2011: un anno in un post

Sembra quasi impossibile, ma ci siamo. L’ultimo giorno del 2010 è arrivato: tempo di bilanci, di guardarsi indietro e tirare le fila dell’anno che sta finendo, ma anche di guardare avanti e buttarsi con entusiasmo nell’anno che sta per iniziare. E così, come da tradizione blogghista, eccomi qui a tirare le fila dell’anno online che sta per finire. Intenso, bello, a tratti faticoso, soddisfacente e pieno di cambiamenti. Insomma, ‘mo non è che voglio diventare pesante, quindi ecco qui, in un solo post, un intero anno di ilariavafuori. Buona fine e ottimo inizio, ci si sente l’anno prossimo, apriamo le danze con il gioco dei mesi…

L’anno inizia, a gennaio, con la testa ancora un pochettino nei viaggi appena fatti. Tra cioccolato, scoperta di spezie varie e dolcetti marocchini, mi riprendo con la settimana del brunch. Poi c’è la clamorosa scoperta che in una torta ci si può mettere anche la birra (e che bontà!), passo una bella domenica milanese, sforno un po’ di cookies e arrivo giusto in tempo per partecipare al mio primo Identità Golose.

Febbraio è il mese dell’amore, si sa, e quindi si festeggia (anche con gli amici) con un plum cake, in formato mini, e con un dolce con frutta e cioccolato. Poi scopro i broccoli, che al forno non sono niente male, e provo a mettere il tiramisù in un bicchiere. Per un attimo torno con la mente in Marocco, esploro il mondo della app di food e pasticcio un po’ con frutta, verdura e semi di papavero. Sul finire del mese scovo il rabarbaro e mi butto in un picnic invernale.

Marzo, arriva la primavera! I fiori entrano nei biscotti, le torte si colorano di rosa, e le zuppe e zuppette si fanno delicate. Preparo un fondant tutto francese e scopro quanto sono dolci le madeleines e forse proprio questo dolce di proustiana memoria mi fa venire voglia di tornare qui. Niente da fare lato viaggi, ma scopro quanto stanno bene le verdure nelle miniquiche, e che cioccolato e lamponi è un accostamento delizioso.

Aprile è il mese del mio compleanno, del compleanno del blog, di cambiamenti e di viaggi. Scopro stampini dai nomi difficili, sperimento nuove ricette per le mie amate madeleines e finalmente è il tempo di fragole e crumble. Provo una famosissima ricetta orientale, l’accompagno con dei cracker homemade e infine gioco a dare una nuova forma alla sfoglia :)

Maggio è un mese tutto dolce. Si comincia con la classica torta di mele (anche se non è che sia proprio in stagione…) per continuare con un esperimento del grande Pierre Hermé. Si passa poi alla fase mini muffin, cupcake, biscotti da weekend e tortini. La scoperta più bella è quella di questo bread: bello e buono, e di una ricetta che mi rimanda all’infanzia. Alla fine del mese, con questi muffin come compagni di viaggio si parte!

Giugno si apre con una vacanzina nella Ville Lumiere, e quasi tutto il mese lo passo a parlarvi di quanto è bella questa città. Quando mi riprendo, ho giusto il tempo di sfornare un grande classico (con forma rivisitata però), e poi di buttarmi in un couscous vegetariano. E il mese è già finito :-)

Luglio e Agosto sono stati due mesi belli intensi. Trasloco, caldo e lavoro a non finire. In tutto questo mi sono ritrovata con 1 kg di mirtilli, ho cercato di combattere il caldo con una zuppa fredda e ho acceso il forno per l’immancabile clafoutis (non alle ciliegie però!). Sempre in tema bevande gli smoothie sono stati i miei fidi alleati, eccone qui uno tutto rosa. E finalmente vacanze anche per me!

Settembre, tempo di ripresa e di anno nuovo (eh si come quando si andava a scuola, l’anno ricomincia un po’ dopo le vacanze, con tanti buoni propositi e cose segnate sulla to do list!). Qualche rimasuglio delle vacanze appena passate, la prima ricetta fatta e fotografata nella casa nuova e una nuova dolcissima ricetta per le madeleines per salutare l’autunno alle porte.

