For Japan With Love

Tecnicamente oggi è già il 18, visto che sono le 00.30, ma ho scoperto questa iniziativa solo ora e ho deciso di partecipare comunque. Esattamente una settimana fa il Giappone ha tremato. Il mio pensiero è andato subito ai miei amici che vivono in Giappone, per lo più a Tokyo, e che per fortuna stanno tutti bene. Ma da quel momento non sono più riuscita a dimenticare le terribili immagini che ho visto. Non riesco a non pensare alle persone che hanno perso tutto in pochi secondi e alle persone che hanno perso qualcuno, che probabilmente non ritroveranno mai. A questa dolorosa situazione si aggiunge il disastro nucleare, le incertezze sull’attendibilità delle fonti e la certezza che niente sarà più come prima.

Per questo oggi aderisco all’iniziativa For Japan with Love, organizzata dalle blogger Ever OursUtterly Engaged. L’iniziativa si divide in due attività: da un lato il foundraising a sostegno dell’associazione Shelter Box, che provvede a distribuire kit di primo soccorso/sopravvivenza che solitamente comprende: tende, lenzuola e coperte, stoviglie, kit per purificare l’acqua ecc. a tutti quelli che ne hanno bisogno. Dall’altro un gesto simbolico di solidarietà verso il popolo giapponese con una giornata di silenzio dei blogger.

Non dimentichiamoci del Giappone, anche una piccola donazione può aiutare. Spargete la voce!

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A sud del confine, a ovest del sole.

Dopo una settimana di pausa, causa lavoro, torniamo a parlare di Giappone! Dunque, dopo qualche giorno a Tokyo e una settimana in giro per il paese, siamo volati a Okinawa per una settimana di relax al mare. Da Kobe con un’ora e mezza di volo e un’altra ora di traghetto veloce, eccoci catapultati nelle stupende Isole Kerama e più precisamente a Zamami. L’isola è piccola, si gira facilmente in bicicletta (a parte due o tre salite massacranti), ha un’atmosfera super rilassata e delle spiagge paradisiache, guardare le foto seguenti per credere! :)

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Dal Giappone con amore: Mutsumi Hashi.

Il Giappone, si sa, è un paese design oriented per così dire. L’attenzione ai dettagli, dai pacchetti regalo al modo in cui vengono preparati i bento box, è quasi maniacale e se solo siete un po’ sensibili all’argomento come la sottoscritta vi assicuro che avrete pane per i vostri denti, o forse è meglio dire occhi in questo caso :)

Queste bacchette mi hanno fatto impazzire a prima vista. Fatte a mano da artigiani nella prefettura di Ehime, Oey reinterpreta un’antica forma d’arte, avvolgendo i fili di Mizuhiki intorno al bacchette di bambù. Mizuhiki è una carta giapponese a base di acqua, colla e seta, tradizionalmente utilizzata per i doni, e che oggi simboleggia una connessione profonda, da cuore a cuore. Ed è proprio quello che vogliono rappresentare queste deliziose bacchette: questi fili di carta che le uniscono trasmettono il senso e la voglia di condividere il pasto con una persona cara. Belle, belle, belle! Adoro il mix dei colori, il tocco di allegria che danno alla tavola e l’idea che sta alla base di queste bacchette, voi no?

Tra l’altro se le volete anche voi, non c’è bisogno di andare in Giappone, le trovate a Milano, in via S. Marco 48, da Skitsch (e dove sennò!)

Photos: © Oey

Giappone: istruzioni per l’uso

Prima di partire per il Giappone sapevo che era un paese pieno di regole ma, effettivamente solo una volta sbarcati in terra nipponica ci si rende conto di come queste regole, o usanze se si preferisce, siano seguite alla lettera da chiunque, e di come, poco alla volta, se ne venga contagiati. Provare per credere :)

© katie quinn davies

Sushi etichetta. In Giappone assaggerete il sushi più buono che abbiate mai mangiato, ma per gustarlo come si deve ci sono alcune regole che non dovete dimenticare. Anzitutto una rassicurazione: se non siete abili con le bacchette nessun problema (!), il sushi si può mangiare anche con le mai :) Ma veniamo alle regolette: 1. Prima e più importante: non versate la salsa di soia sul riso, ma versatene una piccola quantità sul piatto e poi intingete il pesce. 2. Non mordete a metà il sushi e poi rimettetelo nel piatto: il modo corretto di gustarlo è tenere il sushi in modo che la parte con il pesce sia rivolta verso la vostra lingua e fatene un solo boccone. 3. Quando prendete il sushi da un piatto condiviso, utilizzate la parte posteriore delle vostre bacchette. 4. Non buttare il wasabi nella salsa di soia, mettetelo direttamente sul pesce. 5. Assolutamente vietato passare i soldi allo chef! 6. Un modo per segnalare che avete finito  di mangiare è mettere le vostre bacchette parallele sul piccolo contenitore della salsa di soia.

