O-ma.ca.sé!

No no, non ho iniziato a parlare in giaponese :) La sushiteca O-ma.ca.sé è, per me, il ristorante giapponese più buono di Milano. L’ho scoperto due anni fa e ci torno regolarmente almeno una volta al mese. E’ uno dei pochi posti che consiglio sempre quando qualcuno chiede “conosci un buon ristorante giapponese?” perché so che vado sul sicuro!
Venerdì scorso ci sono tornata con R. e due amici e ancora una volta abbiamo mangiato benissimo e passato una bella serata. In giapponese O-ma.ca.sé significa “ci penso io” ed effettivamente questo posto è una vera coccola per il palato ma non solo. Il locale non è lontano da Moscova, in una piccola vietta tranquilla a senso unico. Il ristorante è piccolo, intimo, con due sale e una quindicina di tavoli in tutto. Tanti i particolari giapponesi doc: i piccoli origami, le bottiglie di birra e liquori che si vedono sul bancone, i quadri di tessuto alle pareti, e, importantissimo a Milano dove la maggior parte dei ristoranti giapponesi sono in realtà cinesi (sigh!), il personale, tutto giapponese doc come lo chef.

I piatti sono quelli della tradizione giapponese, con un occhio al gusto occidentale e dettati dalla stagionalità. Il menù propone una scelta di piatti fissi e una scelta di antipasti e piatti del giorno, sempre diversi. Buonissimi anche i dolci, tra cui il mio preferito, che vi consiglio assolutamente di provare, è il tiramisù di azuki (i fagioli rossi giapponesi). Nel nostro girovagare tra ristoranti giapponesi a Milano, O-ma.ca.sé è quello con i sapori più vicini a quelli dei cibi che abbiamo assaggiato in Giappone, se vi capita di essere da queste parti non perdete l’occasione di farci un salto (sono aperti anche a mezzogiorno). Qui sotto un po’ dei piatti che abbiamo mangiato, tutti deliziosi!

spiedini di salmone e cachi | crocchette di tonno | insalata soba | grattacielo maki | ebi uramaki | bara-chirashi | arcobaleno maki | tiramisu di azuki | biscotti di pastafrolla (ce li hanno serviti con il caffè :)

Sushiteca O-ma.ca. sé
via San fermo 1, Milano
chiuso domenica
prezzo: un pochettino più caro della media dei ristoranti giapponesi, ma ne vale davvero al pena.

 

Novembre: mele, carote e farro per un muffin

Archiviato il ponte ecco qui una nuova settimana e nuovo mese tutto da affrontare. Non so voi, ma novembre e dicembre sono due mesi che mi piacciono un sacco. L’atmosfera natalizia alle porte, compleanni di persone a cui voglio molto bene, freddo ma non freddissimo, giornate uggiose che fanno venire voglia di rilassarsi in casa con una bella tazza di tè caldo e una copertina. Quest’ultima immagine è proprio quello che ho fatto ieri: tè accompagnati da muffin dal profumo autunnale, computer per sistemare le foto degli ultimi giorni e l’immancabile copertina sulle gambe (fa vecchietta?!). Le foto sono quelle che vedete qui sotto e quelle che arriveranno nei prossimi post, è stato un ponte moooolto profiquo: ho cucinato, assaggiato, chiaccherato con amici e soprattutto fotografato! Quattro giorni davvero rilassanti e dedicati solo a me e a quello che più mi piace fare… ogni tanto ci vuole no?!
Tutto è iniziato quando settimana scorsa ho deciso che avrei fatto il ponte, il primo che riesco a prendermi da quasi un anno e mezzo :) E così dopo aver passato giovedì a sistemare il solaio, venerdì, complice il bel tempo sono andata con R. a fare un giretto al Parco Sempione. C’era tantissima gente: chi correva, chi era in giro con i bambini, chi semplicemente passeggiava, molte le persone armate di macchina fotografica. Devo dire che con i colori autunnali il parco è proprio bello ed è stato una piacevole scoperta. A volte, presi dalla frenesia quotidiana, si passa nei posti senza guardarli veramente ed ogni tanto invece è bello fermarsi e dedicare attenzione ai piccoli particolari. Vi lascio quindi qualche foto degli scorci che più mi sono piaciuti, e più sotto la ricetta di muffin dal profumo autunnale :)

