che fare proprio con la Svezia, ispirandosi al suo way of life. Ma cosa c’entra il te con la Svezia non l’avevo mica capito, fino a quando ecco la folgorazione sotto forma di pannello su cui è spiegata questa cosa: “løv”in svedese significa foglia, ecco svelato il mistero! Beh ecco io mi sono presa una bella tisana rilassante, nella sua scatoletta blu, che si chiama Lov is zen, che cosa chiedere di più? (ps. se volete trovarlo a Milano, l’unico posto che lo vende è Biancolatte!) (ps2…eh si non trovo più la foto che ho fatto, che ne abbia fatte troppe???)

La Grande Epicerie. Immaginatevi un posto dove trovate di tutto e di più in tema di food. Che so, volete una scatoletta di biscotti francesi doc? Qui la trovate. Un the particolare? Qui c’è. Una scatoletta di caramelle al burro salato? Qui ci sono. Spezie a volontà? Di certo qui non mancano. E potrei andare avanti così per non so quanto tempo. E poi ci sono mieli, marmellate (tra qui quelle di Christine Ferber, in questa confezione così semplice ma così chic!), e una boulangerie che serve tutti i tipi di pane, baguette, quiche, ecc ecc. Bah non so come altro dirvi quanto è speciale questo posto. Io sono entrata e R. mi ha dovuto letteralmente trascinare fuori :-)

Mariage Freres. E qui direi che andiamo proprio sul classico. Questo negozio di the è s-t-r-e-p-i-t-o-s-o. Tanto per iniziare si trova nel mio quartiere preferito il Marais. Poi si tratta di una sala da the con annesso negozio (o forse il contrario) con tante, tante, tante scatole e scatolette piene di diversi tipi di the, provenienti da tutto il mondo. Le scatolette sono così belle che sarei rimasta a guardarle per secoli. Il negozio è arredato con grossi scaffali di legno vecchio, con mobili pieni di cassettini da cui escono profumi meravigliosi. I commessi sono dispensatori di sorrisi e di consigli sulle varie tipologie di the e fiori che li compongono. C’è poi una bellissima sala da the, io non ci sono stata, ma pare che i suoi dolcetti siano irresistibili. Davanti al negozio c’è anche un negozietto fratello (io l’ho ribattezzato quello per i poveri) dove si trovano i vari the sfusi, ma già confezionati nelle classiche bustine verdi, ma con dei prezzi decisamente più abbordabili. Se poi si vuole c’è la possibilità di scegliere una delle bellissime scatolette di cui vi parlavo prima e riempirle con il the che si preferisce. C’est magnifique!

Lafayette Gourmet. Ecco una sorta di Rinascente alla francese. Tutti sanno della grandezza della famosissima galleria Lafayette e della sua cupola sbrilluccicosa, ma pochi sanno che Lafayette ha un piano interamente dedicato al food, con chioschetti che vendono prodotti freschi (tra cui pani, panini e i deliziosi dolci di Eric Kayser) e confezionati. Io qui ho comprato delle tenerissime madeleine al the matcha e financiers al cioccolato e arancia. Davanti alla Fayette Gourmet c’è Lafayette Maison. Entrate e andate dritti dritti verso le scale mobili che vi portano al piano inferiore. Qui entrate in paradiso: oggetti per la cucina di tutti i tipi, stampi stampini e libri a non finire. C’è anche un corner di Pierre Hermé. Da non perdere, non vi pare?

Dheillerin. Finiamo con questo posto che mi ha fatto vivere un’esperienza mistica. Se decidete di farci un salto andateci se avete tempo. Lasciate fuori la frenesia e il traffico e procedete con calma, scaffale dopo scaffale. Questo negozio di articoli per la cucina (pentole, stampi, teglie, coltelli, ecc ecc) è un negozio che sembra rimasto fermo nel tempo. Dal soffitto pendono pentole di tutte le grandezze, di acciaio o di rame, gli scaffali polverosi sono pieni di merce apparentemente disordinata, ma che, se osservata attentamente, si scopre essere perfettamente ordinata e catalogata. Non ho mai visto così tante teglie e stampi tutti insieme: grandi, piccole, rotonde, quadrate, esagonali, a cuore, a stella…davvero, non esagero! Una bellissima atmosfera, che fa venire voglia di comprare tutto perché non si sa mai, magari quello stampo per canneles potrebbe poi servirmi, no?

