Vintage Vanilla CheeseCake

Oggi sono particolarmente felice di postare questa ricetta. Settimana scorsa, all’ormai famoso Vintage Tea Party, devo dire che il mio dolce preferito era stata proprio la cheesecake. Morbida, profumata, semplice, non troppo dolce. Insomma questa cheesecake mi ha conquistata e, il tempo di tornare in ufficio lunedì, ho chiesto la ricetta a Matteo per provare a rifarla. Volevo provarci già in settimana, ma poi ho deciso di prendermi il tempo giusto per preparala. Perché si sa, le cose fatte con calma sono le migliori. E così ho fatto. Ho aspettato che arrivasse il sabato, sono andata a fare la spesa, scegliendo un’ingrediente dopo l’altro e spuntandoli sulla lista, per essere sicura di non essermi dimenticata niente. Sono tornata a casa e ho seguito la ricetta passo dopo passo. L’unica modifica che ho fatto è stata diminuire un po’ la dose di zucchero. Per il resto la ricetta è davvero super.
La prima cheesecake che avevo fatto era stata per me un successo ma era però un po’ troppo “pesante” ed ho capito, con questa nuova versione, il perché. Utilizzare prevalentemente la ricotta e al posto del formaggio molle è decisamente una soluzione per me vincente. Per alcuni potrebbe risultare un po’ light, ma per me, così facendo si ottiene la consistenza perfetta: morbida ma non sbrodolosa, solida ma non un sasso. Il fatto poi di cuocerla in forno senza immergerla nell’acqua per me semplifica molto il tutto (non so voi, ma io ho sempre un po’ di ansia quando devo cuocere nel forno con l’acqua: ne avrà messa troppa? Troppo poca? Mah!). Insomma, dico davvero, non ho trovato nessuna nota negativa in tutta la ricetta e se volete stupire amici, colleghi, fidanzati, genitori ecc provatela e non ne rimarrete delusi.

La minicheesecake della foto è una prova, ed è quella che mi sono poi mangiata io a colazione ieri mattina :) Quella “vera” l’ho data a R. che l’ha portata in ufficio ai sui colleghi (miei ex colleghi, spero che vi piaccia!).
Il dietro le quinte per fare la preparazione di questa monoporzione, è simpatico quindi ve lo racconto. Da brava ariete mi sono ostinata a voler fare una monoporzione nonostante non abbia uno stampo così piccolo a cerniera, quindi ho usato un tagliabiscotti di quelli alti, ma leggendo online sembrava che dovessi avere un foglio di acetato. Peccato che erano le 23.35 quando mi è venuta la geniale idea della monoporzione (ma io dico, usare la torta bellissima preparata nel pomeriggio e che riposava in frigo no? no!) e di foglio di acetato neanche l’ombra. Così l’ingegno ha prevalso e si è risolto tutto con un normalissimo foglio di carta da forno attaccato allo stampo con il burro e con un po’ di wasi tape (si si quello giapponese, che ho scoperto non andare a fuoco in forno :). Ecco, magari inizio a chiedere a Babbo Natale degli stampini piccoli piccoli apribili.

Vintage Vanilla Cheesecake (ricetta di Matteo V.)

Ingredienti. Per la base: 150gr biscotti digestive, 60 gr burro. Per il ripieno: 500 gr. ricotta, 250 gr. formaggio morbido, (io ho usato il philadelphia normale), 210 gr. zucchero, 3 uova, 1 cucchiaino di vaniglia

Tritare i biscotti finemente con una mixer o schiacciarli con un bicchiere dal fondo piatto in una ciotola. Sciogliere il burro in un pentolino e aggiungerlo ai biscotti tritati, mescolare con una forchetta e versare il tutto in una tortiera con il fondo imburrato. Schiacciare la base di biscotto con un bicchiere in modo da creare allo stesso tempo la base solida ma anche i bordi (che dovrebbero essere alti più o meno come metà tortiera o poco di più, io ho usato una tortiera di 16 cm di diametro). Mettere la tortiera in forno per 7 minuti a 180 gradi, dopodiché lasciare riposare all’aria aperta per 30 minuti. Se c’è tempo, trascorsi i 30 minuti, è consigliabile mettere la tortiera in frigo per altri 30 minuti.

