Monday madeleines

Per la serie “il weekend passa troppo velocemente” ecco qui delle madeleines leggere leggere per le colazioni di inizio settimana. Anche in questo caso una piccola sperimentazione sul mix di farine: oltre alla mia nuova farina preferita, quella di riso, qui ho utilizzato anche farina di kamut. E poi miele e limone, per dei dolcetti profumati e morbidi al punto giusto. La scorzetta di limone, poi aggiunge quel gusto rustico che ci sta proprio bene! Quindi ecco, se vate voglia di qualcosa di leggero dal profumo estivo queste tortine sono quelle che ci vuole :)

Oggi super veloce, e ne approfitto anche per fare gli auguri ai miei amici Mauro e Ilaria che sabato si sono sposati e che domani partono per il viaggio di nozze! Auguri, auguri, auguri :)))

Madeleines miele e limone

Ingredienti: 100 g di burro, 40 g di farina di riso, 60 g di farina di kamut, 1/2 cucchiaino di lievito, la scorza di buccina di un limone bio, 2 uova a temperatura ambiente, 50 g di zucchero, 2 cucchiai di miele

Sciogliere il burro in un pentolino antiaderente e lasciarlo raffreddare. Setacciare le farine e il lievito in una terrina e mettere da parte. Nel mixer versare le uova e aggiungere lo zucchero, mescolando e aspettando che il composto raddoppi di volume. Aggiungere il miele e continuare a mescolare. Sempre mescolando aggiungere la buccia del limone e le farine. Poco per volta aggiungere anche il burro e mescolare fino ad ottenere un impasto omogeneo. Mettere in frigorifero per almeno un’ora. Preriscaldare il forno a 180° e trascorso il periodo di riposo versare il composto in stampini per madeleines. Infornare per circa 15-18 minuti. Togliere dal forno e lasciare raffreddare per qualche minuto su una grata, prima di mettere le madeleines in una scatola di latta. Si conservano per qualche giorno.

A pranzo da Pavè

Sabato mattina Corso Buenos Aires è particolarmente affollato: lo shopping e il traffico impazzano. Noi prendiamo una stradina laterale, e in pochi metri siamo fuori dalla confusione e ci ritroviamo in una delle zone ancora stile vecchia Milano, con i negozi dei barbieri di un tempo che si mescolano alle macellerie arabe e ai ristoranti fusion. E dopo aver percorso quasi tutta la via ecco che arriviamo alla meta: Pavè. Non sono ancora entrata, ma un solo sguardo dalle grandi vetrate mi fa capire che è amore a prima vista. Entriamo e subito il profumo di dolci e pane fresco ci pervade. La luce naturale entra dalle grandi vetrate, tavoli pieni di gente che mangiano, bevono un caffè, leggono il giornale, chiaccherano o lavorano al computer (c’è il wi-fi) mi lasciano incantata. Ma è il sorriso dei propietari che ci accolgono che mi convince, ancor prima di aver assaggiato qualsiasi cosa, questo è il posto che fa per me.

Pavè nasce dalla passione di tre ragazzi della mia età: Giovanni, Luca e Diego, che fino a poco tempo fa erano impegnati in altre attività e hanno deciso di inseguire il loro sogno e aprire una pasticeeria-caffetteria con laboratorio a vista, un luogo di incontro dove coccolarsi e farsi coccolare tra musica, dolci e parole. (Qui il senso di Pavè dalla voce dei propietari)
Il menù prevede tre momenti chiave della giornata:  la colazione, con le brioche con burro e lievito madre (in particolare non perdete La160, un must) da farcire con marmellate e creme deliziose: il pranzo, con panini mai banali, insalatone e taglieri; e la merenda che riscopre il trittico pane (sfornato qui e realizzato con farina macinata a pietra e lievitazione naturale), burro e marmellata. E poi biscotti, tavolette di cioccolato (in un packaging delizioso), brownies, tartellette, sbrisolona…insomma io davvero non sapevo più dove guardare, volevo tutto!

