A proposito di New York

Oggi facciamo una cosa nuova…parliamo di NYC :) Non tanto per celebrare la rielezione di Obama (di cui sono moooolto contenta, Four more years e the best is yet to come sono i tormentoni del momento!ma per parlare di quello che sta succedendo nella grande mela. Dopo Sandy, l’uragano che ha messo in ginocchio NY, ieri sera è arrivata anche la neve mentre tantissime persone sono ancora senza elettricità.

Ecco, in omaggio a questa città che tanto amo, oggi vorrei segnalarvi il mio racconto della NY Green su Honest Cooking. Qualche consiglio nel caso in cui, capitando da quelle parti, vi venisse voglia di visitare un farmer market, un supermercato bio o di passare qualche ora su un rooftop tutto verde.

Per tutti i nostalgici ecco invece qui tutti i miei post su New York. Qui invece per info in prima persona per approfondire sul tema dell’uragano, per trovare info nel caso vogliate aiutare e un calendario per raccogliere fondi.

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Chi viene al Vintage Tea Party?

Veramente è un caso, ma effettivamente sembra quasi che il consiglio su cosa fare nel weekend sia diventato un appuntamento settimanale! Questa settimana, però, vi racconto di un evento speciale: il Vintage Tea Party. Speciale prima di tutto perché è organizzato da un mio amico (con altri suoi amici/amiche), secondo perché è un evento dedicato alla merenda con tè e dolcetti di tutti i tipi e terzo perché è fuori Milano e quindi, visto che nel weekend dovrebbe esserci bel tempo, mi permetterà di fare una bella gita fuori porta :)

Un evento per tutti, con dolcetti e salatini pensati anche per i vegani. E poi una selezione di tè caldi e freddi per una merenda da non dimenticate.
Inoltre, per rendere il tutto più suggestivo Dave Ragona farà conoscere e sperimentare a tutti il suo progetto Cent vingt et un (121) che unisce l’arte della lettura dei tarocchi al mondo della narrazione popolare. Con novelle raccontate dal vivo fatte a persone che si prestano a estrarre 3 carte dal mazzo. (Dave è  un altro mio amico, davvero bravissimo nella lettura dei tarocchi, lo confermo personalmente!)

Tra deliziosi dolcetti, ottimi tè e racconti legati al mondo dei tarocchi chi volesse partecipare è il benvenuto. Per tutte le informazioni su questo e sui prossimi eventi qui la fan page e qui l’evento di domenica.

Vintage Tea Party
Circolo Pantagruel
via Lanza 28 (dentro il portone)
Casale Monferrato (AL)

La Botteghina di Alghero

Riassunto della puntata precedente: quest’estate sono stata per qualche giorno ad Alghero, in Sardegna. Quello di cui racconto oggi è il primo dei due ristoranti che ci hanno colpito per bontà del cibo, gentilezza del personale e prezzi ragionevoli. Tra una miriade di ristorantini ad hoc per i turisti, questi sono quelli che ci hanno colpito per la loro genuinità. Oggi vi parlo del primo: La Botteghina.

”Cucina genuina, tutto fresco, tutto di stagione da piccole produzioni locali di qualità” questa è la dichiarazione di intenti che ci ha attirato, oltre all’atmosfera riservata e informale del locale (solo 12 tavoli). L’arredamento delizioso e il menù invitante hanno fatto il resto, e quindi ecco qui un racconto fotografico della nostra cena.