Torta ricotta e fragole

Con questa settimana diciamo che il forno va in vacanza :-) E si perché, se solo qualche settimana fa sembrava di essere in autunno, ora il caldo è proprio scoppiato. Tutto questo per dire che mo con sto caldo il forno ecco, magari anche no. Quindi per dire ciao ciao al caro amico forno in questi ultimi giorni mi sono sbizzarrita. Quindi veniamo alla ricetta di oggi. All’inizio di giugno avevo visto sul blog del cavoletto un delizioso post con una serie di ricette a base di lamponi con foto bellissime come sempre. E la prima delle tre ricette proposte era proprio una torta alla ricotta e lamponi, che mi aveva incuriosito molto. Siccome però i lamponi io non li avevo, ma avevo un’ultima vaschettina di fragole ho sostituito lamponi con fragole et voilà, la torta è servita! Devo dire che la torta è molto rustica, la farina di farro è perfetta e la ricotta le dona quella morbidezza che non ti aspetti guardandola così. Le fragole poi davano quel tocco dolce ma non troppo, e fresco che ci stava a pennello. Inutile dire che è sparita in poco più di una giornata, tra colazione, merenda, dopocena e ri-colazione il mattino dopo! Il tocco in più è lo zucchero di canna sparso sulla torta, che le dona un colore dorato e una crosticina croccantina…molto yammy!

Torta ricotta e fragole (liberamente tratta dalla ricetta del cavoletto)

Ingredienti: 75 g di farina di mandorle, 250 g di farina di farro integrale, 250 g di ricotta, 140 g di burro fuso, 3 uova, la scorza di un limone bio, 1 cucchiaio di lievito, 1 cucchiaino di bicarbonato, un pizzico di sale, una vaschetta di fragole lavate e tagliate, zucchero di canna.

In una terrina lavorare la ricotta con lo zucchero, aggiungere la buccia grattugiata del limone e mescolare per ottenere un impasto liscio. Aggiungere, uno alla volta, le tre uova, poi la di farina di mandorle e infine il burro fuso. Aggiungere infine all’impasto la farina di farro integrale più un cucchiaino di lievito per dolci e un pizzico di sale. Mescolare bene e versare il composto in uno stampo imburrato e infarinato. Aggiungere le fragole lavate e tagliate a spicchi, premendole nell’impasto. Spolverare con lo  zucchero di canna e infornare per circa 50 minuti (a me ne sono bastati 40) a 180°.

Visto su…About Food estate

Un velocissimo aggiornamento per dirvi che se volete rivedere una delle mie ricettine del periodo zupposo, e a dire il vero trovarne anche di molte altre, potete andare qui e sfogliare  il numero di About Food estivo. Ebbene si, a pagina 15, insieme a tante altre zuppe colorate e deliziose, ci sono pure io :-) Inutile dire che sono felicissima e che anche tutto il resto del numero è delizioso. Ho già trovato un po’ di ispirazione per i prossimi esperimenti in cucina. Bene fine delle trasmissioni, buon weekend a tutti!

 

Visto a Parigi #2

Cosa? Pensavate che la cinque giorni parigina fosse archiviata così, in 2 post??? Naaaaa…non è possibile ;-) Quello era solo l’inizio, ora facciamo sul serio. Bene, iniziamo! Oggi vi racconto alcune delle cose che più mi sono piaciute della città. Devo premettere che non era la prima volta che andavo a Parigi e che, francamente, non è una delle mie capitali europee preferite. Indiscutibile il fatto che sia comunque una bellissima città, con degli angoli assolutamente imperdibili. Se poi si ha la voglia di uscire un pochettino dai classici giri tour eiffel-louvre-sacre coeur credo si possa gustare appieno la Parigi dei parigini. Vabbè insomma, ecco a voi qualche appunto fotografico della mia Paris.