L’arredamento è semplicissimo ma molto curato. Dal bancone realizzato a mano (guardate qui se non ci credete!) ai tavoli di recupero, tutti uno diverso dall’altro (esattamente come lo voglio io, qualcuno sa dove si trovano?), dalle sedie colorate alle lampade post-industriali sospese, fino ad arrivare alle poltrone super comode, che ci sprofondi dentro mentre ti gusti un dolcetto. E poi la musica di sottofondo, un’ottima selezione, che c’è e si sente, ma non è troppo invasiva. Insomma Pavè è un posto estremamente rilassante, in cui il tempo scorre lento, in cui ci si può perdere tra una chiacchera e l’altra, assaggio dopo assaggio.

E per finire ecco cosa ci siamo mangiati noi. Siamo arrivati all’ora di pranzo, il locale era pieno ma non troppo: famigliole con bimbi piccoli, amici e coppiette. Ci siamo seduti nella parte soppalcata, in un piccolo tavolino e una panchina (una panchina vera, di quelle verdi che trovi per strada!) tra le orchidee e i fiori di campo sulla tavola. Abbiamo ordinato due panini che sono arrivati velocemente ed erano deliziosi.

Due fette di pane casereccio, scaldato al punto giusto e semplicemente delizioso, ancora sento la sua fragranza! Il mio con pomodori secchi, salsa verde e formaggio di pecora e R. con crescenza e crudo di Parma: d-e-l-i-z-i-o-s-i, davvero. Non contenti ci siamo presi un dolcetto, in fondo siamo qui per provare, giusto, no?! E’ stata una decisione dura e combattuta, ma alla fine ho deciso di cedere alla tartelletta con ganache al cioccolato. Non ho parole per descrivere la bontà di questo dolce. Una frolla freschissima e croccantina al punto giusto, con una ganache che ancora sto sognando. Una delizia per il palato, davvero. Questa la straconsiglio (ma anche i panini a dire il vero!). La prossima volta (prestissimo!) voglio provare il panino con composta di mele, formaggio e noci e la sbrisolona.

Quindi, che siate da queste parti o che ci dobbiate venire apposta non perdetevi una colazione-pranzo-merenda (e a breve anche aperitivo) da Pavè, per rilassarvi, come se foste nel salotto di casa vostra!

Pavè, via Felice Casati 27 | Milano
E per seguire Pavè da vicino: Facebook e Twitter

Muffin cioccolato e pistacchi

Questi primi mesi dell’anno sono stati belli ricchi e, in vista di due settimane decisamente piene (per non dire superpiene), ho deciso di concedermi un weekend-senza-stress*, in cui avrei tralasciato tutto il resto (tipo: lavare-stendere-stirare-fare la spesa, ecc) e mi sarei dedicata solo a quello che avevo voglia di fare veramente. E così il weekend è iniziato con una colazione in un posto delizioso (di cui vi racconterò nei prossimi gironi) e una merenda con questi muffin morbidi e profumosi.

Efettivamente se riguardo indietro praticamente le ultime ricette sono cioccolato-based (qui e qui) e anche questi muffin devo dire che a cioccolosità si difendono molto bene. Quindi, amanti del cioccolato…unitevi! E siccome spesso amici&co. mi chiedono come si fanno i muffin: se è facile o difficile, come fanno ad uscire così belli gonfi, ecc.
Ho quindi pensato di rivelarvi per filo e per segno quali sono i miei piccoli truccheti per sfornare dei muffin deliziosi. Una volta capito il meccanismo ci si può sbizzarrire con tantissime varianti: dolci, salate, con verdura, frutta fresca o secca e, la mia ultima passione, con mix di farine diverse. Ma partiamo dalle basi :)