Mentre la base riposa preparare il ripieno: frullare tutti i formaggi freddi fino ad ottenere un composto cremoso, aggiungere lo zucchero e la vaniglia e continuare a frullare. Aggiungere un uovo alla volta e mescolare* bene tra un uovo e l’altro per fare in modo che sia ben amalgamato al resto del composto. Riempire lo stampo con il composto e mettere nel forno a 170 gradi per circa 50 minuti – 1 ora (dipende da quanto è alto il cheesecake).
Una volta che il cheesecake sarà cotto (quando la parte superiore diventerà dorata) toglierlo dal forno e lasciarlo riposare all’aria aperta per un’oretta e poi riporre in frigo per qualche ora, meglio se per tutta la notte **

*Per fare la cheesecake ho utilizzato il Kitchen Aid con le fruste.
**Matteo mi ha detto che di solito, quando gli capita di preparare la cheesecake la prepara la sera per il giorno dopo, in modo che riposi in frigo tutta la notte.

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Cracker con mele, avena ed erbe

Settimana scorsa avevo promesso di riportare la ricetta dei cracker che erano avevano accompagnato la zuppa di Cucina-to. Poi, non so bene come, la settimana mi è sfuggita di mano ed ecco che in un battibaleno è finita e io non avevo postato la ricetta. Oggi me ne sono ricordata ed ecco il post dedicato :)

L’ispirazione di questi cracker è arrivata da qui, anche se, come sempre, ho fatto qualche modifica. Questa volta mi sono attenuta alla ricetta proposta solo che avevo voglia di cracker e non di scones nella ricetta, quindi ho diminuito il lievito e non ho messo il bicarbonato. In fase di lavorazione, poi ho aggiunto farina di riso perché l’impasto restava troppo morbido. Siccome ero all’opera non ho pesato la farina che ho aggiunto, ma direi di andare ad occhio mentre fate l’impasto. Alla fine deve venire un composto compatto, morbido, che si possa stendere facilmente.
La ricetta mi aveva incuriosito perché mescolava il dolce sapore delle mele alle erbe e a un cracker che in fin dei conti è  salato. Io adoro questi sapori tra il dolce e il salato e quindi in pochi secondi ero con le mani in pasta. Il fatto poi di avere le erbe fresche direttamente dal nostro piccolo erbario hanno reso i cracker profumatissimi e diffuso un buon aroma per la casa. Io li ho trovati molto buoni, una valida alternativa ai cracker che avevo preparato qualche tempo fa. Mi sa che questi entrano nei regali di Natale 2012 :)

Cracker con mele, avena ed erbe

Ingredienti: 140 g di farina di riso (+ farina che ho aggiunto durante l’impasto), 50 g di farina d mandorle, 40 g di farina di miglio, 140 g di avena, 2 cucchiaini di zucchero di canna, 1 cucchiaino di lievito, fleur de sel, pepe, 2 cucchiaini di rosmarino, 2 cucchiaini di timo, 2 cucchiaini di prezzemolo,170 g di burro (freddo di frizzer), 1 mela rossa, 170 g di latticello

Anzitutto scaldare il forno a 200° e mettere in frizzer il burro per almeno mezz’ora prima di iniziare la preparazione. Mescolare insieme tutti gli ingredienti fino al prezzemolo (tenere da parte qualche erbetta per guarnire poi i cracker). Grattugiare il burro freddo di freezer (con una grattugia grossa) negli ingredienti secchi. Impastare delicatamente con le mani senza scaldare troppo il burro. Aggiungere le mele tagliate grossolanamente, continuando a impastare. Aggiungere il latticello e  mescolare fino a quando sarà ben amalgamato. (E’ in questa fase che ho aggiunto altra farina perché l’impasto risultava troppo molle). Trasferire l’impasto su una superficie infarinata e stenderlo con un mattarello fino ad ottenere un’altezza di 2 cm. Con un tagliapasta rotondo ritagliare i cracker e disporli su una teglia da forno ricoperta di carta da forno. Spolverare la superficie dei cracker con pepe, sale e il restante delle erbette tagliate finemente. Infornare e fare cuocere per circa 20 minuti, lasciarli raffreddare qualche minuto prima di toglierli dalla teglia.