Il menù è molto semplice, abbinamenti di terra e mare e un menù con i piatti del giorno ci accolgono al nostro arrivo. Quello che ci colpisce sono gli accostamenti tra gli ingredienti (rigorosamente prodotti a km 0 o comunque di produzione sarda) soprattutto per le pizze, che hanno una formula 50 cm da guarnire come si preferisce. Optiamo per una pizza-antipasto da dividere e scegliamo due abbinamenti che non ci deludono: formaggi sardi e  zucchine, menta, pinoli e mozzarella. Buonissime! La pizza non viene cotta nel forno a legna, ma è comunque deliziosa: è bassa, croccante (ma non secca) e gli ingredienti freschi che la guarniscono fanno il resto. Per continuare abbiamo preso la fregola sarda (che io non avevo mai mangiato! beh c’è sempre una prima volta, no!?) con cozze, cipollotti e bottarga, il tutto accompagnato da pane carasau. Il piatto è colorato, fresco e gustoso, da oggi credo che la fregola entrerà a far parte dei miei primi :) R. ha invece assaggiato le Linguine di mare con cozze e veongole. Molto buono anche questo piatto. Per concludere e non farci mancare proprio niente il dolce che ci ha conquistati è stato il tiramisù fatto in casa. Cremoso e dolce al punto giusto, anche se non abbiamo capito se la base era fatta di pavesini (e non savoiardi) e se nella crema di mascarpone ci fosse qualcosa di “salato” perché il gusto era un po’ più forte rispetto al solito. Comunque il gusto d’insieme era perfettamente bilanciato, quindi…promosso anche il tiramisù!

L’atmosfera del locale è molto delicata, intima e informale. Tavoli con piano in marmo, niente tovaglia, acqua fresca del rubinetto, e costo del coperto pari a zero. Non chiedete coca cola o bevande industriali, qui non ne troverete. I vini sono per lo più sardi proprio come il resto dei prodotti.

Alle pareti ci sono quadri di un artista sardo e some sottofondo una selezione musicale davvero piacevole. Nel ristorante sono venduti anche prodotti locali come vini e olio. L’olio in particolare ha attirato la mia attenzione, per via di un packaging molto curato e, a mio avviso, molto bello. L’azienda è questa, io me ne sono innamorata e ho già pianificato gli ordini per i regali di Natale :)

**Photo courtesy of Mauro Arena**

La Botteghina
via Principe Umberto 63 – Alghero
tel. 079 9738375

Aio! 6 cose da non perdere ad Alghero

Aio ed eia sono state le espressioni più sentite nella mini vacanza di quest’estate. Si perché quest’anno, causa di forza maggiore, niente viaggioni dall’altra parte del mondo, niente girovagare zaino in spalla, ma una vacanza tranquilla, all’insegna di relax, sole, mare e buon cibo. Dove? La scelta, presa un po’ all’ultimo minuto, grazie alle offerte dei voli e ai racconti della mia amica I., è ricaduta su Alghero, elegante cittadina sulla costa nord-occidentale della Sardegna. Devo dire che non me l’ero molto immaginata e quando sono arrivata e ho fatto un primo giro di ricognizione sono rimasta piacevolmente stupita. Alghero è una cittadina molto graziosa: le mura, il centro storico pieno di viuzze e di stradine di ciottoli, i ristoranti e i baretti, regalano un’atmosfera elegante e al tempo stesso molto rilassata alla città. Quindi, se avete in programma un weekend in quel di Alghero ecco le cose che a mio modesto parere non dovete perdervi.

1. Spiagge. Alghero è circondata di spiagge e spiaggette. Le più famose sono a nord della cittadina, alcune, come il lido si possono raggiungere a piedi; altre, come la spiaggia del Lazzaretto e delle Bombarde sono più lontane e si possono raggiungere in bici (vedi dopo) o con dei comodi autobus che partono dal centro città e fanno il giro di tutte le spiagge (gli orari si trovano alla pro-loco).

 

Spiaggia di Maria Pia. Si trova a nord della città, è la prima bella spiaggia dopo il lido. Si può raggiungere a piedi o in bicicletta. La spiaggia è lunga, di sabbia fine e preceduta da dune con una bella e profumata pineta. La spiaggia è tutta libera tranne alcuni micro pezzettini in corrispondenza dei baracchini dove si possono mangiare panini, gelati ecc. Se avete poco tempo questa è la spiaggia che fa per voi!

 

Spiaggia le Bombarde. E’ la prima bellissima spiaggia inclusa nel parco naturale regionale di Porto Conte, a una decina di km dal centro città. Dietro la spiaggia c’è una vasta pineta, in cui c’è un albergo e diverse case private. La spiaggia ha una parte attrezzata e una parte, più piccola, libera.