  1. anzitutto il forno. E’ fondamentale che sia bello caldo al momento di infornare. Quindi, accendete il forno a 180 °C. Se avete un forno ventilato abbassa telo un pochettino, 170° C sarà perfetto.
  2. L’impasto. E qui sta il segreto :) Per la buona riuscita dei muffin è importante dividere, e lavorare separatamente gli ingredienti secchi da quelli liquidi. Quindi, in un recipiente si mescolano latte, uova, burro fuso ecc; in un altro recipiente farina, lievito, bicarbonato,  zucchero. Mescolare bene i vari ingredienti nei recipienti in modo da renderli omogenei. A questo punto unire i due impasti. Io di solito procedo facendo una fontanella nell’impasto solido e verso gli ingredienti liquidi al centro. A questo punto, altro passo fondamentale, bisogna mescolare, con un cucchiaio di legno, male e poco. Non abbiate paura dei grumi che restano nell’impasto, sono consentiti e anzi, sono proprio loro che permettono al muffin di assumere la sua classica forma a cupoletta con le crepe sulla sommità.
  3. Una volta ottenuto l’impasto si possono aggiungere gli altri ingredienti solidi: pezzi di frutta, noci, mandorle, gocce di cioccolato ecc.
  4. A questo punto ci siamo, non vi resta che prendere le apposite teglie per muffin, rivestirle con dei pirottini (o imburrarle e infarinarle) e trasferirci l’impasto. Due note per rendere questa operazione infallibile. Anzitutto gli stampini non vanni riempiti fino al bordo, ma solo per ¾, perché il composto in forno lievita. Se li riempite troppo l’impasto uscirà. Per fare in modo che gli stampini siano riempiti tutti allo stesso livello potete utilizzare una paletta da gelato (se non l’avete va bene anche un cucchiaio, facendo attenzione a riempirlo sempre con la stessa quantità di impasto).
  5. Infornare per 15-20 minuti, verificare la cottura con la prova stecchino: infilare uno stuzzicadenti al centro di un muffin, se esce pulito il muffin è pronto!
  6. Sfornare e lasciare raffreddare su una griglia per qualche minuto.

Visto come è semplice? A questo punto non mi resta che lasciarvi la ricetta dei miei muffin cioccolato e pistacchi e.. buon lunedì!

Muffin cioccolato e pistacchi

Ingredienti: 210 gr di farina, 150 gr zucchero, 40 gr cacao in polvere, 2 cucchiai di lievito in polvere, 200 gr di latte, 250 gr di burro fuso, 100 gr di cioccolato fondente, 1 cucchiaino di vaniglia, 2 uova

In una ciotola unire gi ingredienti secchi: farina, cacao, lievito e vaniglia. Mescolare bene. In un pentolino fare sciogliere a fuoco lento il burro e il cioccolato. Una volta fusi unire il latte e le uova, mescolando bene. Unire i due composti, mescolarli grossolanamente e versare il composto nei pirottini. Infornare a 180°C per circa 20 minuti. Mentre i muffin sono in forno tagliare al coltello una manciata di pistacchi e utilizzarli come guarnizione una volta che i muffin saranno pronti.

* Ovviamente poi, con tutto quello che è successo è stato tutto tranne che un weekend no stress e senza pensieri…ecco quindi che questi dolcetti, seppure nel loro piccolo hanno addolcito un po’ le giornate :(

Food Revolution Day

Ebbene si, oggi è il Food Revolution Day, una giornata dedicata all’educazione per un più sano rapporto con il cibo, perché la crescita di un individuo è legata alla sua alimentazione, non solo in senso salutare, ma anche in senso culturale e sociale. E’ una giornata speciale, fortemente voluta da Jamie Oliver, e vuole essere una spinta, un’opportunità per permettere ad ognuno di noi di fare del nostro meglio per diffondere la cultura del cibo.
Educare e rieducarsi a un consumo critico in casa, a scuola, in ufficio, nella vita di tutti i giorni.