File. I giapponesi sono sempre in fila. Per prendere un treno o la metropolitana, ma anche all’interno della metropolitana, per salire le scale mobili (rigorosamente a sinistra), ai musei, al tempio in attesa di pregare, aspettando l’ascensore… immaginatevi una situazione in cui ci siano più persone tutte insieme….ecco sicuramente da qualche parte ci sarà una fila. Ovviamente è considerato molto maleducato saltare la fila o non rispettarla, quindi mettetevi il cuore in pace e armatevi di pazienza!

© kalandrakas

Inchini. In Giappone l’inchino è considerato una vera e propria forma d’arte che viene insegnata ai bambini fin da quando sono piccolissimi. A seconda della persona che si ha davanti e della sua importanza l’inchino deve avere un’inclinazione diversa: ad esempio, con un amico ci si può inchinare a 30° molto velocemente, mentre con un superiore, in ufficio, l’inchino dovrebbe essere molto più lento e di circa 70°. E’ tutta una questione di posizione sociale e circostanze. Se vi sembra troppo complicato non preoccupatevi, per i turisti in generale può bastare un cenno di inchino del capo.

Mancia? No grazie! Avete gustato una cenetta prelibata e il servizio è stato ottimo? Avete lasciato la mancia e state per uscire dal ristorante? Bene,non stupitevi se il cameriere vi rincorrerà per ridarvi la mancia che avete lasciato. Ricordatevi: in Giappone un prezzo è un prezzo, il servizio che avete richiesto corrisponde al prezzo che avete pagato, perchè dovreste pagare qualcosa di più?

© Ila

A tavola. Ci sono tantissime regole da rispettare quando si è a cena…eccone alcune che ho sperimentato in prima persona. 1. Sia che si tratti di una cena di sette portate o di un veloce pasto al fast food, prima di iniziare a mangiare è buona educazione dire “itadakimasu” (letteralmente ricevo) Al termine del pranzo o della cena dovreste rivolgervi al padrone di casa dicendo gochiso-sama deshita (è stata una vera delizia). 2. Versarsi da bere da soli è maleducazione, riempite il bicchiere della persona vicino a voi e attendete che faccia lo stesso. Prima di bere bisogna aspettare che tutti siano serviti, il segnale che da il via libera alla baldoria è un coro di “kampai!” (alla salute!). 3. Al ristorante, prima di iniziare a mangiare, vi verrà portato un piccolo panno umido. Usatelo per lavarvi le mani prima di mangiare, poi piegatelo con cura e mettetelo da parte sul tavolo. 4. Mangiare i ramen emettendo dei forti rumori è una consuetudine. Anzi, dimostrerete di apprezzare particolarmente il piatto! 5. Per rendere più facile mangiare con le bacchette si può sollevare e avvicinare alla bocca le ciotole in cui è contenuto il riso, i ramen o le zuppe. 6. Non piantate le vostre bacchette in verticale nella ciotola del riso. E’ il modo in cui si offre il riso ai defunti nei rituali buddhisti.


Un pomeriggio a Nara

Uno dei tre giorni a Kyoto l’abbiamo passato a Nara, che si raggiunge con una gita in treno di mezz’oretta. Nara è la prima capitale stabile del Giappone ed è stata dichiarata dall’Unesco patrimonio dell’umanità. E’ piena di cose interessanti da vedere, che tra l’altro sono tutte sparse in un bellissimo parco, il Nara-koen.