Spiaggia del Lazzaretto.  Questa è in assoluto la mia spiaggia preferita. Si trova poco dopo le Bombarde, a circa 13 km da Alghero. L’acqua va dal turchese al trasparente, la spiaggia è di sabbia bianca e finissima. La spiaggia è una mezzaluna, non molto larga con una parte privata con lettini e ombrelloni. Più avanti ci sono altre piccole insenature che si possono raggiungere a piedi dalla strada.

2. Bici. Noleggiare una bicicletta e andare alla scoperta delle spiagge o dell’entroterra è un passatempo delizioso. Alghero è costellata di piste ciclabili per cui si può girare in sicurezza, godendosi anche il paesaggio. Noi abbiamo noleggiato le bici per 3 giorni da “RentABike” e, insieme alle bici tutte nuove perfettamente accessoriate, ci è stata consegnata una mappa con i percorsi ciclabili intorno alla città e le varie distanze. Dopo tutte le mangiate un po’ di moto ci ha fatto sicuramente bene :)


3. Godersi il tramonto. Uno degli spettacoli naturali più belli di Alghero è godersi il tramonto dai bastioni. Tutti i ristorantini e i baretti hanno dei posti a sedere all’aperto e, mentre si sorseggia l’aperitivo, si può guardare il sole calare sui monti dell’insenatura. Il nostro posticino preferito è stato il Buena Vista (anche se devo dire che se si è in 4 due persone devono dare le spalle al tramonto…vabbè), dove abbiamo sorseggiato aperitivi di tutti i tipi stuzzicato patatine. Se volete godervi il tramonto for free, magari con un Ichnusa alla mano sedetevi sui muretti dei bastioni. Lo spettacolo è garantito.


4. I dolci tipici. Beh, che dire, come non fare accenno ai dolcetti sardi? Semplicemente deliziosi. Noi ce li siamo concessi una domenica mattina per una colazione da campioni. Mostaccioli (quelli bianchi nella foto), amaretti (eh si, anche in Sardegna ci sono gli amaretti!), pabassinos, ciambelle, gattou e chi più ne ha più ne metta. Molti dolci hanno il miele, uvetta e frutta secca. Tra i dolci da provare assolutamente c’è anche il torrone, anche questo arricchito da miele e frutta secca.

5. Capo Caccia. Se avete la macchina, o se siete in bici e siete ben allenati, una gita da non perdere è quella al promontorio di Capo Caccia da dove si può vedere la rada di Alghero da una parte e dall’altra il mare aperto. La gita si può fare anche in barca, visitando anche la famosa Grotta di Nettuno (visitabile anche a piedi, scendendo i 656 gradini della scala chiamata del capriolo, vi lascio immaginare perché :)
Noi siamo stati a Capo Caccia poco prima del tramonto, la luce calda, il silenzio e la pace del luogo, il vento tra i capelli e il blu del mare hanno reso questa mini-gita davvero speciale. Grazie Isa!

 
6. La buona cucina. Molti dei ristoranti che troverete lungo i bastioni e nella città vecchia vi sembreranno delle vere trappole per turisti. Effettivamente un’occhiata ai menù e ai prezzi non potranno che confermare le vostre impressioni. Noi però non ci siamo fatti scoraggiare ed ecco che gira che ti rigira, parla con la gente del posto e leggi recensioni varie, alla fine siamo riusciti a trovare due posticini doc, da segnalare e provare assolutamente. Due posti profondamente diversi tra loro, ma tutti e due promossi a pieni voti. Ovviamente, trattandosi di food questo punto merita un approfondimento a parte, quindi stay tuned perché nei prossimi giorni vi racconto quali sono, secondo noi, i migliori posti dove mangiare ad Alghero.