L’obiettivo è quello di spiegare, raccontare, testimoniare e diffondere una nuova consapevolezza in tema di food:da quello che si sceglie di mangiare alla storia degli alimenti, dalla loro provenienza al percorso che hanno dovuto fare per finire sulle nostre tavole. Pugno alto con cucchiaio in mano, pronti a difendere il cibo vero, quello che nutre, che fa star bene, che ci riporta alla natura, alle tradizioni, al cibo come qualcosa che nutre lo spirito e l’anima oltre che la nostra panzetta.

Qui un bel po’ di ricette gustose e qui trovate tutti gli eventi che hanno aderito all’iniziativa :)
Buon Food Revolution Day a tutti!

Torta di cioccolato (si, un’altra!)

Dopo qualche tempo in cui il cioccolato non faceva capolino da queste parti…beh, eccolo di nuovo qui! Chiariamo subito, però, che non è la solita torta al cioccolato, questa qui è tutta un’altra storia. Anzitutto il freschetto di ieri mi ha fatto venire voglia di accendere il forno, pasticciare in cucina e di concedermi qualcosa di molto comfort per la merenda della domenica, passata sonnecchiando e leggendo il nuovo libro di Serena Dandini. E cosa c’è di meglio di una torta cioccolatosa per dedicarsi un momento di pausa? Beh, per me niente! Poi c’è anche il lato pratico della cosa. Infatti stavo cercando di sistemare la mia dispensa, quella dove tengo tutte le farine, gli ingredienti e le canfrusaglie per i miei dolcetti e, di fatto, avevo un rimasuglio di farina di riso e uno di farina di mandorle. Pensando a cosa fare con questi due ingredienti e guardando quello che c’era intorno a me, ecco l’illuminazione. E così, torta di cioccolato fu :)

E l’esperimento mi è piaciuto un sacco. Anzitutto perché la consistenza di questa torta è un po’ umidiccia, ma allo stesso tempo morbida e delicata. Quando si assaggia, il primo morso sprigiona tutta la dolcezza del cioccolato e la leggerezza della farina di riso+mandorle è perfetta come accompagnamento. In più la farina di riso è delicata, più facilmente digeribile rispetto alla farina di grano e perfetta se combinata con altre farine, esattamente come in questo caso. D’altro canto la farina di mandorle è sempre più la mia farina preferita da utilizzare nei dolci: li rende morbidi e con una texture perfetta. Tra l’altro è ricca di proteine, magnesio potassio e vitamina E.

Torta di cioccolato (con farina di riso)

Ingredienti: 100 g di burro, 100 g di zucchero di canna, 100 g di cioccolato fondente, 4 uova a temperatura ambiente, 35 g di farina di riso, 30 g di farina di mandorle, un pizzico di sale, estratto di vaniglia

Preriscaldare il forno a 180° e imburrare una tortiera rotonda. Fare sciogliere il burro con il cioccolato tagliato a pezzetti a bagnomaria. Nella planetaria mescolare le uova con lo zucchero, fino a fare duplicare il volume. Aggiungere la vaniglia e il mix burro e cioccolato. Mescolare fino a quando gli ingredienti saranno tutti amalgamati. Aggiungere le farine e mescolare fino ad ottenere un composto omogeneo e liscio. Versare l’impasto nella tortiera e infornare per circa 30 minuti. Una volta cotta togliere la torta dal forno, aspettare 5 minuti e poi sformarla. Servire con panna montata o spolverizzare con zucchero a velo.

Post Scriptum
Venerdì sera sono passata da Macao, per chi ancora non sa di cosa si tratti fatevi un giro sul sito e sulla pagina facebook. Tema dell’occupazione a parte (su cui non voglio entrare nel merito qui) il progetto è estremamente interessante: bell’atmosfera, facce genuine e di chi ha voglia di cambiare le cose, davvero.

