Hello December!

E così siamo arrivati a dicembre. Neanche a dirlo, dicembre è un mese che mi piace tantissimo :) c’è l’atmosfera natalizia che invade le case, le strade e i negozi, c’è il profumo dei biscotti alla cannella, ci sono gli stampini dell’omino di marzapane, le lucine degli alberi, le sciarpe di lana grossa e i guanti. Ci sono le canzoni di Natale, c’è il compleanno di R., c’è il calendario dell’avvento, c’è da pensare ai regali (rigorosamente handmade) per le persone a cui voglio bene e poi, si, ci sono anche dei giorni di festa! (a Milano partiamo questa settimana, con S. Ambrogio che si festeggia il 7 dicembre, olè!)

Così, per festeggiare l’arrivo del mese di dicembre, ho pensato di iniziare con una playlist di alcune delle canzoni natalizie che più mi piacciono e mi fanno sorridere. E voi? Quali sono le vostre canzoni di Natale preferite? E se vi piace, perché vi piace il mese di dicembre?

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Christmas Playlist

I’m Dreaming of a White Christmas, The Drifters
Christmas Lights, Coldplay
Marshmallow World, Frank Sinatra and Dean Martin
Santa Claus is Comin’ to Town, Jackson 5
Sleigh Ride, She & Him
Let It Snow! Let It Snow! Let It Snow! David Ian (feat. Andre Miguel Mayo)
Why Can’t It Be Christmastime All Year? Rosie Thomas
What Christmas Means To Me, Stevie Wonder
Children’s Christmas Song, The Supremes
Jingle Bells, Disney Collection
Xmas Twist, The Twistin’ Kings

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Un nuovo look!

newblog

Finalmente ci siamo! Dopo averlo annunciato più volte, ecco qui il nuovo look di ilariavafuori. Spero vi piaccia, così come piace a me! Ci sono ancora un po’ di cosette da sistemare, tipo rivedere tutti i post e cambiare le categorie, piano piano ce la farò, lo giuro! Intanto ho pensato di ridurre le categorie in “bevande”, “dolce”  e “salato” (che devo ancora categorizzare) e di inserire un riassunto di tutte le ricette, in modo da vederle tutte in un colpo solo. L’archivio è finito sotto il menù, così come i link e l’about, mentre le iconcine colorate sulla destra sono tutti i social per non perdersi proprio niente. Ci sono ancora un po’ di link da sistemare e di collegamenti da rivedere, ma se avete nel frattempo avete voglia di dirmi se vi piace o meno e se vedete tutto correttamente ne sarei molto felice.

Intanto voglio ringraziare R. che ha assecondato ogni mio desiderio realizzando il layout, Simone e Stefano che hanno lavorato al montaggio del sito. Grazie di cuore :)

 

Domenica di shopping e un nuovo arrivo

**Questo post non ha niente a che fare con il food :)**
Visto che le mie avventure con il dentista non sono ancora finite, questo è stato un altro weekend di dolore (meno rispetto al precedente, sia chiaro!). Per rimediare a tutto il dolore patito sabato, ieri mi sono concessa un pomeriggio di shopping, olè ;-) Così, domenica mattina, non troppo presto e non troppo tardi, io e R. siamo andati a girovagare tra le bancarelle del mercatino dei Navigli che si tiene ogni ultima domenica del mese. Libri, gioielli, chincaglierie, mappamondi, vecchie valige, scatole, dischi, quadri, mobili e mobiletti, lampade e sedie.
Girovagando senza una meta, e per una volta senza macchina fotografica, ci siamo addentrati in cortili solitamente chiusi, in nuovi negozietti e chiaccherato con tante persone sorridenti e molto gentili.

Tra i vari banchetti abbiamo scovato quello che è stato da subito un colpo di fulmine: il tavolo della sala. Era da tempo che cercavo un tavolo effetto arte povera (che poi, solitamente, tanto povera non è!), magari un po’ rovinato e possibilmente con una storia alle spalle. Appena l’abbiamo visto, tra i tanti altri mobili esposti, abbiamo capito che sarebbe diventato nostro. La cosa che ci ha colpiti è il colore: rosso macchiato di verde (ok, ok non è un colore vero, lol!). E’ un vecchio tavolo da lavoro, c’è chi dice che si chiama “fratino” perché solitamente è un tavolo che si trova nei refettori dei frati :) Il nostro arriva da una piccola pasticceria fuori Milano. Quale miglior posto per un tavolo di una ex pasticceria, che la nostra sala?! Appena c’è un po’ di luce metto qualche foto :)