 

Marrakech: di spezie, profumi e magia

Come promesso ecco anche qui il mini tour gastronomico di Marrakech pubblicato su HC lunedì. Buona lettura :)

Saltimbanchi, profumo di spezie, carrozze e motorini, strade polverose, vicoli labirintici, incantatori di serpenti, sorrisi, spremute d’arancia fresca, dolci di mandorle e pistacchi, lanterne, tappeti, venditori, compratori e il canto dei muezin che invitano alla preghiera. In un caldo pomeriggio invernale queste sono le prime immagini che ho di Marrakech, una delle città più romanzate dell’intero Marocco. Un mix dove modernità e tradizione si intrecciano come i vicoli polverosi della medina.

Questo mini tour gastronomico della città rossa, parte da quello che tutti cercheranno di offrirvi: il whiskey berbero. No no, non si tratta di un alcolico distillato nel deserto, ma più semplicemente del delizioso tè alla menta marocchino!
Servito rigorosamente bollente, viene offerto in una bella teiera e versato da una grande altezza in piccoli bicchierini. Il tè alla menta scandisce ogni momento della vita marocchina: dalla sveglia al mattino alla merenda pomeridiana con i tipici dolcetti, dai momenti di relax alla fase che precede il rituale della contrattazione. Seduti sulla terrazza del nostro riad, sorseggiando un the alla menta, baciati dagli ultimi raggi del sole e con il richiamo dei muezzin alla preghiera, non potevamo chiedere di meglio come primo assaggio del paese.

Per mangiare si può optare per due scelte: da un lato si può mangiare nei raffinati ristoranti creati appositamente per i turisti, dove i prezzi sono simili ai ristoranti europeri e spesso i menù sono fissi. Questi ristoranti sono sicuramente molto scenografici e la qualità del cibo è buona, ma se si vuole provare l’autentica cucina marocchina c’è solo un posto dove dirigersi al calare del sole: Djemaa el-Fna, una delle principali attrazioni di Marrakech.

Questa piazza, dichiarata patrimonio dell’umanità, è un travolgente sovraccarico sensoriale. Il contrasto tra il giorno e la notte lascia senza parole. Di giorno la piazza è praticamente vuota: donne che tatuano le mani delle turiste con l’henne, pigri incantatori di serpenti, ammaestratori di scimmiette che cercano di attrarre turisti per farsi dare qualche spicciolo e banchetti di deliziose spremute d’arancia. Al calar della sera l’atmosfera cambia completamente e Djemaa el-Fna vi lascerà senza fiato: agli incantatori di serpenti si uniscono cantastorie, giocolieri, saltimbanchi e venditori ambulanti. Nuvole di fumo bianco e denso si alzano dall’angolo a sinistra della piazza, dove si concentrano le numerose bancarelle che preparano e vendono cibo al momento. Per pochi dirham si possono assaggiare deliziose harira (densa zuppa a base di pomodoro e legumi stufati), morgue grigliate (salsicce di agnello piccante), frutti di mare, verdure, couscous, testa di agnello bollita (ecco magari questa la passo J), frittelle, e ovviamente tajine, dolci e the speziati. Basta avvicinarsi a una di queste bancarelle e sedersi con la gente del posto per gustare un’autentica cena marocchina, in un’atmosfera da mille e una notte.

Un pasto marocchino non sarebbe tale senza il pane, che funge anche da aiuto per raccogliere il cibo (dopotutto qui si mangia con le mani!). Il pane marocchino è un disco piatto, poco lievitato e gommoso. Molte famiglie lo impastano in casa e lo cuociono ai forni pubblici, mentre altre lo comprano direttamente nei numerosi negozi e banchetti agli angoli dei vicoli nella medina.
La panetteria marocchina, però, offre il meglio di sé a colazione: dalle Begherir deliziose focaccine spugnose a metà strada tra un pancake e una omlette, da mangiare con miele, marmellata e burro; alle harcha, gustose frittelle di semolino e, per gli amanti del salato le Msemmen (o Rghaif) una specie di piadina che viene servita ben calda e farcita a piacere.