Post Scriptum2
Le letture di ieri, mentre assaporavo il profumo del cioccolato che si diffondeva per casa, mentre la torta cuoceva in forno, e poi eccola sul tagliere, appena sfornata :)

Domenica pomeriggio, in un posto a Milano

La Cascina Cuccagna mi è piaciuta da subito. Quando ancora non c’era praticamente niente di sistemato, quando non c’era l’orto, il giardino e i vetri alle finestre. Piano piano l’ho vista rinascere e ritrovare un’anima, una nuova vita. Era da qualche settimana, che ci volevo tornare, per scoprire l’ultimo pezzetto che è stato inaugurato durante la design week: il ristorante. Che poi non si tratta solo di un bar-ristorante, (dove ci si può fare colazione, merenda, aperitivo, pranzo e cena), ma di un “luogo d’incontro dedicato alla cultura del cibo, alla salvaguardia del patrimonio agricolo, ai valori della sostenibilità e del recupero”. Qui, in un posto a Milano, lo chef Nicola Cavallaro, cerca di fare rivivere autentici sapori di campagna. Ricette sane, genuine e semplici, basate sulla freschezza dei prodotti, rigorosamente di origine bio, e sulla freschezza e stagionalità degli ingredienti che arrivano da cascine e produttori selezionati e a meno di 200 km da Milano.

Insalata di primizie dell’orto, uovo asparagi e parmigiano, pinzimonio, tortelli di coniglio alla cacciatora, torta di mele e rosmarino, vino e birra artigianali, proposte vegetariane e senza glutine… insomma in questo posto (a Milano :) si accontentano davvero i gusti di tutti, compresi i più piccoli, a cui lo chef ha dedicato un menù intero!
A onor del vero tutte queste squisitezze ancora non le ho provate, perché ci sono stata solo per merenda, ma la torta della nonna e quella mele e rosmarino che ho provato erano così deliziose che abbiamo deciso di tornare presto (se il tempo lo permetterà!) per un brunch :) intanto ecco qui la nostra merenda di ieri!

L’arredo è molto semplice, realizzato per lo più con materiali di recupero. L’atmosfera è super rilassata, si, ok un po’ freakettona :) Bimbi ovunque, che girano in tutta tranquillità per la cascina, laboratori creativi, un orto in cui ammirare come cambiano i colori della terra e in cui partecipare alla raccolta della verdura e della frutta che viene prodotta. E poi ovviamente wi-fi, sdraio, gente che gioca a carte, che legge o semplicemente che chiacchera in tutto relax, in un posto a Milano, che per un attimo ti dimentichi che sei a Milano :)
ps.  le foto della parte fuori non ci sono perché ehm… quando siamo arrivate ha iniziato a diluviare, ci toccherà tornare per fare un nuovo reportage :)

un posto a Milano
via Cuccagna 2, angolo Via Muratori
Milano, tel. 02.5457785
Aperto tutti i giorni dalle 10 di mattina all’1 di notte, chiuso il lunedì.

Zuppa piselli e menta

Attenzione, attenzione, non so se qui qualcuno se ne è accorto, ma il blog è un pochettino cambiato. Che dite, vi piace? Ora c’è un po’ di confusione, lo ammetto, tanto che ieri questo post è andato live senza che lo volessi…ma ci sto lavorando e presto tutto tornerà alla normalità. Giuro, giuro! Nel frattempo ecco qui una zuppetta che si adatta perfettamente a questo clima che non si capisce più come ci si deve vestire, che prima si schiatta di caldo e poi si deve ritirare fuori il maglione di lana… ecco, allora questa zuppetta di può mangiare sia calda che fredda. Buona in tutti e due i modi, e ci sono pure delle varianti. La faccio corta va, ecco qui la ricetta e buon giovedì!