Di cioccolato, pistacchi e gobbette

Ok, ok, non è uno dei principali problemi del mondo, però la questione della gobbetta delle madeleines devo dire che non mi andava del tutto giù. Le prime volte non mi è venuta e ho pensato che fosse perché nell’inesperinza avevo sbagliato qualcosa, ma poi la ricetta è così facile che in effetti cosa c’è da sbagliare? Niente! Nei tentativi successivi a volte è uscita e a volte zero, un piattume totale. Beh questa volta, non so bene perché, è uscite praticamente a tutte le madeleines che ho sfornato. E pensare che questa volta non ho neanche fatto riposare l’impasto nel frigo. A questo punto mi arrendo, questa gobbetta viene quando le pare e piace, e soprattutto quando meno te la aspetti :)

Scherzi a parte, questa ricetta è presa da uno dei guru della pasticceria d’oltralpe, niente popodimeno che da Pierre Hermé (a Parigi ero rimasta folgorata dai suoi negozi). Ma la ricetta mica potevo lasciarla così, no?! E infatti mi è venuto in mente che era da qualche tempo che volevo provare l’abbinamento cioccolato bianco e pistacchi. Detto, fatto. Queste madeleines non battono le mie preferite in assoluto ma hanno comunque il loro perché: nonostante il cioccolato bianco non sono troppo dolci e i pistacchi danno un retrogusto salatino, che sta benissimo con il dolce del cioccolato. La morbidezza e la gobbetta hanno fatto il resto :)

Da gustare sorseggiando una tazza di tè verde che arriva direttamente da Mariage Frères di Parigi!

Madeleines cioccolato bianco e pistacchi

Ingredienti: 100 g di farina, 100 g di cioccolato bianco tritato finemente, 100 g di burro, 1 cucchiaino di lievito biologico, 2 manciate di pistacchi tritate grossolanamente, 2 uova, 50 g di zucchero a velo

Fondere il burro a fuoco dolce, una volta fuso metterlo da parte e farlo raffreddare. Nel mixer sbattere le uova con lo zucchero, fino a farle diventare belle spumose. Aggiungere la farina setacciata con il lievito e il burro fuso raffreddato, mescolare. Tritare grossolanamente il cioccolato bianco e i pistacchi e unirli all’impasto. Mescolare fino a quando il composto sarà liscio ed omogeneo. Scaldare il forno a 200° e versare l’impasto negli stampini. Infornare per 4 minuti e poi abbassare la temperatura a 180° per altri 6-8 minuti. Togliere dal forno e lasciare raffreddare; si conservano per qualche giorno in una scatola a chiusura ermetica.

Insalata di pollo, bacon e kiwi

Bene, raccontati  i propositi del nuovo anno e annunciati qui i vari cambiamenti che ci saranno nei prossimi mesi, ecco subito una ricetta, giusto per non perdere le vecchie abitudini :)

Devo dire che quest’insalata l’ho scoperta quest’estate e ne ho fatto davvero delle gran scorpacciate :) si tratta di un’insalatina ricca, che ho assaggiato nel bar sotto l’ufficio e di cui mi sono letteralmente innamorata per l’accostamento di frutta, verdura e carne, per la sua freschezza e per la velocità di preparazione. Il tocco in più poi è lo yogurt greco che lega tutto insieme.

Ma insomma cosa c’è dentro questa insalata? Beh, si vede tutto dalla foto…in pratica: kiwi a pezzettini, bacon e pollo grigliati e yogurt greco a guarnire il tutto. Per l’insalata si può usare un po’ quella che si preferisce: misticanza, rucola, ecc. Io ho scoperto la spiancina. Praticamente non ho trovato informazioni per capire se c’è un altro nome per questa insalata, e ho scoperto che la vendono solo nel super sotto casa…tant’è ma io l’ho eletta la mia insalata preferita! Ecco quindi la ricetta, buona per un brunch domenicale in compagnia di amici, per una cena di fine estate o per un picnic al parco. Buon appetito!