Ad ottobre si riprende a pieno ritmo: fichi, zucca, zuppe e un giro da Eat’s mi danno la carica per affrontare l’autunno. Senza però dimenticare torte e tortine (anche salate), passando per il world brad day e concludendo con l’elogio della lenta colazione del weekend.

Novembre è un mese molto dolce. Complice il caldo o l’atmosfera natalizia che inizia a pervadermi, tanto che mi sento così buona che lancio anche il mio primo giveaway :-). E allora via di zuppe, zuppette, marmellate, dolcetti, cake e tortini fino ad arrivare a perfezionare una ricetta veloce e salvatempo, dal sapore orientale.

E poi arriva dicembre, il mese vorticoso, in cui si perde il senso del tempo, e in un attimo è Natale e l’anno è finito! Questo mese, complice un po’ di vacanza, mi dedico alle preparazioni lievitate, da fare con pazienza. Poi mi scaldo con una bevanda cioccolatosa e speziata, e preparo biscotti per amici e parenti, per un Natale tutto homemade! E per capodanno? Beh, quest’anno in montagna, sperando che arrivi anche la neve, io mi porto avanti con queste qui!

Montagna e meringhe

Eh si, gente, qui siamo in partenza! Mini valigia pronta e tanta voglia di scappare da Milano, anche se solo per qualche giorno. E quindi, visto che la meta è la montagna, avevo voglia qualcosa per celebrare questo capodanno montagnino, qualcosa che fosse bianco come la neve (anche se di neve pare ce ne sia ben poca). E già che c’ero ho pensato di fare qualcosa che si potesse trasportare facilmente per diventare una sorta di snack goloso per il viaggio :-)
Ma pensandoci e ripensandoci l’unica cosa che mi veniva in mente erano le meringhe. E, l’unica volta che avevo fatto delle meringhe, qualche anno fa, l’esperimento era miseramente fallito: prima non si gonfiavano, poi si erano bruciacchiate tutte…insomma, un vero disastro. Ma, questa volta, con un po’ di pazienza e qualche consiglio appuntato nel corso del tempo quando leggevo di meringhe eccole qui! Belle e buone. Nel caso qualcuno volesse provarci, vi riassumo qui tutti gli appunti che mi sono stati utili. Nel frattempo io vado eh, connessione permettendo ci si sente nei prossimi giorni (buona fine dell’anno intanto).

Meringhe: how to
Dicevamo, fare le meringhe non è difficile. Basta seguire qualche regola precisa e tutto filerà liscio.

1. Le uova. Devono essere a temperatura ambiente. Quindi se si decide di fare le meringhe bisogna, come prima cosa, tirare fuori dal frigo le uova e lasciarle riposare per qualche tempo. Altra cosa fondamentale è la divisione dell’albume dal tuorlo. E’ importantissimo che nell’albume non finisca neanche una goccia infinitesimale di tuorlo, altrimenti le meringhe non verranno. Mentre si rompono le uova, eliminare anche quella specie di grumi che sono nell’albume e che non si sciolgono in forno.

2. Il forno e la cottura. La temperatura del forno deve essere tra i 100 e i 120 °C. Provate a misurare la temperatura del forno con un termometro da cucina, a volte le meringhe (ma anche gli altri dolci!) bruciano perché la temperatura scritta sul forno non è quella reale (di solito è più alta).
Disponete le meringhe su una teglia coperta con carta da forno. Bisogna cercare di dare la stessa dimensione alle meringhe, in modo che cuociano tutte uniformemente. Il forno si può aprire tutte le volte che volete, le meringhe non si sgonfiano! Non lasciare le meringhe nel forno dopo la cottura, perché potrebbero diventare marroncine, se volete farle cuocere ancora un po’ potete spegnere il forno e lasciarle dentro, ma con lo sportello aperto.