Zuppa (calda o fredda) piselli e menta

Ingredienti: 900 g di piselli, 2 scalogni, 2 cucchiai d’olio d’oliva, 120 ml di panna liquida, olio, 500 ml di brodo vegetale, 1 mazzetto di menta fresca, sale e pepe nero

Scaldare l’olio in una pentola, aggiungere gli scalogni tagliati finemente e cuocere a fuoco moderato per qualche minuto. Aggiungere i piselli e il brodo vegetale. Fare bollire e togliere la pentola dal fuoco. Passare la zuppa on un frullatore a immersione, aggiungere un cucchiaio di menta e regolare di sale e pepe.
Se la volete gustare fredda: lasciare raffreddare la zuppa e metterla in frigo per almeno 2 ore prima di servire. Mezz’ora prima di portarla in tavola controllare la consistenza e aggiungere un goccio d’acqua e la panna, mescolare. Versare nei piatti (o nei bicchierini) e guarnire con qualche foglia di menta.
Se la volete gustare calda: aggiungere la panna e mescolare  fino ad ottenere una consistenza omogenea. Guarnire con qualche fogliolina di menta e servire.

Varianti:
Low-fat: ovviamente per una versione assolutamente senza grassi basta togliere la panna e allungare con un pochettino d’acqua se necessario :)
Con pancetta: grigliare 2-3 fettine di pancetta fino a quando non diventano croccanti, tagliarle in piccoli pezzetti e distribuirli sulla zuppa tiepida.
Con salmone affumicato: in ogni ciotolina distribuire sulla zuppa fredda del salmone tagliato in striscioline.

Ham Holy Burger

Da queste parti sembra essere la moda del momento. Aprire locali che hanno come protagonista l’hamburger. Ma non quello del Mc, qui l’hamburger è davvero con la H maiuscola. Oggi vi parlo dell’Ham Holy Burger, in via Palermo, pieno centro a Milano. Ci sono stata due volte e devo dire che questo posto mi piace proprio. Il locale è delizioso, con un arredamento semplice ma dove nulla è lasciato al caso. Tavolini, grandi panche e tante infografiche alle pareti che ci informano sulla provenienza della carne e sulle specialità servite nel locale. Sul fondo dello spazio un grande bancone salumi, uno spazio per i prodotti freschi e i formaggi.

Le ordinazioni si effettuano solo tramite iPad, la prenotazione è semplice e veloce. Si sceglie l’hamburger che si desidera e si può decidere cosa aggiungere e/o togliere. La carne è deliziosa, rigorosamente piemontese doc e proveniente dal presidio slow food, così come tutti gli altri prodotti  (pane, formaggi, verdura, ecc) che sono freschissimi.

Per la cronaca quelli che vedete qui sopra nell’ordine sono: HolyBurger con aggiunta di cheddar e senza cetrioli e insalata :-) e un EasyBurger con l’aggiunta di bacon.

E qui sopra vedete anche le patatine, da non perdere anche loro! A me sono piaciute particolarmente quelle tagliate a chips, mentre R. ha preferito quelle a spicchi, che sono servite con 5 salsine semplicemente super.
Da bere vino o birra artigianale, anche questa molto buona (io ho provato una birra bianca profumatissima e molto delicata), bibite e la specialità della casa: la limonata (che non ho però provato). Ottimi anche i dolci, che ho solo assaggiato perché, vi assicuro, che dopo hamburger e patatine si è belli pieni!

Solo due note “negative”.  Da un lato il prezzo: gli hamburger partono dai 9 euro e ogni aggiunta si paga a parte. La spesa media è sui 25 euro per hamburger, patatine e birra. Dall’altro il fatto che non si può prenotare. E’ possibile arrivare e mettersi in lista, a seconda della serata si aspetta… ovviamente io ci sono capitata quando diluviava e aspettare fuori non è stato il massimo (si si, ok nulla di che!)

A presto con altre due hamburgherie :)

Ham Holy Burger 
via Palermo 15 Milano
Tel. 02 875510
ps. le foto non è che siano delle migliori, ma la luce era pochetta :(