Ma’ Hidden Kitchen Supper Club

Ci sono posti in cui l’atmosfera che ti circonda è carica di energia positiva, in cui ti senti subito a casa, anche se non conosci praticamente nessuno. Ci sono posti da cui non vorresti mai andare via e serate che ti scaldano. Uno di questi posti, per me, è Ma’ Hidden Kitchen Supper Club. L’ho scoperto online, e mi sono subito incuriosita. La formula è quella del Supper Club, termine che tradizionalmente rimandava a dei club privati ed esclusivi, dove un ristretto gruppo di persone, solitamente appartenenti all’alta società, si trovava per una cena o per fare salotto. Oggi, invece, il termine si utilizza per indicare una sorta ci contro cultura culinaria anche nota come undergound restaurant/home restaurant/hidden kitchen. In sostanza si tratta di un’appartamento che in determinate occasioni apre le proprie porte ad un ristretto numero di persone per una cena preparata dai padroni di casa, in cambio di una donazione per coprire le spese. Solitamente i partecipanti non si conoscono tra loro e quindi accanto al tema del food si unisce un elemento di convivialità e socialità che, in una città chiusa come Milano, non è assolutamente da sottovalutare. La location è segreta e viene svelata ai partecipanti solo qualche giorno prima della data della cena.

Finita la premessa terminologica passiamo al racconto della serata, che prò non era la classica cena, ma una cooking class. Visto il successo delle cene, infatti, Melissa e Lele, padroni di casa e menti dietro Ma’ Hidden Kitchen, hanno deciso di realizzare anche delle lezioni di cucina, con la collaborazione dello chef Andrea Sposini. La formula è sempre la stessa: pochi partecipanti, un piccolo contributo e la cucina a disposizione. Io ho scelto la lezione dedicata all”Homemade butter & co, dal sottotitolo: una concentrazione di preparazioni al burro per bilanciarne l’uso e non l’abuso. Già appena entrata nel piccolo cortiletto della casa ho capito che sarebbe stato amore. Le piante, l’arredamento, le candele e le lanterne mi hanno rapita da subito. E poi, una volta entrati in casa la magia: un bellissimo loft colorato, pieno di oggetti provenienti da tutto il mondo, ricordo di viaggi e avventure, una musica rilassante in sottofondo, la bellissima cucina, il grande tavolo, le sedie e il chiacchericcio delle persone che già erano arrivate. Fatte le presentazioni di rito con lo chef si parte con il corso: c’è chi aiuta in cucina, chi prende appunti, chi sbevazza, chi fa domande, chi fa foto, chi si guarda intorno. Si chiacchera, si scambiano pareri sulle preparazioni, si ascoltano i consigli dello chef sui vari piatti, e si scopre che fare il burro fatto in casa non è assolutamente difficile! Il menù è molto interessante: si inizia con una treccia di pan brioche farcita con cicoria e prosciutto, si continua con gli gnocchi di zucca al doppio burro e con un filetto di trota al burro nocciola, cipolline al miele e cavolo saltato, per finire con una torta di mele con burro al rosmarino. Tutto inizia dalla preparazione del burro, ne facciamo anche due aromatizzati, che ci gusteremo alla fine con il pan brioche.

Le ricette e i consigli dello chef me li tengo stretti, così come mi tengo stretto il ricordo di questa bellissima serata, dei sorrisi di Melissa e Lele, della gentilezza di Andrea e della simpatia dei compagni di corso. Sono uscita, dopo quasi 4 ore, rendendomi conto di non aver pernsato a niente se non a godermi la serata e quel momento, con la voglia di iscrivermi a tutti i corsi, partecipare a tutte le cene e partire subito per un viaggio alla ricerca di oggetti per arredare la mia casetta. Ecco l’unica controindicazione di Ma’ Hidden Kitchen è questa: non ne potrete più fare a meno :)

Se siete curiosi potete guardare il sito, la pagina facebook e la pagine dedicata ai corsi: Può darsi che ci si riveda nella cucina di Melissa e Lele!

* © della prima foto Ma’ Hidden Kitchen

A proposito di New York

Oggi facciamo una cosa nuova…parliamo di NYC :) Non tanto per celebrare la rielezione di Obama (di cui sono moooolto contenta, Four more years e the best is yet to come sono i tormentoni del momento!ma per parlare di quello che sta succedendo nella grande mela. Dopo Sandy, l’uragano che ha messo in ginocchio NY, ieri sera è arrivata anche la neve mentre tantissime persone sono ancora senza elettricità.