3. Il limone. Un po’ di limone serve per rendere gli albumi più lucidi e per mitigare il forte sapore dell’albume. Aggiungerne mezzo cucchiaino di succo è quello che ci vuole.

4. Zucchero. Non è necessario utilizzare lo zucchero a velo, va benissimo anche dello zucchero semolato tradizionale. Le proporzioni tra zucchero e albumi sono circa 40 g di zucchero per ogni albume. Io peso gli albumi per poi calcolare il peso dello zucchero, ma c’è chi dice che non ce ne sia bisogno. A voi la scelta! In sostanza, più zucchero si mette, più le meringhe saranno croccanti e dense. Lo zucchero va aggiunto poco per volta e non da subito perché il volume degli albumi diminuisce e non montano (provato sulla mia pelle!).

5. Recipiente e utensili. Importantissimo: gli utensili e gli attrezzi che utilizzerete per preparare le meringhe devono essere pulitissimi e senza la minima traccia di grasso. Altrimenti, anche se seguirete tutti i passi delle ricette, le meringhe non verranno mai. Per trasferire le meringhe utilizzare una sacca da pasticciere: Se non l’avete basta crearne una con della carta da forno, fatta a cono e chiusa con un pochettino di scotch. Tagliare la punta del cono e versarci dentro gli albumi montati a neve.

6. Le dosi. Per una trentina di meringhe utilizzare 3 uova (peso circa 100 g) e 150 g di zucchero + mezzo cucchiaino di limone.

Come per tutte le cose, però, solo l’esperienza e diverse prove permetteranno di arrivare alla vostra ricetta delle meringhe perfette, buon divertimento!

Post Natale

Passavo da queste parti giusto per un salutino veloce veloce. Questa qui che vedete nella foto era la mia colazione di questa mattina: una tazza di the bollente (il the Fète Royale de L’arte del ricevere, con mandorle, cannella e arancia, un vero the delle feste! Provare per credere quanto è delizioso!) e una fetta di panettone artigianale Loison, credo non ci sia niente da aggiungere!

Sfoglio i miei nuovi libri, gentilmente portati da babbo natale, sto tutto il giorno in pigiama, bevo the e tisane, e soprattutto sperimento nuove dolci creazioni per i prossimi post. E poi penso, e scrivo: un sacco di progetti in testa, qualcuno concreto, qualcuno ancora solo nell’aria, ma è bello ogni tanto lasciarsi andare e divagare con la mente, anche solo per sognare! Tra qualche giorno si parte per la montagna, ma prima di andare ripasso per il post di riassunto dell’anno :-) Buone feste!

Biscotti all’arancia per gli auguri

E alla fine ci siamo davvero: meno un giorno a Natale. In televisione fioccano i film e i cartoni a tema natalizio e ci si prepara per la grande abbuffata che per molti parte stasera e finisce a S. Stefano. Tavole apparecchiate, lucine dorate e candele accese, pronti partenza via, si parte! Questo è il mio periodo preferito dell’anno, non tanto per i regali che si ricevono, quanto per quelli che si fanno. Per me, da qualche anno, fare i regali significa prepararmi a sfornare biscotti ininterrottamente per una settimana, in ogni momento libero. Significa cercare le ricette adatte, i sacchettini e le scatole per i pack, i nastrini e i bigliettini per chiudere tutto e conservare il mio regalo. Condividere questi regali con i famigliari e gli amici più cari mi fa sentire bene e vedere le loro facce soddisfatte mentre mangiano i miei regali mi fa sorridere e sentire speciale per un momento.
E quindi, nel caso sentiate anche voi il desiderio di fare qualcosa con le vostre mani da regalare alle persone che vi stanno a cuore, o nel caso in cui vi manchi una ricetta per i biscottini per le merende dei prossimi giorni, questi qui sopra potrebbero essere una bella proposta. Di cosa parliamo? Di semplici biscotti al profumo d’arancia, bianchi come la neve, croccanti fuori e tenerissimi dentro.
Da fare questa sera, dimenticare in frigo, affettare e cuocere domani. Vi assicuro che il profumo che si diffonde per casa regalerà un’atmosfera ancora più natalizia :-)