Insalata di pollo con bacon e kiwi

Ingredienti: insalata spinacina, 2 kiwi, 6 fettine di bacon, 400 g di petto di pollo

Battere i petti di pollo per farli sottili e tagliarli a striscioline. Scaldare una padella grill antiaderente e fare cuocere per qualche minuto le fette di bacon, fino a quando non saranno belle croccanti. Toglierle dal fuoco, lasciarle raffreddare e tagliarle a pezzetti. Nella stessa padella cuocere le striscioline di petto di pollo, facendo attenzione a non cuocerle troppo, in modo che non diventino troppo asciutti. Terminata la cottura togliere il pollo dalla padella e lasciarlo raffreddare. In un’insalatiera unire tutti gli ingredienti: l’insalata, il pollo, il bacon e il kiwi tagliato a spicchi. Portare in tavola i condimenti (olio, sale, pepe) e lo yogurt greco, servito in piccole ciotoline individuali in modo che ognuno possa condire l’insalata a proprio piacimento. (Io uso solo lo yogurt greco, è così, al naturale, questa insalata è deliziosa!)

Torta di cioccolato (si, un’altra!)

Dopo qualche tempo in cui il cioccolato non faceva capolino da queste parti…beh, eccolo di nuovo qui! Chiariamo subito, però, che non è la solita torta al cioccolato, questa qui è tutta un’altra storia. Anzitutto il freschetto di ieri mi ha fatto venire voglia di accendere il forno, pasticciare in cucina e di concedermi qualcosa di molto comfort per la merenda della domenica, passata sonnecchiando e leggendo il nuovo libro di Serena Dandini. E cosa c’è di meglio di una torta cioccolatosa per dedicarsi un momento di pausa? Beh, per me niente! Poi c’è anche il lato pratico della cosa. Infatti stavo cercando di sistemare la mia dispensa, quella dove tengo tutte le farine, gli ingredienti e le canfrusaglie per i miei dolcetti e, di fatto, avevo un rimasuglio di farina di riso e uno di farina di mandorle. Pensando a cosa fare con questi due ingredienti e guardando quello che c’era intorno a me, ecco l’illuminazione. E così, torta di cioccolato fu :)

E l’esperimento mi è piaciuto un sacco. Anzitutto perché la consistenza di questa torta è un po’ umidiccia, ma allo stesso tempo morbida e delicata. Quando si assaggia, il primo morso sprigiona tutta la dolcezza del cioccolato e la leggerezza della farina di riso+mandorle è perfetta come accompagnamento. In più la farina di riso è delicata, più facilmente digeribile rispetto alla farina di grano e perfetta se combinata con altre farine, esattamente come in questo caso. D’altro canto la farina di mandorle è sempre più la mia farina preferita da utilizzare nei dolci: li rende morbidi e con una texture perfetta. Tra l’altro è ricca di proteine, magnesio potassio e vitamina E.

Torta di cioccolato (con farina di riso)

Ingredienti: 100 g di burro, 100 g di zucchero di canna, 100 g di cioccolato fondente, 4 uova a temperatura ambiente, 35 g di farina di riso, 30 g di farina di mandorle, un pizzico di sale, estratto di vaniglia

Preriscaldare il forno a 180° e imburrare una tortiera rotonda. Fare sciogliere il burro con il cioccolato tagliato a pezzetti a bagnomaria. Nella planetaria mescolare le uova con lo zucchero, fino a fare duplicare il volume. Aggiungere la vaniglia e il mix burro e cioccolato. Mescolare fino a quando gli ingredienti saranno tutti amalgamati. Aggiungere le farine e mescolare fino ad ottenere un composto omogeneo e liscio. Versare l’impasto nella tortiera e infornare per circa 30 minuti. Una volta cotta togliere la torta dal forno, aspettare 5 minuti e poi sformarla. Servire con panna montata o spolverizzare con zucchero a velo.