Canale Saint Martin. Sta di fatto che uno dei miei film preferiti sia Il Favoloso Mondo di Amélie e che uno dei suoi passatempi preferiti sia andare a far rimbalzare i sassi sul canale Saint Martin (quanto è bella questa scena qui?!). Così questa volta ho deciso di andare a vedere con i miei occhi questo canale e domenica, un po’ come in pellegrinaggio ci siamo andati per un brunch. La strada era chiusa al traffico, gente in bicicletta, con i pattini, famigliole a passeggio tutte insieme… una bellissima atmosfera insomma. Il canale altro non è che un canale navigabile (ogni tanto si vedono le barche che lo navigano) che porta alla Senna e che a me ha ricordato tanto i Navigli, con i famosi sistemi di chiuse. Baretti, negozi e librerie si trovano lungo tutto il canale ed è davvero piacevole passare qui qualche ora in totale relax.

Marché des Enfants Rouges. 39 rue de Bretagne, Metro Temple, mar-dom. Questo mini-mercato l’abbiamo scoperto per caso passeggiando senza una meta precisa nel Marais. E praticamente e lo siamo trovati davanti e ovviamente non abbiamo esitato a passare sotto l’archetto di ferro e ad abbandonare il traffico per calarci in questo dolce caos tra bancarelle/ristoranti e tavolini. E’ uno dei mercati più vecchi di Parigi, che deve il suo nome all’orfanotrofio, che oggi non esiste più, dove ai bambini venivano messe delle mantelline rosse. Tra le varie bancarelle di fiori, formaggi e carni ci sono un sacco di bancarelle in cui è possibile mangiare qualcosa e, se il tempo lo permette, sedersi ai tavolini per godere a pieno dell’atmosfera del mercato.

Promenade Planteé. Metro Bastille. Una passeggiata pedonale tra gli alberi e i fiori in pieno centro a Parigi? No, non è un sogno ma la promenade planteè, ovvero una passeggiata alberata (è la traduzione, eh!) che si estende su una vecchia linea ferroviaria, da Place de la Bastille per quasi 5 km. Da qui si possono osservare da vicino le bellissime case parigine, fermarsi su una panchina a leggere un libro o dimenticare per qualche tempo di essere in una metropoli, immergendosi nel silenzio e lasciando il traffico scorrere sotto di noi. Ci sono un sacco di alberi e fiori bellissimi, un sacco di persone che corrono e pochi turisti. la passeggiata non è larghissima o varia come la High Line di NY, ma è comunque un bellissimo modo per scoprire una Parigi diversa…più verde!

Fromagerie. Qualche giorno fa dicevo quanto fosse famosa la passione dei francesi per i formaggi. Bene, c’è un luogo dove questa passione si esprime al meglio: la fromagerie. In queste specie di boutique del formaggio è possibile trovare tutti tantissimi tipi di formaggio diversi. E non solo! Ci sono anche salsine di accompagnamento, marmellate, mieli e un sacco di altre golosità. E poi i formaggi sono presentati in modi delizioso (ne ho visti anche a forma di tour eiffel, giuro!), come piccoli tomini, in cestini da picnic… c’è davvero da perdere la testa!

Con questo vi saluto per oggi, a breve l’ultima puntata del reportage parigino con i negozi da non perdere assolutamente per uno shopping gourmande :-) Buon giovedì a tutti!