La ricetta è una di quella da fare a occhi chiusi o facendosi aiutare dai piccoli di casa. Lavorare insieme 160g di burro morbido con 125 g di zucchero a velo e unire poi la scorza grattugiata di un’arancia bio. Lavorare tutto fino ad ottenere una crema omogenea. Unire 3 cucchiai di succo d’arancia e un pizzico di sale, continuando a mescolare. Incorporare 260 g di farina setacciata con 20 g di maizena e lavorare l’impasto velocemente fino a quando tutti gli ingredienti saranno ben amalgamati. Trasferire l’impasto sul piano di lavoro e formare un salsicciotto di circa 3 cm di diametro, avvolgerlo nella carta forno. Metterlo a riposare in frigorifero tutta la notte. Preriscaldare il forno a 180°C, togliere l’impasto dal frigorifero e ricavarne delle rondelle spesse circa 1 cm (mi raccomando, l’impasto deve essere freddissimo!). Disporre i biscotti su una teglia ricoperta di carta forno e cuocere per circa 12 minuti (fino a quando i bordi iniziano a dorarsi). Una volta cotti lasciare raffreddare leggermente i biscotti e passarli nello zucchero a velo ancora caldi. Lasciarli raffreddare completamente su una griglia e conservarli in una scatola di latta.

E con i biscotti natalizi abbiamo finito anche quest’anno :-) Tantissimi auguri a tutti, per un Natale sereno, divertente e con tanto buon cibo!

Di biscotti, marmellate, scatole e Natale

Da ieri siamo ufficialmente in inverno: freddo, neve, coperte, sciarpe e cioccolata calda. Ma soprattutto meno 3 giorni a Natale. Nel caso qualcuno avesse ancora qualche regalino da fare, e anche il tempo di farlo con le proprie mani ecco qui la seconda puntata dei miei regalini golosi 2011.

Delle scatole bianche, scotch di carta rosso e bianco, etichette natalizie, nastro rosso e verde, forbici a zig zag, sacchetti trasparenti e il gioco è fatto! Piccoli pack natalizi pronti per essere distribuiti ad amici, parenti e colleghi, per regalare una pausa dolce a chi aprirà il pacchetto e potrà gustarselo in tutta calma durante le vacanze.
Prepararli è semplice: basta decidere che cosa mettere nel pack, preparare i vari prodotti (anche  in anticipo, come si può fare per le marmellate) e poi confezionare tutto insieme. Per quelle che vedete nelle foto ho fatto così: 4 per tipo do questi biscotti qui, impacchettati in un sacchettino trasparente (con soffietto), ripiegato su se stesso e chiuso con dello scotch di carta.  Poi nella scatola ho aggiunto una marmellatina di uva americana bianca, arrivata direttamente dall’orto del lago d’Orta dello zio G. e un barattolino di apple butter. Anche in questo caso niente foto dei vari prodotti o della scatola aperta… mi sono solo ricordata di fotografare gli strumenti del mestiere della fase dell’impacchettamento (quando era finito ormai!)

L’ultima fase è quella del mettere tutto insieme e chiudere la scatola. Al suo interno carta velina bianca a pois rossi per fare la base e poi i vasetti e, incastrati i biscotti. Poi si chiude la scatola con lo scotch, un bel giro di fili di lana, il biglietto natalizio (quello che ho usato l’ho preso da qui, e l’ho un pochetino riadattato, scrivendo su ogni cerchietto il nome di uno dei prodotti nella scatola e poi unendoli tutti e tre insieme) e il gioco è fatto. Non trovate anche voi che sia un bel modo per dire buon Natale alle vostre persone speciali?