Infine, una menzione speciale la meritano i dolci. La migliore esperienza che si possa fare è entrare in una pasticceria e, sotto gli occhi sbigottiti dei commessi, chiedere un assaggio di tutto! Gusterete dolcetti di tutti i tipi: i famosi Kaab el Ghazal (corna di gazzella alle mandorle), i deliziosi ghoriba aux amandes (che devo dire la verità sono i miei preferiti), il baklava (tipico dolce ripieno di miele e frutta secca), feqquas (biscotti di uva secca, mandorle e semolino) e i briouats (triangolini di pasta fillo fritti ripieni di pasta di mandorle profumata con acqua di fiori d’arancio e cannella).

Dopo questo mini-tour gastronomico nei sapori e nei colori di Marrakech non resta altro che perdersi nei viottoli del souk, dove ciabattini, fabbri, conciatori di pelle e artigiani d’altri tempi lavorano senza sosta. Ma questa è un’altra storia.

Hello, September!

E così, in un soffio, è arrivato anche settembre. Le tanto attese vacanze per quest’anno sono archiviate, l’abbronzatura sta svanendo e si ricomincia la solita vita. Dico ricomincia perché settembre, per me, è il vero inizio dell’anno: quello con i buoni propositi da rispettare, con i pensieri positivi che ti porti dietro dalle vacanze, in cui hai avuto tempo di metterli in fila, uno dietro l’altro, e alla fine mettere un punto. Settembre, periodo di nuovi progetti da mettere in atto, e di nuovi inizi.

E proprio da un nuovo progetto vorrei partire in questo primo post settembrino. Oggi, infatti, prende il via una collaborazione, a cui tengo molto, con Honest Cooking, in cui racconterò di viaggi&food. Il primo post parla di spezie, profumi e magia ed è il racconto culinario di qualche giorno a Marrakech. I vari racconti che pubblicherò su HC saranno annunciati sul blog e pubblicati anche qui, con qualche giorno di ritardo.


Mentre scrivevo questo post per HC ho riflettuto un po’ anche su ilariavafuori e ho deciso che anche qui ci sarà qualche piccolo cambiamento. In primis la grafica, a cui sto lavorando con R., per arrivare poi al cuore vero e proprio del blog. Ho deciso di dare più spazio a un concetto di “cibo allargato”, parlando cioè delle iniziative, dei locali che frequento, dei viaggi e delle curiosità legate al mondo del food in generale. Le ricette resteranno sempre, solo non saranno più il focus del blog. Pronti per questa nuova avventura?

Firenze!

Per la serie “a volte ritornano”, eccomi qua :) Tra un impegno e l’altro ogni tanto riesco a ritagliare un pochettino di tempo per scrivere qui. Rifugio sicuro dalla frenesia e luogo dove riesco a staccare da tutto e tutti. Bando alla malinconia, non perdiamo tempo e passiamo subito a quello di cui vi voglio parlare, e cioè della stupenda Firenze. Ci sono stata per la prima volta qualche settimana fa, solo per un weekend. Che è stato un weekend mordi e fuggi in tutti i sensi, sia perché praticamente ci abbiamo passato 24 ore, sia perché effettivamente non abbiamo fatto altro che mangiare :))) E quindi proprio di un delizioso posto dove sono stata a mangiare e sgranocchiare vi voglio raccontare. A onore del vero questo posticino mi è stato consigliato da M., un mio collega che ha vissuto a Firenze e che devo dire si è rivelato meglio di una guida. Ecco qui i miei appunti con foto, buona lettura!


LA BEPPA FIORAIA. Il paradiso dei taglieri :)
Già da queste foto si capisce, no? La Beppa Fioraia è un posto semplicemente delizioso. Appena fuori dalle mura, dopo una salita, poco segnalato e immerso nel verde: questo è quello che ti accompagna mentre raggiungi questa trattoria rustico-chic.
Vetrate con vista sul verde, tanta luce naturale, tavoli grandi, sedie colorate e grandi librerie piene di vini a dividere gli ambienti. Ma la vera forza di questo posto è il menù: gli amanti dei taglieri qui trovano il loro paradiso. Salumi di tutti i tipi, formaggi, marmellate fatte in casa, pane toscano buonissimo, pappa col pomodoro fatta in casa, cipolline in agrodolce, marmellata di cipolle per accompagnare i formaggi, mieli… insomma una goduria per il palato e per gli occhi! E taglieri anche di verdure, per permettere anche ai vegetariano di gustarsi un bel pranzo. Ci sono anche primi e secondo, ma devo dire che noi, tutte e due le volte che abbiamo mangiato qui, siamo stati attratti dai taglieri, e penso che basti guardare le foto qui sotto per capire perché :)

E oltre alle foto mangerecce ecco anche qualche scorcio della città e di altri posticini dove ci siamo fermati a sgranocchiare e fare merenda.