Ecco, in omaggio a questa città che tanto amo, oggi vorrei segnalarvi il mio racconto della NY Green su Honest Cooking. Qualche consiglio nel caso in cui, capitando da quelle parti, vi venisse voglia di visitare un farmer market, un supermercato bio o di passare qualche ora su un rooftop tutto verde.

Per tutti i nostalgici ecco invece qui tutti i miei post su New York. Qui invece per info in prima persona per approfondire sul tema dell’uragano, per trovare info nel caso vogliate aiutare e un calendario per raccogliere fondi.

O-ma.ca.sé!

No no, non ho iniziato a parlare in giaponese :) La sushiteca O-ma.ca.sé è, per me, il ristorante giapponese più buono di Milano. L’ho scoperto due anni fa e ci torno regolarmente almeno una volta al mese. E’ uno dei pochi posti che consiglio sempre quando qualcuno chiede “conosci un buon ristorante giapponese?” perché so che vado sul sicuro!
Venerdì scorso ci sono tornata con R. e due amici e ancora una volta abbiamo mangiato benissimo e passato una bella serata. In giapponese O-ma.ca.sé significa “ci penso io” ed effettivamente questo posto è una vera coccola per il palato ma non solo. Il locale non è lontano da Moscova, in una piccola vietta tranquilla a senso unico. Il ristorante è piccolo, intimo, con due sale e una quindicina di tavoli in tutto. Tanti i particolari giapponesi doc: i piccoli origami, le bottiglie di birra e liquori che si vedono sul bancone, i quadri di tessuto alle pareti, e, importantissimo a Milano dove la maggior parte dei ristoranti giapponesi sono in realtà cinesi (sigh!), il personale, tutto giapponese doc come lo chef.

I piatti sono quelli della tradizione giapponese, con un occhio al gusto occidentale e dettati dalla stagionalità. Il menù propone una scelta di piatti fissi e una scelta di antipasti e piatti del giorno, sempre diversi. Buonissimi anche i dolci, tra cui il mio preferito, che vi consiglio assolutamente di provare, è il tiramisù di azuki (i fagioli rossi giapponesi). Nel nostro girovagare tra ristoranti giapponesi a Milano, O-ma.ca.sé è quello con i sapori più vicini a quelli dei cibi che abbiamo assaggiato in Giappone, se vi capita di essere da queste parti non perdete l’occasione di farci un salto (sono aperti anche a mezzogiorno). Qui sotto un po’ dei piatti che abbiamo mangiato, tutti deliziosi!

spiedini di salmone e cachi | crocchette di tonno | insalata soba | grattacielo maki | ebi uramaki | bara-chirashi | arcobaleno maki | tiramisu di azuki | biscotti di pastafrolla (ce li hanno serviti con il caffè :)

Sushiteca O-ma.ca. sé
via San fermo 1, Milano
chiuso domenica
prezzo: un pochettino più caro della media dei ristoranti giapponesi, ma ne vale davvero al pena.

 

Weekend Report: The Vintage Tea Party

Sono proprio felice di raccontare, con le parole e con le foto, il bellissimo pomeriggio che ho passato domenica scorsa al Vintage Tea Party. A dire il vero, come sempre quando c’è qualcosa che mi è piaciuto molto, non so neanche bene da dove iniziare perchè ci sono troppe cose di cui vorrei parlare. Faccio ordine nei miei pensieri e, come tutte le buone storie che si rispettino, inizio dal principio. Matteo è un mio collega, è una persona deliziosa, piena di interessi, curiosa e genuina, proprio come le persone che piacciono a me :) L’idea del vintage tea party arriva da lontano, e mi piace racocntarve brevemente la sua genesi.

Matteo è stato in Australia per un anno e proprio lì è entrato in contatto con il modello culturale anglosassone da un lato e asiatico dall’altro, scoprendo una passione innata per i tè e il suo rito. L’idea di trasformare questa passione in evento, però, nasce dopo un viaggio a Londra dove ha partecipato ad un vero e proprio afternoon tea. Da quel momento si è documentato e ha iniziato a sperimentare, cercando di riprodurre artigianalmente i tè speziati e profumati che aveva assaggiato. Dai tè alle piccole delizie dolci e salate il passo è stato brevissimo ed ecco nato l’evento! L’obiettivo è quello di fare scoprire a tutti l’immenso mondo dei tè e di fare passare agli ospiti un piacevole pomeriggio.