Di biscotti e Natale

Non so se capita anche a voi, ma quando arrivano questi giorni pre natalizi io perdo il controllo. Non so bene spiegarmi perché ma tutto va velocissimo e alla fine mi ritrovo, come in questo caso, a sfornare biscotti per tutta la domenica pomeriggio e non avere fatto neanche una (e dico una!) foto. L’anno scorso ero riuscita a farle di sfuggita tra un’infornata e l’altra, con risultati moooolto vintage. Quest’anno mi ero ripromessa di tenermi qualche biscottino per delle foto come si deve.. e invece niente! Ecco, l’unica foto che ho fatto, è questa qui sotto, con tanto di mie calzine che si intravedono :-) Insomma, niente, alla fine presa tra pesare la farina, sbattere le uova, non fare scaldare il burro, inforna, sforna, ecc i biscotti sono finiti uno dopo l’altro nei vari sacchettini + nastrino rosso che poi sono diventati dei dolci regalini per i miei colleghi in ufficio.

La ricetta dei biscotti è molto semplice e l’ho utilizzata come base di partenza per aggiungere altri ingredienti e fare delle varianti. Quindi, i Xmas Cookies 2011 sono stati: biscotti al cioccolato e cannella, biscotti alla lavanda, biscotti al cioccolato e sale, biscotti alla vaniglia.

Una volta belli pronti i biscotti vanno lasciati asciugare su una gratella e poi sono belli e pronti per essere impacchettati. Un sacchettino di carta trasparente bianco, un fiocco rosso, 7 biscotti a sacchetto e via, i regalini golosi sono pronti per essere consegnati! Qui di seguito i miei appunti per l’impasto generico e le variazioni. A domani con la seconda puntata dei biscotti di Natale!

Biscotti di Natale 
Ingredienti per la base: 220 g di burro, 170 g di zucchero, 270 g di farina di farro bianca, 50 g di farina di riso integrale, 1 uovo, 1 pizzico di sale

Tagliare il burro (freddo di frigo) a cubetti. In un mixer unirlo alle farine e all’uovo. Mescolare fino a quando gli ingredienti saranno ben amalgamati e si formerà un panetto di impasto. A questo punto stendere l’impasto su una spianatoia infarinata e impastare a mano, delicatamente. Staccare un po’ di impasto e farne delle palline. Disporre le palline su una placca rivestita di carta da forno e appiattirle delicatamente con le dita. Infornare in forno ben caldo (180°) per circa 20 minuti o fino a quando i biscotti risulteranno dorati.

Biscotti cioccolato e cannella: sostituire la farina di farro con quella 00 (io uso la bio) e aggiungere 70 g di cacao amaro e 2 cucchiai di cannella in polvere alle farine. Procedere con il resto della ricetta e assaporare il dolce profumo di cannella e cioccolato che si diffonderà per casa.

Biscotti alla lavanda: quando l’impasto è già avviato aggiungere un cucchiaio scarso di fiori di lavanda per uso alimentare e seguire il resto della ricetta. Assaggiare un biscotto appena sfornato, chiudere gli occhi e lasciarsi trasportare in un campo di lavanda fiorita, in una bella giornata soleggiata.

Biscotti cioccolato e fleur du sel: seguire la ricetta dei biscotti cioccolato e cannella ma togliere la cannella e aggiungere un cucchiaino di fleur du sel. Seguire il resto della ricetta e gustare i biscotti per assaporare l’irresistibile contrasto dolce-salato.

Biscotti alla vaniglia: aggiungere all’impasto base un cucchiaio e mezzo di estratto di vaniglia e seguire il resto della ricetta. Appena sfornati il profumo della vaniglia vi farà perdere la testa.

Pandoro perdu

 

C’è qualcuno che ha già iniziato a mangiare il pandoro e si trova con degli avanzi chiusi nel sacchettino? Bene, se la risposta è si, ecco qui un modo (direi veramente molto, molto calorico) per fare fuori gli avanzi. Questo famoso pain perdu, che avevo visto tempo fa sul blog del cavoletto,  mi aveva ricordato di una merenda che ogni tanto mangiavo quando ero piccola con mio papà (quasi di nascosto da mia mamma e ora, visto le calorie, capisco perché!) . In pratica prendevo una fetta di pane dei toast, una padella antiaderente, una noce di burro e facevo rosolare il pane nel burro fuso. Una volta pronto ci mettevamo sopra il cacao, giusto per non farci mancare niente :)