Mon Paris Gourmande

Ebbene si, con questo siamo all’ultimo post su Paris. La vacanza è ormai lontana, ma non si s mai, che qualcuno stia per partire or ora… ecco un po’ di consigli per uno shopping gourmand a Parigi.

Pierre Hermé. Sottotitolo: Pierre Hermé sta alla pasticceria come Chanel sta alla moda. Beh che cosa posso aggiungere? In assoluto questo è il posto che non bisogna assolutamente perdersi a Parigi. Mentre ero in questa boutique-pasticceria mi sembrava di stare in un sogno. Avrei voluto comprare tutto, assaggiare tutto e toccare tutto. Ovviamente non ho fatto nessuna delle tre cose, ma non ho saputo resistere e mi sono comprata dei macarons, una scatoletta di cioccolatini assortiti e una confezione di biscotti sablés al cioccolao e fleur de sel (gli originali di quelli che avevo fatto qualche tempo fa). Beh che dire? I macarons per me sono infinitamente più buoni rispetto a quelli di Laudrée, in due parole: molto più ripieni, molto meno dolci, vi sembra poco? I cioccolatini assortiti me li hanno fatti scegliere uno per uno e mi sono stati consegnati nella scatoletta che vedete qui sopra. Non so come descriverla se non dicendo che il filo che tiene insieme la scatoletta è cuoio. Si, avete capito bene. E che dire dei cioccolatini? Uno meglio dell’altro…avevo in mente di arrivare a casa e far euna foto, descrivendoli uno per uno. Beh la foto non c’è perché i cioccolatini a casa non sono mai arrivati. E poi i sablés al cioccolato e fior di sale, in una scatoletta arancione. Divini, li ho centellinati uno al giorno, gustandone ogni singolo morso.

Première Pression Provence. Una boutique dedicata all’olio. Sembra strano che io, italiana e amante dell’olio d’oliva pugliese debba andare a innamorarmi di un negozio d’olio provenzale. Eppure è successo. Sarà stato l’arredamento del negozio, il packaging dei prodotti o semplicemente la commessa che parlava un po’ d’italiano e la sua gentilezza…insomma questo negozio (anzi catena di negozi, che ho coperto essere della stessa proprietà dell’Occitane) mi è proprio piaciuto. Un sacco di oli e di prodotti che derivano dall’olio, come saponette, caramelle e un sacco di altre cosette. Io purtroppo non ho potuto comprare molto perché avevamo il bagaglio a mano (mannaggia alle low cost) ma non mi sono lasciata sfuggire un barattolino piccolo piccolo di olio al mandarino. Ancora non l’ho assaggiato, anche perché mi dispiace un po’ aprire la confezione, ma ho già una mousse choco-mandarine nella to do list!

Løv Organic. Questo è un bel negozietto di the&co. In realtà devo dire che mi hanno colpito particolarmente le scatolette tutte colorate, di metallo e con quello stile così nordico che più nordico non si può. Ed infatti, manco a farlo apposta i te e le tisane di løv hanno a che fare proprio con la Svezia, ispirandosi al suo way of life. Ma cosa c’entra il te con la Svezia non l’avevo mica capito, fino a quando ecco la folgorazione sotto forma di pannello su cui è spiegata questa cosa: “løv”in svedese significa foglia, ecco svelato il mistero! Beh ecco io mi sono presa una bella tisana rilassante, nella sua scatoletta blu, che si chiama Lov is zen, che cosa chiedere di più? (ps. se volete trovarlo a Milano, l’unico posto che lo vende è Biancolatte!) (ps2…eh si non trovo più la foto che ho fatto, che ne abbia fatte troppe???)

