A pranzo da Pavè

Sabato mattina Corso Buenos Aires è particolarmente affollato: lo shopping e il traffico impazzano. Noi prendiamo una stradina laterale, e in pochi metri siamo fuori dalla confusione e ci ritroviamo in una delle zone ancora stile vecchia Milano, con i negozi dei barbieri di un tempo che si mescolano alle macellerie arabe e ai ristoranti fusion. E dopo aver percorso quasi tutta la via ecco che arriviamo alla meta: Pavè. Non sono ancora entrata, ma un solo sguardo dalle grandi vetrate mi fa capire che è amore a prima vista. Entriamo e subito il profumo di dolci e pane fresco ci pervade. La luce naturale entra dalle grandi vetrate, tavoli pieni di gente che mangiano, bevono un caffè, leggono il giornale, chiaccherano o lavorano al computer (c’è il wi-fi) mi lasciano incantata. Ma è il sorriso dei propietari che ci accolgono che mi convince, ancor prima di aver assaggiato qualsiasi cosa, questo è il posto che fa per me.

Pavè nasce dalla passione di tre ragazzi della mia età: Giovanni, Luca e Diego, che fino a poco tempo fa erano impegnati in altre attività e hanno deciso di inseguire il loro sogno e aprire una pasticeeria-caffetteria con laboratorio a vista, un luogo di incontro dove coccolarsi e farsi coccolare tra musica, dolci e parole. (Qui il senso di Pavè dalla voce dei propietari)
Il menù prevede tre momenti chiave della giornata:  la colazione, con le brioche con burro e lievito madre (in particolare non perdete La160, un must) da farcire con marmellate e creme deliziose: il pranzo, con panini mai banali, insalatone e taglieri; e la merenda che riscopre il trittico pane (sfornato qui e realizzato con farina macinata a pietra e lievitazione naturale), burro e marmellata. E poi biscotti, tavolette di cioccolato (in un packaging delizioso), brownies, tartellette, sbrisolona…insomma io davvero non sapevo più dove guardare, volevo tutto!

L’arredamento è semplicissimo ma molto curato. Dal bancone realizzato a mano (guardate qui se non ci credete!) ai tavoli di recupero, tutti uno diverso dall’altro (esattamente come lo voglio io, qualcuno sa dove si trovano?), dalle sedie colorate alle lampade post-industriali sospese, fino ad arrivare alle poltrone super comode, che ci sprofondi dentro mentre ti gusti un dolcetto. E poi la musica di sottofondo, un’ottima selezione, che c’è e si sente, ma non è troppo invasiva. Insomma Pavè è un posto estremamente rilassante, in cui il tempo scorre lento, in cui ci si può perdere tra una chiacchera e l’altra, assaggio dopo assaggio.

E per finire ecco cosa ci siamo mangiati noi. Siamo arrivati all’ora di pranzo, il locale era pieno ma non troppo: famigliole con bimbi piccoli, amici e coppiette. Ci siamo seduti nella parte soppalcata, in un piccolo tavolino e una panchina (una panchina vera, di quelle verdi che trovi per strada!) tra le orchidee e i fiori di campo sulla tavola. Abbiamo ordinato due panini che sono arrivati velocemente ed erano deliziosi.

Due fette di pane casereccio, scaldato al punto giusto e semplicemente delizioso, ancora sento la sua fragranza! Il mio con pomodori secchi, salsa verde e formaggio di pecora e R. con crescenza e crudo di Parma: d-e-l-i-z-i-o-s-i, davvero. Non contenti ci siamo presi un dolcetto, in fondo siamo qui per provare, giusto, no?! E’ stata una decisione dura e combattuta, ma alla fine ho deciso di cedere alla tartelletta con ganache al cioccolato. Non ho parole per descrivere la bontà di questo dolce. Una frolla freschissima e croccantina al punto giusto, con una ganache che ancora sto sognando. Una delizia per il palato, davvero. Questa la straconsiglio (ma anche i panini a dire il vero!). La prossima volta (prestissimo!) voglio provare il panino con composta di mele, formaggio e noci e la sbrisolona.

Quindi, che siate da queste parti o che ci dobbiate venire apposta non perdetevi una colazione-pranzo-merenda (e a breve anche aperitivo) da Pavè, per rilassarvi, come se foste nel salotto di casa vostra!

Pavè, via Felice Casati 27 | Milano
E per seguire Pavè da vicino: Facebook e Twitter

3 thoughts on “A pranzo da Pavè

  1. ahah, ci sono stata anche io sabato scorso ed ero seduta proprio sulla panca verde, nel lato più vicino alla scala, e me ne sono andata a malincuore all’ora i pranzo per fare un giro alla festa di via Padova :) Molto buono, hai perfettamente ragione. Ciao!

  2. Ragazza, prima o poi mi spiegherai dove trovi tutti questi posti meravigliosi! ^_^

    Ci vado, sicuro ci vado!

    (Tra l’altro il panino che ha mangiato R. ha degli ingredienti che mi sono consentiti!Yeah!)

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