Buon Halloween!

 

E come non potevo dedicare una ricetta alla regina della giornata? Ma come di chi sto parlando, della zucca no! Ebbene si, oggi, visto che è Halloween il post è dedicato alla zucca :-) Tanto più che nella solita cassetta bio mi era arrivata una bella zucca, pronta per essere cucinata. Gira e rigira alla fine mi sono decisa a fare un dolce-non dolce: il spiced pumpkin bread. La ricetta è semplice semplice, l’unica cosa che mi preoccupava era proprio far cuocere la zucca, ma ho scoperto che la cottura a pressione della pentola a pressione ottengo un risultato perfetto! (A questo punto nessuno mi ferma più e appena ho un attimo di calma mi metto a fare gli gnocchi, promesso!) Comunque, tornando alla cottura della zucca: niente di più facile che infilare la zucca, tagliata a pezzetti nel cestello della cottura a vapore della pentola a pressione (con la buccia), versarci due misurini d’acqua e chiudere tutto. Basta poi far cuocere per 8 minuti dal fischio e il gioco è fatto. Quando si apre la pentola la zucca è super tenera, tanto che con un cucchiaio si può ricavare la polpa.

Chiarito il discorso sulla cottura della zucca, se vi state chiedendo come è il risultato, ecco, secondo me in questo caso bisogna proprio provarlo. Nonostante lo zucchero, la zucca, il miele e le spezie, si tratta di un pane (che poi più che altro la consistenza è quella di un cake) non troppo dolce. Certo, magari non lo utilizzerei come accompagnamento di un pranzo, quanto piuttosto di una merenda o di una colazione. In particolare lo vedo bene con un velo di burro e marmellata, accompagnare una fumante tazza di the, mentre ci si stiracchia e ci si gode questa giornata di relax.

Spiced pumpkin bread (ricetta adattata da qui e qui)

Ingredienti: 300 g di zucca cotta a vapore (vedi descrizione sopra), 140 g di farina di farro bio, 210 g di farina di grano integrale bio, 3 uova, 50 g di burro, 50 g di miele, 20 g di zucchero di canna, 1 bustina di lievito, 1 punta di cucchiaino di bicarbonato, 1 cucchiaio di cannella in polvere, sale, noce moscata

Cuocere la zucca a vapore e ricavarne la polpa. In un recipiente mescolare  il miele, lo zucchero, le uova, la cannella e la noce moscata. In un pentolino sciogliere il burro e mescolarlo al resto del composto. Aggiungere la zucca e mescolare fino ad ottenere un impasto liscio (nel caso in cui la zucca non fosse morbidissima usare il mixer). Nel mixer versare le farine, il sale e il lievito. Aggiungere l’impasto di zucca e mescolare fino a quando tutti gli ingredienti saranno incorporati. L’impasto deve risultare elastico e abbastanza denso, non liscio ed omogeneo (se però risulta troppo denso aggiungere un pochettino di latte). Versare tutto in uno stampo per plum cake foderato con carta forno. Infornare nel forno caldo (180°) per 45-50 minuti, o fino a quando inserendo al centro del cake uno stecchino questo non uscirà asciutto. Prima di togliere dalla teglia lasciare raffreddare qualche minuto.

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Pies pollo e champignon


Non ci posso credere, uno non fa in tempo a dire “che noia, di nuovo lunedì” che subito (e questa volta direi per fortuna!) arriva il sabato. E questa volta si tratta pure di un bel weekend lunghetto, grazie al lunedì di ponte. E ho deciso che sarà un weekend di relax, da passare con le persone care, possibilmente lontano da Milano, a scattare foto all’autunno e cucinare dolci al cioccolato. Un modo per ricaricare le pile e staccare da tutto. Se il tempo lo permette (le previsioni danno sole, possiamo fidarci?) vorrei fare un bel picnic autunnale, con la coperta di lana, i campi e gli alberi ocra e rossi e il sole che ancora scalda un pochettino. Ecco, in caso di picnic questa è la ricetta che sicuramente voglio infilare nel cesto.