Dunque, la cosa più interessante è il Grande Buddha (Daibutsu) che si trova nel Todai-ji, l’edificio in legno più grande al mondo. Il Grande Buddha, che raffigura il Buddha cosmico da cui sono nati tutti i mondi e i rispettivi Buddha rivelatisi nel corso del tempo, è davvero impressionante sia per la grandezza che per la riverenza con cui i fedeli si fermano ad ammirarlo. Lungo la via per arrivare al tempio date un’occhiata all’imponente portale di accesso con due grandi guardiani Nio, che sono tra le statue più belle del Giappone. Effettivamente questi guardiani, dall’espressione ferocissima, sono talmente verosimili che sembrano poter prendere vita da un momento all’altro :)

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Alone in Kyoto

Quale titolo migliore per un post dedicato a Kyoto che non la stupenda canzone degli Air? Alone in Kyoto è stata effettivamente la colonna sonora dei 3 giorni passati in questa città sorprendente. Sorprendente perchè ricca di contrasti e opposti: il grande traffico opposto alla tranquillità dei numerosissimi templi dispersi per tutta la città; il cemento opposto al verde e alle colline che circondano la città, quasi abbracciandola; le piccole casette e i vicoli stretti dei quartieri tipici opposti alla mega architettura della stazione di Kyoto…

A dire il vero la città all’inizio non mi ha fatto impazzire. Il caldo umido e asfissiante che ci ha accolti all’arrivo, la piccolissima camera dell’ostello, il traffico e il cemento ovunque non mi hanno resa un po’ scettica. A poco a poco, però la città, i suoi templi e giardini stupendi e i suoi angoli meno conosciuti mi hanno conquistata. Ecco qui alla rinfusa i ricordi della mia Kyoto.

Bosco di Bambù e Tenryu-Ji. Alle pendici dei monti nord occidentali di Kyoto si estende la seconda area di interesse turistico della città: Arashiyama. Qui il bosco di bambù e il tempio Tenryu-Ji sono due must see. Camminare tra gli altissimi fusti del celebre bosco di bambù è come trovarsi in un altro mondo, avvolti da un’atmosfera quasi irreale. Tra piccoli templi e viali ombreggiati si arriva al bellissimo tempio di Tenryu-Ji. Entrate nel tempio e passeggiate tra le sue numerose sale. Arrivati davanti al laghetto sedetevi e rilassatevi sul tatami, come dei veri giapponesi.

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Tokyo #3. Gente metropolitana.


Prima di parire, a casa, guardavo la mappa della metropolitana di Tokyo con sgomento. Mi chiedevo se sarei mai stata capace di districarmi tra tutte quelle linee colorate e quei nomi impronunciabili. Una volta arrivati a Tokyo il primo impatto è stato un po’ sconvolgente. Dopo 12 ore di aereo, cercare di fare un biglietto alle macchinette automatiche che parlano solo giapponese non è proprio quello che ci vuole per rilassarti :) per fortuna noi avevamo a farci da guida la mia amica Yuki che è venuta ad aspettarci agli arrivi per accompagnarci in città. Effettivamente una volta capito il meccanismo prendere la metro non è impossibile, anzi è sorprendentemente facile! Anzitutto c’è da dire che i biglietti si fanno solo con le macchinette automatiche. Su queste c’è sempre un tasto english che è la prima cosa che dovete cercare. Poi studiate il percorso che volete fare e capite quale è la taiffa da pagare sui grandi tabelloni sopra le macchinette. Se non siete sicuri pagate la tariffa minima e quando sarete alla stazione d’arrivo, prima di uscire troverete una macchinetta adjustament fare per pagare l’eventuale differenza. Districarsi tra le varie linee è molto facile: ogni  linea è contrassegnata da un colore e da una lettera. Ogni stazione è contrassegnata dalla lettera della linea e da un numero progressivo. Sul tabellone di ogni fermata, poi è indicato, oltre alla stazione in cui siete (al centro) la stazione precedente (in basso a sinistra) e quella successiva (in basso a destra). Il tutto è scritto sia in giapponese che nel nostro alfabeto. Esistono anche degli abbonamenti, molto convenienti se pensate di visitare tante mete in una giornata. Per la sola linea metropolitana (Tokyo Metro) l’abbonamento è di 710 yen, mentre l’abbonamento cumulativo della Tokyo Metro + Toei Subway (linee private) costa 1.000 yen.

Prendere la metro a Tokyo è di per sè un esperienza da vivere a pieno. Trverete gente di tutti i tipi, intenta a giocare con il cellulare, a leggere o a dormire nelle pose più strane. Vi lascio qualche appunto fotografico della mia gente metropolitana!

Andar per templi. Istruzioni per l’uso.