Ecco quando ieri mattina mi sono svegliata con i rimasugli della festa natalizia di sabato sera e ho visto le fette di pandoro avanzato mi è subito venuta in mente di provare questa ricetta. Manco a dirlo il risultato è una bomba (in tutti i sensi direi): golosa, profumata, coccolosa… però credo che se ne possa mangiare al massimo una fetta a testa, e che vada a sostituire un pranzo vero e proprio. L’idea potrebbe essere quella di sfruttare il pandoro perdu per i giorni dopo Natale, in cui ci si sveglia con calma, sul tardi e si uniscono colazione e pranzo.
Ed ora, per tutti i golosi, ecco qui la ricetta del pandoro perdu: versare del latte in un piatto fodno, in un altro piatto sbattere due uova e infine, in un terzo piatto, mescolare 20g di zucchero con 40 g di farina di mandorle. Prendere le fette di pandoro avanzate e tagliarle abbastanza spesse. Passarle in sequenza nel latte, poi nell’uovo e infine nella farina+zucchero. Tagliare una noce di burro e farla sciogliere in una padella antiaderente. Aggiungere nella padella la fetta di pandoro e farla rosolare da entrambi i lati, girandola quando un lato sarà dorato. Servire ancora caldo, con una tazza di the, caffè o succo di frutta.

Ah urca, quasi dimenticavo, c’è una notizia importante oggi! Dopo mesi di riunioni, cene, aperitivi, progetti, disegni, foto e tanta passione nasce Phood: un progetto tutto al femminile che ruota al mondo del food e della fotografia (ma non solo!). Vi ho incuriositi? Leggete tutto qui: eventi, workshop e molto altro ancora!

Spinaci e ceci per un cake salato

Ehm, scusate l’assenza :) Guardo l’ultimo post e cavoli, sono passati già tre giorni, ma non stavo scrivendo proprio ieri? Ecco, beh, come dire, mi sa di no! Qui tra cene, aperitivi e saluti pre natalizi il tempo corre velocissimo e tra meno di 10 giorni sarà Natale. Quindi oggi sarò super rapida e con una ricetta salata (che ogni tanto ci vuole pure, no?) chissà mai che a qualcuno serva un’idea last minute da preparare per l’aperitivo con gli amici per scambiarsi gli auguri. Tra l’altro, essendo facilmente trasportabile, questo cake è adatto anche nel caso in cui si debba andare a casa di qualcuno e si voglia portare qualcosa. Oppure, perché no, potrebbe anche essere regalato :-)

Dicevamo: un cake salato con spinaci, ceci e formaggio, ispirato a quelli di Ilona Chovancova. In questo qui, però la farina bianca l’ho sostituita con quella di grano saraceno perché continua il mio amore per le farine “alternative” e perché fanno proprio bene! Scappo va, buon weekend di shopping natalizio a tutti.

Cake con spinaci e ceci

Ingredienti: 180 g di farina di grano saraceno, 3 uova, 100 ml di latte, 100 ml di olio, 100 g di formaggio grattugiato, 100 g di spinaci freschi, 100 g di ceci in scatola, 1 cucchiaino di curry, 1 bustina di lievito, sale e pepe

Tritare grossolanamente gli spinaci, scolare i ceci e ricoprire con carta da forno uno stampo per cake. In un recipiente sbattere le uova con il latte e l’olio. Aggiungere la farina, il formaggio, il curry, gli spinaci, i ceci e il lievito. Salare e pepeare. Mescolare delicatamente e versare nello stampo. Infornare in forno preriscaldato a 180° per 45 minuti. Lasciare raffreddare per qualche minuto, sformare e servire ancora tiepido.

Nota sugli spianci, sarebbe meglio utilizzare quelli freschi perché qui vengono usati come erba aromatica, ma nel caso si vogliano utilizzare quelli surgelati farli sbollentare in acqua calda e poi asciugarli bene. Il sapore del cake con quelli surgelati cambia notevolmente.