La Grande Epicerie. Immaginatevi un posto dove trovate di tutto e di più in tema di food. Che so, volete una scatoletta di biscotti francesi doc? Qui la trovate. Un the particolare? Qui c’è. Una scatoletta di caramelle al burro salato? Qui ci sono. Spezie a volontà? Di certo qui non mancano. E potrei andare avanti così per non so quanto tempo. E poi ci sono mieli, marmellate (tra qui quelle di Christine Ferber, in questa confezione così semplice ma così chic!), e una boulangerie che serve tutti i tipi di pane, baguette, quiche, ecc ecc. Bah non so come altro dirvi quanto è speciale questo posto. Io sono entrata e R. mi ha dovuto letteralmente trascinare fuori :-)

Mariage Freres. E qui direi che andiamo proprio sul classico. Questo negozio di the è s-t-r-e-p-i-t-o-s-o. Tanto per iniziare si trova nel mio quartiere preferito il Marais. Poi si tratta di una sala da the con annesso negozio (o forse il contrario) con tante, tante, tante scatole e scatolette piene di diversi tipi di the, provenienti da tutto il mondo. Le scatolette sono così belle che sarei rimasta a guardarle per secoli. Il negozio è arredato con grossi scaffali di legno vecchio, con mobili pieni di cassettini da cui escono profumi meravigliosi. I commessi sono dispensatori di sorrisi e di consigli sulle varie tipologie di the e fiori che li compongono. C’è poi una bellissima sala da the, io non ci sono stata, ma pare che i suoi dolcetti siano irresistibili. Davanti al negozio c’è anche un negozietto fratello (io l’ho ribattezzato quello per i poveri) dove si trovano i vari the sfusi, ma già confezionati nelle classiche bustine verdi, ma con dei prezzi decisamente più abbordabili. Se poi si vuole c’è la possibilità di scegliere una delle bellissime scatolette di cui vi parlavo prima e riempirle con il the che si preferisce. C’est magnifique!

Lafayette Gourmet. Ecco una sorta di Rinascente alla francese. Tutti sanno della grandezza della famosissima galleria Lafayette e della sua cupola sbrilluccicosa, ma pochi sanno che Lafayette ha un piano interamente dedicato al food, con chioschetti che vendono prodotti freschi (tra cui pani, panini e i deliziosi dolci di Eric Kayser) e confezionati. Io qui ho comprato delle tenerissime madeleine al the matcha e financiers al cioccolato e arancia. Davanti alla Fayette Gourmet c’è Lafayette Maison. Entrate e andate dritti dritti verso le scale mobili che vi portano al piano inferiore. Qui entrate in paradiso: oggetti per la cucina di tutti i tipi, stampi stampini e libri a non finire. C’è anche un corner di Pierre Hermé. Da non perdere, non vi pare?

Dheillerin. Finiamo con questo posto che mi ha fatto vivere un’esperienza mistica. Se decidete di farci un salto andateci se avete tempo. Lasciate fuori la frenesia e il traffico e procedete con calma, scaffale dopo scaffale. Questo negozio di articoli per la cucina (pentole, stampi, teglie, coltelli, ecc ecc) è un negozio che sembra rimasto fermo nel tempo. Dal soffitto pendono pentole di tutte le grandezze, di acciaio o di rame, gli scaffali polverosi sono pieni di merce apparentemente disordinata, ma che, se osservata attentamente, si scopre essere perfettamente ordinata e catalogata. Non ho mai visto così tante teglie e stampi tutti insieme: grandi, piccole, rotonde, quadrate, esagonali, a cuore, a stella…davvero, non esagero! Una bellissima atmosfera, che fa venire voglia di comprare tutto perché non si sa mai, magari quello stampo per canneles potrebbe poi servirmi, no?