Una cosa che mi ha affascinato moltissimo del Giappone sono i templi. Il primo dei tanti che abbiamo visitato è quello di Senso-ji di Asakusa a Tokyo. Ci siamo arrivati di sera e, i templi illuminati, i giardini e il silenzio che regnava tutto intorno hanno fatto si che questa immagine di oasi di quiete e tranquillità, in una metropoli caotica come Tokyo si imprimesse nella mia mente. Quando poi ci siamo tornati di giorno l’impatto è stato di vitalità e frenesia, con gente ordinatamente in fila ad aspettare il proprio turno della preghiera e tante altre persone nelle loro faccende affacendate. Ecco è come se in così poco spazio sia racchiusa tutta l’anima di Tokyo :)

Ma veniamo all’oggetto del nostro post, ecco cosa fare se volete sentirvi dei veri Giapponesi in visita al tempio (il procedimento è più o meno sempre lo stesso). 1. All’ingresso del tempio troverete una chozuya (la fonte per le abluzioni) con dei lunghi mestoli appoggiati su una specie di fontana dove scorre dell’acqua che serve per purificarsi prima di entrare nel tempio. Come vedete chiaramente dalla prima foto quello che dovete fare è molto semplice: sciacquatevi la bocca con l’acqua (mi raccomando sputate l’acqua per terra, non nella fontanella!), poi versatevi l’acqua prima su una mano e poi sull’altra e rimettete il mestolo al suo posto. Ora potete passare alla fase 2. Accendete un bastoncino di incenso e mettetelo a bruciare insieme a tutti gli altri in una specie di grande bracere. Fermatevi li davanti e con le mani cercate di farvi arrivare l’incenso addosso (anche questo serve a purificare). A questo punto siete purificati per bene e potete passare allo step 3. Salite le scalette del tempio e buttate una monetina nella grande scatolona che troverete davanti a voi. Nel caso ci sia una spessa corda attaccata ad un gong tiratela, e fate suonare la campana, serve per richiamare l’attenzione delle divinità. E siamo allo step 4. fate la vostra preghierina e poi battete le mani due volte, inchinatevi ed allontanatevi. Ecco fatto.

Un’altra cosa che troverete vicino ai templi è una cassettiera di legno, per 100 yen, potrete pescare la vostra fortuna. Come funziona? Anzitutto dovete scuotere per bene un parallelepipedo di metallo o legno in cui sono contenuti tanti bastoncini con sopra degli ideogrammi. Estraetene uno e cercate il simbolo corrispondente nei vari cassettini ed estraete il foglietto contenuto. Questo è una specie di oroscopo del giorno, c’è scritto (con traduzione in inglese sul retro) se avrete fortuna o meno, se l’amore va ben, se è periodo di viaggi, ecc ecc. Se la previsione è buona tutto fila liscio, se invece è bruttina meglio non appesantirsi le tasche con energia negativa e sfortuna varia e quindi legate il vostro foglietto sui fili che troverete di lato alla cassettiera. In questo modo ve ne potete andare liberi e felici come siete arrivati.

Già che ci siete, sulla stradina che porta al tempio Senso-ji troverete tantissimi baracchini che vendono biscottini di tutte le forme, tutti sfornati al momento. Se volete assaggiare i famosi azuki (i dolci fagioli rossi giapponesi) questo è il posto giusto: prendete un dolcetto e gustatevi tutta la sua dolcezza :)

Nippo doughnuts: Neyn

Visto che ieri vi ho parlato di biscotti made in Uk, continuo sul filone dolci&co (e figuriamoci si mi faccio sfuggire la possibilità di parlare di dolci!) e vi parlo di un posto carinissimo in cui andare a fare colazione se siete a Tokyo. Ancora prima di decidere di andare in Giappone avevo sentito parlare di Neyn, un negozio di handmade doughnuts, perché aveva un sito moooolto carino e perché aveva realizzato un “one year shop” a Tokyo Midtown (guardate qui il video del progetto cake&construction).

Quando siamo tornati a Tokyo ho scoperto, passeggiando vicino al nostro albergo ad Akasaka, che avevamo il negozio proprio davanti alla porta dell’albergo. E quindi, potevo mai farmi sfuggire l’occasione di fare una colazione con handmade doughnuts e cioccolata? Certo che no :) Il negozio è piccolo, molto essenziale, con qualche tavolino e due grandi banconi su cui sono esposti in bella vista i dolci appena sfornati. In fondo al negozio c’è una vetrata da cui è possibile osservare il costante lavoro dei pasticceri all’opera. Alle pareti sono appesi grandi teli con disegni e il menù, gli scaffali sono pieni di scatolette in cui inserire i doughnuts freschi freschi. Un dolce modo per iniziare la giornata, non trovate?

photos: ila