Cookbook Xmas Wishlist

Visto che quest’anno si parla tanto di regali utili, regali necessari ecc ecc io ho stilato una piccola wishlist. Che guarda caso è quasi tutta incentrata sul food. Devo dire che Babbo Natale quest’anno è stato particolarmente generoso e, grazie ad una colletta familiare, all’inizio del mese mi ha portato un Kitchen Aid nuovo fiammante. Giusto in tempo per preparare gli impasti dei biscottini natalizi direte voi…ehm si, esattamente, lo scopo era proprio quello. Detto questo, c’è sempre un pensierino dell’ultimo minuto e quindi io qui stilo la mia personalissima wishlist, chissà mai che qualcuno abbia bisogno di ispirazione :-) Si tratta di una liste dei desideri di libri, perchè, diciamolo, non c’è niente di meglio che prendersi un pomeriggio di pausa dalla solita frenesia e sedersi sul divano con una bella coperta calda, una tazza di the o cioccolata fumante e il solito quadernetto in cui segnare tutte le ricette “to do”.
Tra l’altro oggi è anche S.Lucia, che qui porta regali un po’ come babbo natale, quindi ecco qui il mio regalino per oggi: la cookbook Xmas Wishlist 2011.

Deliziosamente dal forno senza glutine – Phil Vickery – Bibliotheca culinaria
No, non sono celiaca, ma una dieta senza glutine (o per lo cercando di diminuirlo dove possibile) me l’hanno consigliata. Quindi, perché non prendere spunto da questo bellissimo libro dello chef stellato Phil Vickery?
Lo voglio perché: da provare la focaccia e il pandolce alle mele. Per le foto con una bellissima luce naturale (o che sembra tale) e per scoprire che senza glutine non vuol dire senza sapore.


Zenzero, 80 ricette dolci e speziate – Alice Hart – Guido Tommasi Editore
Una spezia antica, profumata ed esotica. Che rimanda a terre lontane e a dolci della tradizione nordica. Sapori, aromi e gusti tutti da scoprire in questo delizioso libro che racconta di ricette dolci, a base di zenzero che profumano tutta la casa.
Lo voglio perché: per la classica ricetta del pain d’épices, per le bellissime foto in un’atmosfera calda e casalinga, per scoprire una spezia nuova.


Cucina giapponese di casa – Harumi Kurihara – Guido Tommasi Editore
Tecniche, ingredienti e gusti che arrivano dal Giappone e ci fanno conoscere una cucina ricca e completa. Una cucina semplice, per cucinare come in Giappone a casa nostra, con ingredienti che si trovano anche nei nostri supermercati.
Lo voglio perché: perché la cucina nipponica non sono solo sushi e sashimi, per conoscere gli ingredienti e le tecniche di una cucina lontana, per ritrovare i sapori scoperti nel viaggio in Giappone.


Che cosa cucinare e come cucinarlo – Jane Hornby – Phaidon
Un libro step-by-step, con oltre 800 foto per scoprire come cucinare il proprio piatto preferito.
Lo voglio perché: perché non si finisce mai di imparare, per le foto passo dopo passo e per le bellissime illustrazioni.

Bonus Track, visto che quest’anno molte delle mie amiche, ex-colleghe/i, sorelle di amiche, hanno avuto un pargoletto un pensiero per chiunque abbia un pargoletto in casa (o nelle vicinanze). Che poi veramente questo libro spiega anche come cucinare per i piccoli, ma con un occhio ai grandi :)



Il mio libro di ricette per bebé – Jenny Carenco – Guido Tommasi Editore
Un moderno quaderno di ricette con i trucchi per risparmiare tempo (che non basta mai!), con tutti gli alimenti consigliati dal quarto mese a fin dopo lo svezzamento e tanti piatti sani e colorati, perché i bambini imparino fin da piccoli il piacere di mangiare.
Lo voglio perché: per i piatti semplici e gustosi, adatti anche per mamma e papà, perchè ha una copertina “plasticosa”, così non si rovina mentre si cucina, per le foto, semplici e genuine (e come potrebbe essere altrimenti?!)