Post Scriptum
Venerdì sera sono passata da Macao, per chi ancora non sa di cosa si tratti fatevi un giro sul sito e sulla pagina facebook. Tema dell’occupazione a parte (su cui non voglio entrare nel merito qui) il progetto è estremamente interessante: bell’atmosfera, facce genuine e di chi ha voglia di cambiare le cose, davvero.

Post Scriptum2
Le letture di ieri, mentre assaporavo il profumo del cioccolato che si diffondeva per casa, mentre la torta cuoceva in forno, e poi eccola sul tagliere, appena sfornata :)

Pandoro perdu

 

C’è qualcuno che ha già iniziato a mangiare il pandoro e si trova con degli avanzi chiusi nel sacchettino? Bene, se la risposta è si, ecco qui un modo (direi veramente molto, molto calorico) per fare fuori gli avanzi. Questo famoso pain perdu, che avevo visto tempo fa sul blog del cavoletto,  mi aveva ricordato di una merenda che ogni tanto mangiavo quando ero piccola con mio papà (quasi di nascosto da mia mamma e ora, visto le calorie, capisco perché!) . In pratica prendevo una fetta di pane dei toast, una padella antiaderente, una noce di burro e facevo rosolare il pane nel burro fuso. Una volta pronto ci mettevamo sopra il cacao, giusto per non farci mancare niente :)

Ecco quando ieri mattina mi sono svegliata con i rimasugli della festa natalizia di sabato sera e ho visto le fette di pandoro avanzato mi è subito venuta in mente di provare questa ricetta. Manco a dirlo il risultato è una bomba (in tutti i sensi direi): golosa, profumata, coccolosa… però credo che se ne possa mangiare al massimo una fetta a testa, e che vada a sostituire un pranzo vero e proprio. L’idea potrebbe essere quella di sfruttare il pandoro perdu per i giorni dopo Natale, in cui ci si sveglia con calma, sul tardi e si uniscono colazione e pranzo.
Ed ora, per tutti i golosi, ecco qui la ricetta del pandoro perdu: versare del latte in un piatto fodno, in un altro piatto sbattere due uova e infine, in un terzo piatto, mescolare 20g di zucchero con 40 g di farina di mandorle. Prendere le fette di pandoro avanzate e tagliarle abbastanza spesse. Passarle in sequenza nel latte, poi nell’uovo e infine nella farina+zucchero. Tagliare una noce di burro e farla sciogliere in una padella antiaderente. Aggiungere nella padella la fetta di pandoro e farla rosolare da entrambi i lati, girandola quando un lato sarà dorato. Servire ancora caldo, con una tazza di the, caffè o succo di frutta.

Ah urca, quasi dimenticavo, c’è una notizia importante oggi! Dopo mesi di riunioni, cene, aperitivi, progetti, disegni, foto e tanta passione nasce Phood: un progetto tutto al femminile che ruota al mondo del food e della fotografia (ma non solo!). Vi ho incuriositi? Leggete tutto qui: eventi, workshop e molto altro ancora!

Spinaci e ceci per un cake salato

Ehm, scusate l’assenza :) Guardo l’ultimo post e cavoli, sono passati già tre giorni, ma non stavo scrivendo proprio ieri? Ecco, beh, come dire, mi sa di no! Qui tra cene, aperitivi e saluti pre natalizi il tempo corre velocissimo e tra meno di 10 giorni sarà Natale. Quindi oggi sarò super rapida e con una ricetta salata (che ogni tanto ci vuole pure, no?) chissà mai che a qualcuno serva un’idea last minute da preparare per l’aperitivo con gli amici per scambiarsi gli auguri. Tra l’altro, essendo facilmente trasportabile, questo cake è adatto anche nel caso in cui si debba andare a casa di qualcuno e si voglia portare qualcosa. Oppure, perché no, potrebbe anche essere regalato :-)

Dicevamo: un cake salato con spinaci, ceci e formaggio, ispirato a quelli di Ilona Chovancova. In questo qui, però la farina bianca l’ho sostituita con quella di grano saraceno perché continua il mio amore per le farine “alternative” e perché fanno proprio bene! Scappo va, buon weekend di shopping natalizio a tutti.