Inutile dire che l’ispirazione è arrivata dalla cassetta bio (e, lo so, sono monotona :-) che, oltre alle carote, aveva anche dei bellissimi champignon. Un po’ li abbiamo fatti andare in padella per condirci una pastasciuttina leggera leggera, un po’ li abbiamo mangiati in insalata e con quelli che restavano ci ho preparato queste tortine deliziose. R. si lamenta sempre che preparo solo dolci e zuppe (e non ha tutti i torti, ok!), così queste mini pie salate le ho dedicate a lui, che tra l’altro ama i funghi. Rispetto a questi tortini qui, questa volta la pasta è solo sopra, a formare una bella crosticina con un ripieno fumante,  per un piatto dai sapori autunnali. Le tortine sono deliziose come antipasti, da servire in piccoli stampini, se non li avete potete sempre utilizzare il ripieno per una normale torta salata. Buon appetito e buon weekend lungo!

Tortino pollo e champignon 

Ingredienti: (niente quantità perché qui sono andata ad occhio) petto di pollo, champignon, carote, sedano, brodo di pollo, un bicchiere di vino, farina di segale integrale bio, sale e pepe, olio, pasta sfoglia, 1 tuorlo, mezzo bicchiere di latte.

In una grande padella fare un soffritto con la cipolla, le carote e il sedano. Tagliare il pollo a cubetti piccoli e aggiungerli al soffritto. Aggiungere un po’ di brodo e lasciare cuocere per qualche minuto. Tagliare i funghi sottilmente e aggiungerli al pollo. Fare cuocere per qualche minuto, bagnare con il vino, salare e pepare. Aggiungere qualche cucchiaio di farina e farla addensare. Togliere la pentola dal fuoco e metterla da parte. Stendere la pasta sfoglia e tagliarla un pochettino più larga rispetto agli stampini. Versare qualche cucchiaio di pollo e funghi negli stampini, fino a riempirli. coprire con la pasta sfoglia, richiudendo il bordo verso l’esterno (in modo che poi si formi un bordino) e praticando due tagli al centro della pasta. In una ciotolina mescolare il tuorlo con il latte e spennellare la superficie dei tortini. Accendere il forno a 180° e, una volta caldo, infornare i mini pie per 30 minuti o fino a quando non saranno dorati. Servire caldi.

Tortini mele e carote

Oggi supermegaveloce che purtroppo ho pochissimo tempo, ma volevo condividere una piccola parentesi “filosofica”. Iniziamo dalla base: gli ingredienti. Questa settimana nella cassetta bio c’erano delle belle carotine e delle mele. Con le carote avevo già fatto qualche esperimento* e quindi mi sono messa alla ricerca di qualche nuova ispirazione. Curiosando nella blogosfera ho trovato questa ricetta della mia amica  Alice  che mi è sembrata molto stuzzicante perché non contiene burro, uova o latte. Mele, carote e nocciole, mi sembravano un ottimo accostamento e quindi mi sono messa subito all’opera!

Ma a dire il vero ho deciso di fare questi tortini non solo per le carote da fare fuori, ma anche perché la ricetta mi sembrava estremamente semplice. E così è stato. Qui apriamo la parentesi filosofica della giornata :-) Infatti, oltre alla semplicità della preparazione c’è anche la semplicità, genuinità del gusto. Mela e carota, potete pensare a qualcosa di più semplice e delizioso al tempo stesso? Si sente spesso dire che “siamo quello che mangiamo” e non mi ero mai soffermata a pensare alla cosa con attenzione. Eppure niente è più vero di questa affermazione. Non solo siamo quello che mangiamo, ma credo che quello che ci pace mangiare rispecchia anche quello che cerchiamo negli altri (non so se mi spiego). Quindi questi dolcetti rappresentano perfettamente quello di cui mi piace circondarmi: cose semplici. Persone genuine, dolci ma non troppo, sane e positive. E quando si trovano persone (e dolci) così, è meglio non lasciarseli scappare! E voi, avete un cibo che amate e che rappresenta cosa cercate negli altri?

Tortine mele e carote

Ingredienti: 100 g di carote, 150 g di mele, 140 g di farina di farro bio (ma va bene anche la farina normale), 100 g zucchero di canna, 60 g di nocciole tritate finemente, 1/2 bustina di lievito, la punta di un cucchiaino di bicarbonato, 70 g di olio di mais, 1 cucchiaino di succo di limone, cannella

Ungere con l’olio e infarinare due teglie di stampini per mufin. Pulire carote e mele e grattuggiarle finemente e mescolarle al succo di limone. Setacciare insieme la farina, il bicarbonato e il lievito. Aggiungere zucchero e cannella, mescolando bene. Aggiungere infine l’olio, e il composto di carote e mele. Mescolare per qualche minuto il composto e aggiungere le nocciole nell’impasto. Versare poi il composto negli stampini e cuocere in forno preriscaldato a 180° per 35-40 minuti o fino a quando infilando uno stecchino nel dolce questo uscirà completamente asciutto. Fare raffreddare i tortini e toglierli dalla teglia. Si conservano per qualche giorno in una scatola chiusa.