Visto a Parigi #2

Cosa? Pensavate che la cinque giorni parigina fosse archiviata così, in 2 post??? Naaaaa…non è possibile ;-) Quello era solo l’inizio, ora facciamo sul serio. Bene, iniziamo! Oggi vi racconto alcune delle cose che più mi sono piaciute della città. Devo premettere che non era la prima volta che andavo a Parigi e che, francamente, non è una delle mie capitali europee preferite. Indiscutibile il fatto che sia comunque una bellissima città, con degli angoli assolutamente imperdibili. Se poi si ha la voglia di uscire un pochettino dai classici giri tour eiffel-louvre-sacre coeur credo si possa gustare appieno la Parigi dei parigini. Vabbè insomma, ecco a voi qualche appunto fotografico della mia Paris.

Canale Saint Martin. Sta di fatto che uno dei miei film preferiti sia Il Favoloso Mondo di Amélie e che uno dei suoi passatempi preferiti sia andare a far rimbalzare i sassi sul canale Saint Martin (quanto è bella questa scena qui?!). Così questa volta ho deciso di andare a vedere con i miei occhi questo canale e domenica, un po’ come in pellegrinaggio ci siamo andati per un brunch. La strada era chiusa al traffico, gente in bicicletta, con i pattini, famigliole a passeggio tutte insieme… una bellissima atmosfera insomma. Il canale altro non è che un canale navigabile (ogni tanto si vedono le barche che lo navigano) che porta alla Senna e che a me ha ricordato tanto i Navigli, con i famosi sistemi di chiuse. Baretti, negozi e librerie si trovano lungo tutto il canale ed è davvero piacevole passare qui qualche ora in totale relax.

Marché des Enfants Rouges. 39 rue de Bretagne, Metro Temple, mar-dom. Questo mini-mercato l’abbiamo scoperto per caso passeggiando senza una meta precisa nel Marais. E praticamente e lo siamo trovati davanti e ovviamente non abbiamo esitato a passare sotto l’archetto di ferro e ad abbandonare il traffico per calarci in questo dolce caos tra bancarelle/ristoranti e tavolini. E’ uno dei mercati più vecchi di Parigi, che deve il suo nome all’orfanotrofio, che oggi non esiste più, dove ai bambini venivano messe delle mantelline rosse. Tra le varie bancarelle di fiori, formaggi e carni ci sono un sacco di bancarelle in cui è possibile mangiare qualcosa e, se il tempo lo permette, sedersi ai tavolini per godere a pieno dell’atmosfera del mercato.

Promenade Planteé. Metro Bastille. Una passeggiata pedonale tra gli alberi e i fiori in pieno centro a Parigi? No, non è un sogno ma la promenade planteè, ovvero una passeggiata alberata (è la traduzione, eh!) che si estende su una vecchia linea ferroviaria, da Place de la Bastille per quasi 5 km. Da qui si possono osservare da vicino le bellissime case parigine, fermarsi su una panchina a leggere un libro o dimenticare per qualche tempo di essere in una metropoli, immergendosi nel silenzio e lasciando il traffico scorrere sotto di noi. Ci sono un sacco di alberi e fiori bellissimi, un sacco di persone che corrono e pochi turisti. la passeggiata non è larghissima o varia come la High Line di NY, ma è comunque un bellissimo modo per scoprire una Parigi diversa…più verde!

Fromagerie. Qualche giorno fa dicevo quanto fosse famosa la passione dei francesi per i formaggi. Bene, c’è un luogo dove questa passione si esprime al meglio: la fromagerie. In queste specie di boutique del formaggio è possibile trovare tutti tantissimi tipi di formaggio diversi. E non solo! Ci sono anche salsine di accompagnamento, marmellate, mieli e un sacco di altre golosità. E poi i formaggi sono presentati in modi delizioso (ne ho visti anche a forma di tour eiffel, giuro!), come piccoli tomini, in cestini da picnic… c’è davvero da perdere la testa!

Con questo vi saluto per oggi, a breve l’ultima puntata del reportage parigino con i negozi da non perdere assolutamente per uno shopping gourmande :-) Buon giovedì a tutti!