Candele, tavoli e tarocchi
Lasciata l’autostrada Milano-Torino, e immettendosi sulla A26 per Genova il paesaggio cambia. Le fabbriche e il paesaggio urbanizzato lasciano il posto a campi e casali con le colline sul sfondo. Arrivati a Casale Monferrato facciamo un giretto per il centro, un’insieme di stradine con il ciottolato per terra e i portici, con i tipici caffè, che circondano la piazza. E poi, proprio davanti al negozio dei Krumiri Rossi (che però essendo domenica era chiuso) ecco il portone verde che apre su un cortile interno. Un’altra porticina ed eccoci al Circolo Pantaguel. Non voglio esagerare, ma secondo me le parole non rendono abbastanza giustizia alla prima impressione che ho avuto entrando nel circolo. Un corridoio stretto che si apre su una sala rettangolare: tavoli e sedie di recupero tutti diversi, l’illuminazione data solo da qualche lampada fioca e dalle candele posizionate su ciascun tavolo. Tanta gente seduta intenta a chiacchierare e a mangiare piatti straboccanti di dolcetti e piccoli tramezzini salati. Vassoi con tazze di tè fumanti e poi, in fondo alla stanza, un grand tendone che porta alla parte esterna del circolo con altri tavoli, persone, candele, dolcetti… e Dave (aka Davide Ragona)! Seduto su una poltrona-trono è stato tutto il pomeriggio intento a leggere tarocchi e raccontare il significato delle carte. Se volete leggere del suo progetto 121 e le favole che sono nate da questi incontri potete farlo qui.
Sorrisi e chiacchere con persone appena incontrate, risate e davvero un’atmosfera d’altri tempi (direi vintage!).

Il sentiero dei pasticcini segreti
I protagonisti del pomeriggio, però, sono i tè e i dolcetti che Matteo ha preparato il giorno prima per garantirne la freschezza. Sul bancone ci sono i piatti che mettono in mostra tutti i dolcetti e i salatini che si possono ordinare. Io personalmente sono rimasta senza parole: dalla presentazione ai nomi di ciascun pietanza, tutto è estremamente originale e curatissimo. Non sapendo cosa ordinare, abbiamo ordinato un piatto salato e uno dolce, in modo da assaggiare praticamente tutto :)


Una volta arrivato il piatto le nostre attese non sono state tradite: i dolcetti sono tantissimi, belli e soprattuto deliziosi da mangiare. Dal tiramisù verde al te matcha alla classica cheescake con vaniglia, dal capcake autunnale con mou, caramello e cioccolato bianco, al rosarum una pannacotta di lamponi, fragole e acqua di rose. E poi ancora il vegan cupcake, il queen angela cake un pan di spagna con crema ai frutti di bosco, il cupcake dei boschi ai mirtilli con crema di frutti di bosco, il biscottino cremino, il royal cupcake al cioccolato con crema cioccolatosa e zuccherini, le locandiere teiere che altro non sono che frollini di riso a forma di teiere e infine l’insolita cipolla, una sfoglia con cipolle caramellate dolci.
Pensate che sia finita qui? Ma certo che no! Oltre a tutti questi dolci c’erano anche le proposte salate: dal tramezzino per benino con zucchine grigliate, robiola, olive nere e insalata, alla pera puzzona, una barchetta con gorgonzola, noci e pere (devo ammettere che questa è stata la mia proposta salata preferita!), dalle casalinghe innovative, un tortino salato con spinaci, uvetta pinoli e uova al mini vegan burger un panino mignon con felafel e maionese di soia. E poi tanto altro che non sto ad elencare se no non finisco più :)

Se m’innamoro sarà di tè
Il vero protagonista del Vintage Tea Party, però è il tè che si merita un menù tutto dedicato: tè caldi, tisane, bevande fredde e liquori rigorosamente fatti in casa.

Ad ogni tavolo le tazze sono tutte una diversa dall’altra e tipicamente vintage. Le ho adorate da subito, come non avrei potuto? Tante e profumate le proposte provenienti praticamente da tutto il mondo: tè verdi, neri, bianchi, con frutta, fiori, spezie e fiori. Beh io avrei voluto provarli tutti. E poi i liquori homemade con camomilla, lavanda e calendola oppure speziati con cannella, zenzero, cardamomo e chiodi di garoflo.