Quattro quarti + Nutella

Guardiamola positivamente: se non altro il fatto che piove mi permette di usare ancora il forno. E visto quanto è buono questo tortino direi p-e-r-f-o-r-t-u-n-a! Questa torta è così semplice da fare che è quasi disarmante. E’ una ricetta da tenere sempre presente per le torte dell’ultimo minuto, per quelle cene, merende, colazioni, improvvise che ti colgono di sorpresa e dici: “e mò che faccio?” La mia risposta da oggi sarà: 2la quattro quarti con la nutella”.

Premettiamo che io non amo particolarmente la Nutella, che è nella mia dispensa grazie al cesto di Natale dell’agenzia dove lavoravo prima. Quindi, visto che era sullo scaffale più alto del mio mobiletto, e che mi guardava ogni volta che lo aprivo, ho trovato il modo di farla fuori prima che attentasse pericolosamente alla mia prova costume. Non che nella torta non sia calorica eh, però qui la nutella è in buona compagnia, e per lo meno non mi viene voglia di mangiarla a chucchiaiate! Una volta archiviata la questione Nutella passiamo alla questione quattro quarti. Un nome strano per una torta, no? E invece il segreto della semplicità di questa ricetta sta proprio qui :-) Il nome curioso deriva dal fatto che si mettono in egual misura farina, uova, burro e zucchero…quattro quarti quindi! E infine la forma, deliziosa, non trovate? Avevo questo bellissimo stampino e ho deciso che era arrivato il momento di utilizzarlo. Imburrato e infarinato per bene, riempito con il composto chiaro prima e poi con quello alla Nutella, sono rimasta a guardare il dolce in forno che piano piano lievitava e cuoceva. Sfornato ho aspettato un po’ che si raffreddasse e poi come per magia ecco che lo stampo si stacca e resta il dolce nella sua bellezza. Forse sono un po’ fuori, ma per me questo è un momento magico, quasi commovente. Che dite, esagero?

Quattro quarti alla Nutella

Ingredienti: 185 g di burro, 185 g di zucchero, 185 g di uova (tre uova e un tuorlo, le mie erano uova medie), 185 g di farina, 2 cucchiai di Nutella, 1/2 bustina di lievito

Imburrare e infarinare lo stampo da torta che preferite. Mescolare il burro morbido con lo zucchero, fino a farlo diventare una crema. Aggiungere le uova e il tuorlo e mescolare bene. Incorporare la farina setacciata con il lievito. Mescolare fino ad ottenere un composto omogeneo e liscio. Versare 1/3 della pasta nello stampo e lavorare il resto con i 2 cucchiai di Nutella. Mescolare fino a quando non sarà completamente amalgamata e poi aggiungerla sull’impasto bianco. Fare cuocere nel forno preriscaldato a 160° per 40 minuti. Lasciare raffreddare e sformare. Servire ancora tiepido con una pallina di gelato alla crema.

Visto a Parigi | Rose Bakery

Il Rose Bakery l’abbiamo scovato un po’ per caso. Anzi, a dirla tutta questo posticino l’ha trovato R. una sera tornando verso l’albergo, che era in una traversa di rue des Martyrs, proprio dove si trova questa deliziosa bakery. E visto che eravamo incuriositi ci siamo tornati la mattina dopo per colazione. Ci troviamo davanti a una porta in ferro e vetro ad arco e appena entrati sulla sinistra c’è uno scaffale pieno di prodotti bio: the, cioccolati, frutta secca, farine…tutte con confezioni colorate e belle solo da guardare! Ma è davanti allo scaffale che si compie la magia di questo posto. In un solo colpo ecco tutto quello che Rose Bakery ha da offire: torte salate, zuppe, insalatone, pane, e poi tutti i prodotti da forno come scones, brownies, cakes, muffin e biscotti da che fanno venire l’acquolina solo a guardarli! Ma cosa c’entr aun posto con tutta questa roba inglese a Parigi direte voi. Si effettivamente me lo sono chiesta pure io, ma il mistero è ben presto svelato. Rose Bakery è di proprietà di una ragazza inglese, che ha un compagno francese. Et voilà, le contaminazioni in questo posto sono la norma. Ed è proprio per questo che mi piace. E’ tutto cucinato con prodotti bio e anche i the e il caffè che viene servito proviene da rigorosamente da raccolti bio.