Cake con spinaci e ceci

Ingredienti: 180 g di farina di grano saraceno, 3 uova, 100 ml di latte, 100 ml di olio, 100 g di formaggio grattugiato, 100 g di spinaci freschi, 100 g di ceci in scatola, 1 cucchiaino di curry, 1 bustina di lievito, sale e pepe

Tritare grossolanamente gli spinaci, scolare i ceci e ricoprire con carta da forno uno stampo per cake. In un recipiente sbattere le uova con il latte e l’olio. Aggiungere la farina, il formaggio, il curry, gli spinaci, i ceci e il lievito. Salare e pepeare. Mescolare delicatamente e versare nello stampo. Infornare in forno preriscaldato a 180° per 45 minuti. Lasciare raffreddare per qualche minuto, sformare e servire ancora tiepido.

Nota sugli spianci, sarebbe meglio utilizzare quelli freschi perché qui vengono usati come erba aromatica, ma nel caso si vogliano utilizzare quelli surgelati farli sbollentare in acqua calda e poi asciugarli bene. Il sapore del cake con quelli surgelati cambia notevolmente.

Focaccia Locatelli: provare per credere

Di certo questa ricetta non è una novità. Se ne parla da anni, e devo dire che già ne avevo sentito molto parlare, anzi a dire il vero ne avevo letto, ancora prima di pensare che anche io sarei entrata nel favoloso mondo dei foodblog. Quindi da sempre avevo questa ricetta segnata, ma con un po’ di timore reverenziale oserei dire, non avevo mai provato a farla. Ma la ricetta era sempre rimasta lì, appesa nella mia bachechina di sughero in cucina, accanto al calendario. E giovedì, quando ho cambiato la pagina del calendario per il nuovo mese, me la sono ritrovata davanti di nuovo, e questa volta mi sono detta: sabato ci provo. Così ho preso tutti gli ingredienti (che poi non sono mica molti, eh) e mi sono dedicata a preparare questa famosa focaccia. A dire la verità ero piuttosto scettica: nonostante avessi letto che la ricetta è praticamente infallibile, avevo molti dubbi. E invece, no! La preparazione è davvero facile: passaggi semplici, dosi precise e ingredienti basic (cioè che non bisogna correre a destra e manca per recuperare tutto quello che serve :) Tra una lievitazione e l’altra si può anche dedicarsi a qualche cosa d’altro come stendere (eh che ve devo dì, io devo sempre stendere!), lavare i piatti lasciati dalla sera prima, o semplicemente fermarsi un attimo con una tazza di te a sfogliare il giornale e leggere D di Repubblica (uno dei miei appuntamenti settimanali preferiti). Quindi, tornando alla ricetta, il successo è davvero garantito: la focaccia è bella lievitata, morbida, gustosa e resta buona anche il giorno dopo. Così deliziosa che penso proprio di preparala come antipasto-stuzzichino per le prossime cene pre feste. Ecco qui la ricetta e buon lunedì!

Focaccia Locatelli (tratta da qui)

Ingredienti: 250 g di farina manitoba, 250 g farina 00, 15 g di lievito di birra fresco, 300 ml di acqua tiepida (20°C), 2 cucchiai di olio extra vergine di oliva, 15 g di sale