Ecco, di questa domenica pomeriggio passata con i miei amici, potrei raccontare per ore perché credo che quando una cosa viene fatta con passione, l’entusiasmo diventa contagioso e si diffonde nell’aria. Bravo Matteo e brave le Locandiere che lo hanno aiutato nell’organizzazione dell’evento. Chi viene al prossimo Vintage tea Party?

Sane e buone abitudini

Oggi si parla di qualcosa di serio :) Venerdì sera sono stata ad un evento-laboratorio davvero molto interessante. Organizzato dai miei amici di Tour de Fork, e Unilever Food Solutions l’iniziativa propone un percorso tematico e interattivo per entrare in  contatto con vari aspetti dell’alimentazione e scoprire le tante piccole azioni che si possono fare per rendere l’alimentazione più sana ed attraente. L’obiettivo è quello di pensare e diffondere un modo di mangiare più sano, anche nel settore della ristorazione, per cercare di combattere l’obesità che, secondo stime della  World Health Organisation, nel 2015 coinvolgerà 1 miliardo e mezzo di persone. Con il progetto “Nutrizione Attraente” Unilever Food Solutions propone piccoli cambiamento che chef ed operatori della ristorazione possono mettere in atto per aiutare i clienti a scegliere soluzioni più sane.

Dopo tutto questo preambolo teorico eccoci arrivati all’evento di venerdì sera. Un vero e proprio percorso culinario da guardare con gli occhi e gustare con il palato, nel quale si è messo in evidenza come riconoscere la stagionalità e la freschezza dei prodotti, come evitare eccessi di sale, grassi e porzioni, come creare dei menù bilanciati e scegliere il giusto metodo di cottura.
Il tutto accompagnato da ottimo cibo (ho assaggiato tutto eh!) e dalla deliziosa “Musica da Cucina” di Fabio Bonelli, realizzata suonando attrezzature professionali da cucina.

Come sempre, quando c’è di mezzo Tour de Fork, l’allestimento era curato nei minimi dettagli. Un grande bancone rettangolare realizzato con dei pallets, su cui era disposto il cibo, utensili da cucina utilizzati per abbellire il tutto, grandi pannelli descrittivi, cibi sottovuoto per spiegarne le caratteristiche e cassette con frutta e verdura di stagione, da scegliere e farsi frullare ad hoc. Ecco qui un piccolo diario fotografico della serata. Bravi ragazzi!

Ah dimenticavo… in tutto questo c’è anche un food contest rivolto a noi blogger! Il tema è riconoscere, scegliere, sostituire ossia rielaborare in versione più sana, nutriente e bilanciata un piatto della tradizione italiana. Partecipare è facilissimo, basta preparare la ricetta, fotografarla, pubblicarla sul proprio blog e linkarla su quello di Tour de Fork. Cosa si vince? Un weekend nell’agriturismo Casa Caponetti e una fornitura di prodotti. Il contest è aperto dal 25 ottobre al 19 novembre. In bocca al lupo a tutti!

Chi viene al Vintage Tea Party?

Veramente è un caso, ma effettivamente sembra quasi che il consiglio su cosa fare nel weekend sia diventato un appuntamento settimanale! Questa settimana, però, vi racconto di un evento speciale: il Vintage Tea Party. Speciale prima di tutto perché è organizzato da un mio amico (con altri suoi amici/amiche), secondo perché è un evento dedicato alla merenda con tè e dolcetti di tutti i tipi e terzo perché è fuori Milano e quindi, visto che nel weekend dovrebbe esserci bel tempo, mi permetterà di fare una bella gita fuori porta :)

Un evento per tutti, con dolcetti e salatini pensati anche per i vegani. E poi una selezione di tè caldi e freddi per una merenda da non dimenticate.
Inoltre, per rendere il tutto più suggestivo Dave Ragona farà conoscere e sperimentare a tutti il suo progetto Cent vingt et un (121) che unisce l’arte della lettura dei tarocchi al mondo della narrazione popolare. Con novelle raccontate dal vivo fatte a persone che si prestano a estrarre 3 carte dal mazzo. (Dave è  un altro mio amico, davvero bravissimo nella lettura dei tarocchi, lo confermo personalmente!)

Tra deliziosi dolcetti, ottimi tè e racconti legati al mondo dei tarocchi chi volesse partecipare è il benvenuto. Per tutte le informazioni su questo e sui prossimi eventi qui la fan page e qui l’evento di domenica.

Vintage Tea Party
Circolo Pantagruel
via Lanza 28 (dentro il portone)
Casale Monferrato (AL)