Anche lo spazio mi piace un sacco. Molto semplice, com pareti bianche e arredamenti minimal. Uno stretto corridoio e poi una sala più ampia con tavolini più grandi, un grande quadro colorato sullo sfondo and that’s it.

Noi abbiamo preso un brownies, delizioso, accompagnato da un the verde alla vaniglia per me e un caffè lungo per R. Insieme al the ci hanno portato dei biscottini di frolla friabilssimi, deliziosi. Ecco, l’unica nota dolente è il conto…diciamo che non è un posto proprio economico, ma una volta ne vale assolutamente la pena :-)

Rose Bakery, 46 rue des Martyrs, Paris | map it!

Oppure qui: 30 rue Debelleyme, Paris (metro Filles du Calvaire) | map it!

Da non perdere a Parigi

Ed eccoci qui. Per parlare di Parigi inizio da quello che, per me, non bisogna assolutamente perdersi quando si ha l’occasione di fare un giretto nella capitale francese. La cosa più bella è girare per le vie della città, le vie strette, intendo, quelle che si lasciano alle spalle il traffico dei grand boulevard e fanno scoprire piccoli negozietti, boulangerie come boutique, fiorai e artigiani. Alla scoperta della Parigi autentica, dove per me non bisogna assolutamente perdersi…

GALETTE. Semplicemente al burro o con le mandorle in scaglie…di galette ce ne sono di tutti i tipi e per tutti i gusti. Da mangiare a colazione con una tazza di te fumante,  da sgranocchiare tra una mostra e l’altra, oppure da gustare seduti su una panchina, in uno dei tanti parchi della città leggendo un libro. Fa tanto parigini, non trovate?

FORMAGGIO. Beh ovviamente il formaggio in Francia è un must. Ce ne sono ben 365 tipi, uno per giorno! Se volete fare come i veri parigini andate in una formagerie, e scegliete un bel formaggio, mettetevi una baguette sotto il braccio e dirigetevi verso il piccolo ponte pedonale vicino a Notre Dame e regalatevi un romantico picnic al tramonto.

QUICHE. Ok, ok, questa è facile! Ovviamente cosa non posso farmi mancare a Parigi? Ma ovviamente una favolosa quiche…questa nello specifico l’ho mangiata non appena atterrata (si, esatto ancora in aeroporto…) ed era una quiche loraine con uova e pancetta. Semplicemente deliziosa! Girando per la città ci si imbatte, praticamente ad ogni angolo, in boulangerie che vendono quiche di tutti i tipi: formaggio, lorainne, patate, verdura ecc ecc. Un ottimo pranzo veloce e gustoso!

CROISSANT. Niente è più francese di un croissant, da mangiare nel brunch della domenica sul canale Saint Martin. Burrosi, friabili, e dolci al punto giusto i croassant mi mettono subito di buon umore. La prima mattina il profumo dei croissant ha letteralmente invaso la strada del nostro albergo, guidandoci direttamente al cafè nella piazzetta del quartiere… una spremuta e un croissant appena sfornato! Un ottimo inizio di giornata!

BAGUETTE. Per concludere ecco il top delle cose da non perdersi a Parigi…et voilà la baguette! Croccante, appena sfornata, profumata e semplicemente deliziosa. E’ bello vedere i parigini camminare per la città con  le baguette sotto il braccio oppure che escono dalla borsa della spesa. Per me il modo migliore di gustare la baguette è stenderci un velo di burro salato e un pochettino di marmellata alle fragole fatta in casa…una colazione deliziosa, che mi fa tanto vacanza!

Bene per oggi può bastare, ho ancora un sacco di cose da dire sulla cinque giorni parigina: posti visti, negozi gourmande e qualche localino da non perdere…stay tuned!