*Altre ricette a base di carote:

Carrot cake | Zuppa carote, cardamomo, coriandoloe pistacchi | Gugelhupf carote e yogurt | Vellutate carote e arancia |

Il post del venerdì

Questa settimana ho iniziato con una ricettina dedicata al World Brad Day e qualche giorno ho scovato questo video (grazie Fede!) e mene sono innamorata. L’amore che Chad Robertson ha per il pane trasuda da questo video: nel suo modo di parlare, nella manualità con cui lavora la pasta e nella continua ricerca di ingredienti e di nuove formule per sfornare pane sempre più buono. Il suo negozio, che poi è come se fosse la sua casa, è il Tartine Bakery, a San Francisco, dove la gente fa la fila per comprare dell’ottimo pane e dove si sta creando una comunità di neo bakers veramente entusiasti. E’ un posto che dalle foto mi mette tranquillità, mi sa di cose buone e, ovviamente, profuma di pane! L’idea dei “test baker” (la ragazza musicista nel video mi piace un sacco!) è divertente, quanto mi piacerebbe farne parte! Quindi insomma, mo vado a cercare il suo libro e penso che entrerò anche io nel favoloso mondo della pasta madre. Buon weekend a tutti :-)

Vellutata di zucca, patate e castagne

Eccoci qua, come promesso settimana scorsa mi sono messa all’opera per fare la festa alla zucca della mia cassettina bio. E cosa di meglio se non una bella zuppetta calda e coccolosa per affrontare questi primi giorni di freddo? Alla zucca ho aggiunto qualche patata, provenienti anche loro dalla cassetta bio, e poi, visto che avevo in casa delle castagne portate da R. direttamente dai boschi del lago d’Orta, ho deciso di aggiungere pure quelle.

Che poi sfoglia e risfoglia giornali e riviste, la zuppa di zucca un po’ in tutte le salse si trova praticamente dappertutto, ma la mia ispirazione viene da questo libro qui, che rimane sempre uno dei miei salva-cene-coccolose preferiti. Quindi insomma, armatevi di coltello, pelapatate e di pazienza per sbucciare le castagne e via, mettetevi all’opera. In un’oretta avrete una perfetta zuppa dai colori e dai profumi autunnali.

Vellutata di zucca, patate e castagne

Ingredienti: 600 g di polpa di zucca, 1 cipolla piccola, 2 patate, 300 g di castagne, sale e pepe, olio, 1 bicchiere di acqua, 80 g di panna da cucina.

**Comunicazione di servizio: ho preparato la zuppa con la mia pentola a pressione, il procedimento è veloce e, se come me mentre preparate la zuppa volete scaricare la lavatrice, stendere i panni, ricaricare la lavatrice e fare la polvere alla libreria…beh, questo è quello che fa per voi. Quindi, insomma, la ricetta è per pentola a pressione. Fine della comunicazione di servizio**

Preparare le castagne incidendole ad x e mettendole nella pentola a pressione con qualche foglia di alloro e un rametto di rosmarino. Coprire con acqua e cuocere per 15 minuti dal fischio. Una volta trascorso il tempo scolare le castagne e togliere il guscio delle castagne, stando attenti anche a togliere la pellicina. Sbriciolarle e metterle da parte.

Tagliare la cipolla e farla imbiondire con l’olio. Quando sarà diventata lucida e trasparente aggiungere la zucca e le patate, rosolare qualche minuto e versare il bicchiere d’acqua nella pentola. Chiudere la pentola a pressione e fare cuocere 6 minuti dal fischio (se avete una Acticook come la mia, mettere  sulla posizione 1), abbassando il fuoco. Una volta fatto sfiatare il vapore aprire la pentola versare zucca e patate in un recipiente resistente, aggiungere le castagne sbriciolate (tenerne qualcuna per guarnizione) e passare con il mixer. Aggiungere la panna da cucina (regolando a piacere secondo il gusto) e mescolare, aggiustando di sale e pepe. Servire calda con pane casereccio.