Per la salamoia: 65 g di acqua tiepida (20°C),65 g di olio d’oliva, 25 g di sale

Mescolare l’acqua, l’olio e il sale per la salamoia fino ad ottenere un composto omogeneo. Mettere da parte la salamoia e procedere con la preparazione dell’impasto della focaccia. In un recipiente fare sciogliere il lievito nell’acqua tiepida, mescolando con una forchetta. In una ciotola capiente mescolare le due farine e i sale. Fare una fontanella e versare al centro i due cucchiai di olio e il lievito sciolto nell’acqua. Mescolare tutto, con un cucchiaio di legno, molto velocemente, senza impastare. Ungere l’impasto con un pochettino d’olio e poi lasciare riposare, coprendo la ciotola con un panno, per una decina di minuti. Rivestire una teglia da forno con della carta da forno e ungerla con dell’olio di oliva. Versare l’impasto della focaccia e ungere di nuovo la superficie, lasciando riposare l’impasto ancora per 10 minuti, sempre coperto. Trascorsi i 10 minuti stendere la focaccia, molto delicatamente, cercando di non rompere le bolle d’aria che si stanno formando all’interno (detta così sembra difficile, ma mentre preparate l’impasto vi renderete conto che è semplice!). Lasciare riposare per 20 minuti. Ora formare, con la punta delle dita, tanti buchetti sulla superficie dell’impasto e versare sulla focaccia tutta la salamoia, riempiendo i buchetti (anche se la salamoia sembra molta, versarla tutta, è quella che serve per rendere la focaccia lucida e morbida). Lasciare riposare ancora per 20 minuti. Nel frattempo accendere il forno a 200°C e infornare la focaccia trascorsi i 20 minuti di lievitazione finali. Cuocere per 20-30 minuti, fino a quando la focaccia sarà bella dorata. Servire tiepida.

Shortbread: i biscotti più burrosi di sempre

Avete presente quei buoni propositi per cui si dice: da domani mi metto a dieta e non tocco più un filo di zucchero, burro ecc ecc. Si? Ecco, bene, dimenticatevelo. Eh beh, mica uno si può mettere a dieta proprio a dicembre, quando bisogna preparare tutti i dolcetti da regalare a Natale :-) Questi shortbread in particolare sono una vera goduria per il gusto, la mente, il cuore e gli occhi. Un po’ meno per la linea, però vabbè, mica si può avere sempre tutto, no?!

Pronti? Basta avere a disposizione burro (tanto), zucchero, farina, uova, vaniglia e il gioco è fatto. La ricetta è a prova di bomba, fatta e rifatta, arriva dalla mitica Donna Hay ed è veramente irresistibile e semplicissima. Chissà poi perché quando c’è di mezzo il Natale mi viene sempre in mente Donna Hay, vabbè. Divagazioni a parte, in pratica, tornando alla ricetta: si prendono gli ingredienti, si pesano per bene e si mettono tutti insieme nel mixer. Si mescolano fino a quando non sarà tutto bello amalgamato, si impasta ancora un pochettino a mano,  si ritagliano le formine  e a questo punto si infilano dritti dritti in forno per 20 minuti :) Già solo il profumo che si diffonde in giro per casa crea l’atmosfera natalizia, poi basta impacchettare per bene questi dolcetti e sono pronti da regalare. La pasta si può anche congelare, in modo da tirarla fuori all’ultimo, proprio quando stanno per arrivare degli ospiti imprevisti o c’è da preparare un regalino last minute.

Rispetto alla ricetta originale ho modificato solo il tipo di farina, per cui, al posto di quella bianca 00 io ho usato una farina di farro bianca e al posto di quella di riso una farina di riso, tutto rigorosamente bio. Per il resto sono stata stra fedelissima. Consiglio personale: se amate i dolci, le belle foto e uno styling pulito ed essenziale non perdetevi il classicone da cui questa ricetta è tratta Classici Moderni vol.2, 190 pagine da mangiare con gli occhi!

Shortbread alla vaniglia

Ingredienti: 220 g di burro, 170 g di zucchero, 270 g di farina di farro bianca, 50 g di farina di riso integrale, 2 cucchiai di estratto di vaniglia, 1 uovo, 1 pizzico di sale

Tagliare il burro (freddo di frigo) a cubetti. In un mixer unirlo alle farine, l’uovo e i cucchiai di vaniglia. Mescolare fino a quando gli ingredienti saranno ben amalgamati e si formerà un panetto di impasto. A questo punto stendere ‘impasto su una spianatoia infarinata e impastare a mano, delicatamente. Staccare un po’ di impasto e farne delle palline. Disporle su una placca rivestita di carta da forno e appiattirle con una forchetta. Infornare in forno ben caldo (180°) per circa 20 minuti o fino a quando i biscotti risulteranno dorati. Togliere dal forno e lasciare raffreddare su una griglia. Conservare in un scatola di latta.