World Brad Day: pane con uvetta

Yes we bake è il motto di questa giornata. Il 16 ottobre è infatti la giornata Mondiale dell’Alimentazione e dal 2006 Zorra ha fatto di questo giorno un appuntamento per il mondo dei food blogger. E quindi eccomi qui, anche io con il mio pane. Un pane che in realtà sembra più un dolce, magari spalmato con un po’ di burro e marmellata per una merenda vintage :-) L’unica indicazione è che il procedimento è lunghetto, bisogna armarsi di pazienza perché la lievitazione richiede pazienza, ma la soddisfazione di mettere in tavola un pane fatto con le proprie mani per me non ha prezzo. Provare per credere!

Ecco quindi la ricetta, buon world brad day a tutti!

Pane con uvetta

Ingredienti: 500 g di farina manitoba, 200 g di uvetta, 150 g di latte, 150 g di acqua, 50 g di burro, 25 g di lievito di birra, sale.

Sbriciolare il lievito nel latte tiepido. Quando sarà ben sciolto impastare con la farina, 150 g di acqua, sale e il burro morbido. Quando l’impasto sarà liscio ed omogeneo formare una palla, coprirlo con un canovaccio umido e lasciarlo lievitare fino a quando il volume sarà raddoppiato (io l’ho lasciato lievitare tutta la notte, al riparo da fonti di aria fredda). A lievitazione avvenuta lavorare brevemente il pane, sgonfiandolo, e incorporando l’uvetta, precedentemente fatta rinvenire in acqua e ben sgocciolata. Dividere l’impasto in panini (a me ne sono venuti 15), modellandoli e rimettendoli a lievitare per farli raddoppiare di volume. Distribuire i panini su una teglia coperta con carta forno e infornare per circa 25 minuti a 200°. Una volta sfornati cospargerli di farina e servirli. Si conservano per qualche giorno in sacchetti di carta.

La cassetta è bio!

Oltre a tutte le altre cose belle il fatto di avere una casa nuova, e con custode per di più, fa si che possa concedermi delle piccole soddisfazioni. Il primo sfizio che mi sono levata è quello che vedete nella foto qui sopra. Una cosa semplice semplice, ma che mi da un sacco di soddisfazioni: la cassetta bio. Grazie a questo servizio qui ogni settimana mi arriva a casa una bella cassetta di legno piena di verdura di stagione, rigorosamente bio e per la maggior parte di provenienza italiana. La cosa bella è che la cassetta, ogni giovedì mattina, mi arriva proprio davanti alla porta, e addirittura prima di andare a lavoro, così faccio pure in tempo a metterla al sicuro in casa :-) Devo dire che la verdura è proprio buona e bella e la settimana scorsa c’era pure la zucca (quanto è bellina, la si vede nella foto!), quindi insomma, volevo avvisare che nei prossimi giorni troverete una bella ricettina autunnale a base di zucca! Ah dimenticavo, nella cassetta c’era un’intera confezione di peperoncini, qualcuno ha consigli su come usarli?

Just a perfect caprese cake

Ehm che dite ho esagerato con il titolo di oggi? Beh, veramente questo titolo mi è uscito un po’ così, perché mentre stavo iniziando a scrivere alla radio passavano questa bella canzone qui e così mi è uscito in automatico, vista la bontà della torta :-)

Ammetto che fino a qualche tempo fa manco sapevo che la caprese fosse anche una torta. Per me la caprese era un bel piattone di mozzarella e pomodori, conditi con olio d’oliva e una generosa manciata di origano. Quindi potete capire la mia curiosità quando mi sono trovata in un ristorante e mi chiedevano se per dolce volevo una caprese o un tiramisù. Anzi, vi dirò di più, la curiosità è stata talmente forte che ho deciso di non prendere il mio dolce preferito (il tiramisù, appunto) per provare questa caprese. La torta era proprio buona e così ho deciso di rifarla a casa, peccato che il risultato che ottenessi a casa non fosse mai all’altezza di quello del ristorante. Così, dopo una serie di esperimenti ecco la ricetta messa a punto con tanto amore per quella che secondo me è davvero un’ottima caprese al cioccolato. Quindi bando alla suspance, ecco qui la ricetta!

Caprese al cioccolato

Ingredienti: 200g di farina di mandorle, 150g di zucchero a velo, 5 uova, 200g di burro, 200g di cioccolato, 50g di fecola di patate, 5 g di lievito

Come prima cosa preparare la farina di mandorle, facendo tritare nel mixer 200g di mandorle pelate. Spezzettare poi il cioccolato fondente e farlo sciogliere a fuoco lento con il burro. Mettere da parte e lasciarlo intiepidire, mescolando di tanto in tanto. Mescolare lo zucchero a velo con i tuorli delle uova. Una volta che il composto sarà liscio e omogeneo, aggiungere il cioccolato fuso. Unire poi la farina di mandorle, la fecola e il lievito, mescolando bene. In un recipiente montare a neve ben ferma i tuorli e mescolare il tutto, molto delicatamente, al composto di cioccolato e mandorle. Imburrare e infarinare una tortiera e versare l’impasto. Mettere in forno, precedentemente riscaldato a 180°, e lasciare cuocere per 45 minuti. Togliere dal forno e lasciare raffreddare prima di cospargere la torta di zucchero a velo.

Elogio della colazione del weekend

Le colazioni del sabato e della domenica sono quelle che preferisco. Durante il weekend, solitamente, concentro tutte le cose che non riesco a fare durante la settimana: andare a fare la spesa ad un orario decente e con calma (e non alle 9 di sera con il commesso del super che ti guarda aspettando che ti sbrighi perché pure lui deve andare a casa), passeggiare per il mercato rionale, assaporandone i suoni, i colori e gli odori, fare un po’ di shopping (eh quando ce vo’, ce vo!) e andare in libreria a curiosare tra i nuovi libri di cucina e tra le riviste di food internazionale. E sono anche i due giorni in cui riesco a fare mia la cucina: guardare i dolci che piano piano cuociono nel forno, mettere veramente le mani in pasta, e poi fotografare  i miei esperimenti. Ecco, tutti questi momenti sono preceduti dalla colazione che è un momento solo mio, in cui mi piace pensare a quello che farò durante la giornata (vedi sopra). Quindi di solito va così:  piano piano, ad un’ora x mi sveglio e sbircio dalla finestra che tempo c’è fuori. Poi, pigramente, me ne vado in cucina e metto sul fuoco il bollitore con l’acqua per il te; apro il frigo e mi verso un bicchiere di succo (arancia o ananas di solito). E  poi mi dedico a scovare qualcosa da mangiare, piattino alla mano di solito scelgo tra: fette di pane da tostare con burro e marmellata, biscotti fatti la sera prima, fettine di torta o muffin. Una volta messi insieme tutti i pezzi del puzzle mi siedo al tavolo (e in questi giorni che c’è ancora un po’ di sole, seppure le temperature sono un bel po’ calate, colazione sul terrazzo!) e mi godo quei venti minuti di pace in cui sfoglio il giornale (del giorno prima di solito), libri di cucina o  riviste mentre ascolto musica che piano piano mi da la carica per affrontare la giornata. E per concludere e augurarvi un buon inizio di settimana, vi lascio con la compilation sunday morning che ieri il mio iPod ha accuratamente selezionato per me:

It’s oh so quiet – Bijork | Sunday morning – Velvet Underground | Lemon tree – Fool’s Garden | Tear Drop – Massive Attack | Fake empire – The National | Mad world – Gary Jules | Lost – Coldpaly | Have a nice day – Stereophonics

Ah si, e poi vi lascio anche con la ricetta della colazione di questo weekend, un dolce mini plum cake con uvetta. Semplicemente delizioso.

Plum cake con uvetta

Ingredienti: 250 g di farina, 125 g di zucchero demerara,  120 g di uvetta, 4 uova, mezza bustina di lievito, 130 g di burro morbido, 4 uova.

Setacciare la farina con il lievito e metterla da parte. Fare rinvenire l’uvetta in aqua tiepida. Mescolare il burro morbido con lo zucchero, fino a farlo diventare un composto spumoso. Aggiungere al composto le uova, una per volta, continuando a mescolare. Versare nell’impasto metà della farina+lievito e mescolare fino a quando non sarà completamente assorbita. Nell’altra metà di farina versare l’uvetta, mescolare e poi aggiungere al resto dell’impasto. Versare il composto nella teglia precedentemente imburrata e rivestita con carta forno (io ho usato gli stampi di medie dimensioni e sono usciti due plum cake): Infornare per 40 minuti a 180°  (25 minuti per i cake più piccoli). Sfornare e lasciare raffreddare prima di togliere dallo stampo. Per me questo plum cake è più buono mangiato il giorno dopo, inzuppato in una tazza di the o latte  :-)