Quindi, dicevamo di questi muffin dal profumo autunnale. Mele, carote e cannella anzitutto e poi la farina di farro, che li rende rustici e corposi, adatti ad essere tuffati in una tazza di tè o caffè americano. Per mantenere i muffin belli leggeri al posto del burro, olio di semi, e infine zucchero di canna e fiocchi d’avena per guarnire il topping. La preparazione, come per tutti i muffin, è semplice semplice. In una terrina mescolare 2 uova, 80 g di zucchero di canna e 50 ml di olio vegetale (io ho usato semi di girasole). Mescolare fino ad ottenere un composto omogeneo. Mescolare 150 g di farina di farro con 1 cucchiaino e mezzo di lievito in polvere, 1 cucchiaino di cannella e aggiungere il tutto al composto di uova, zucchero e olio. Mescolare bene. Grattugiare una carota finemente, sbucciare una mela e tagliarla a cubetti. Incorporare mela e carota al resto del composto, lasciandolo un po’ grumoso (l’impasto non deve essere completamente liscio). Scaldare il forno a 180° e riempire i pirottini  per 3/4. Spolverizzare sulla superficie dei muffin un po’ di zucchero di canna e i fiocchi d’avena. Infornare per circa 25 minuti. Togliere dal forno e mangiarli ancora belli caldi.

Vellutata di broccoli contro il freddo

Se proprio vogliamo dirla tutta e con sincerità, a me i broccoli non è che mi piacessero molto. Poi un giorno R. li ha comprati e li ha cucinati. E ho scoperto che non erano poi così male. Poi li ho ricucinati, e ricucinati ancora e, piano piano ho imparato ad amarli. Settimana scorsa, al mercato, li ho comprati e visto il freddo di questi giorni non potevo che farci una bella zuppa fumante, densa come piace a me e profumata. Vi lascio la ricetta di quello che spero possa diventare il vostro comfort food per questo ponte di inizio novembre, con le giornate che si sono accorciate, le luci accese nelle finestre che a mi piace tanto guardare quando cammino per strada, il freddo che inizia a farsi sentire, che invece non mi piace proprio per niente, e le foglie gialle che cadono dagli alberi. Buona zuppa e buon weekend lungo!

Vellutata di broccoli

Ingredienti: 600 gr di broccoli, 2 cipolle fresche, 1 l di brodo vegetale, 4 cucchiai da tavola di panna fresca (opzionale), sale e pepe, olio evo, 4 cucchiai formaggio grattugiato

Preparare un soffritto con l’olio e la cipolla in una pentola con i bordi alti. Tagliare i broccoli a pezzetti, pelando il gambo. Aggiungere i broccoli al soffritto e fare rosolare e insaporire per qualche minuto. Aggiungere il brodo e lasciare sobbollire per circa 20 minuti. Togliere dal fuoco e passare con un frullatore a immersione. Regolare di sale e pepe, aggiungere poi la panna fino ad ottenere una zuppa cremosa. Spolverare sulla zuppa il formaggio grattugiato e servire.

Vintage Vanilla CheeseCake

Oggi sono particolarmente felice di postare questa ricetta. Settimana scorsa, all’ormai famoso Vintage Tea Party, devo dire che il mio dolce preferito era stata proprio la cheesecake. Morbida, profumata, semplice, non troppo dolce. Insomma questa cheesecake mi ha conquistata e, il tempo di tornare in ufficio lunedì, ho chiesto la ricetta a Matteo per provare a rifarla. Volevo provarci già in settimana, ma poi ho deciso di prendermi il tempo giusto per preparala. Perché si sa, le cose fatte con calma sono le migliori. E così ho fatto. Ho aspettato che arrivasse il sabato, sono andata a fare la spesa, scegliendo un’ingrediente dopo l’altro e spuntandoli sulla lista, per essere sicura di non essermi dimenticata niente. Sono tornata a casa e ho seguito la ricetta passo dopo passo. L’unica modifica che ho fatto è stata diminuire un po’ la dose di zucchero. Per il resto la ricetta è davvero super.
La prima cheesecake che avevo fatto era stata per me un successo ma era però un po’ troppo “pesante” ed ho capito, con questa nuova versione, il perché. Utilizzare prevalentemente la ricotta e al posto del formaggio molle è decisamente una soluzione per me vincente. Per alcuni potrebbe risultare un po’ light, ma per me, così facendo si ottiene la consistenza perfetta: morbida ma non sbrodolosa, solida ma non un sasso. Il fatto poi di cuocerla in forno senza immergerla nell’acqua per me semplifica molto il tutto (non so voi, ma io ho sempre un po’ di ansia quando devo cuocere nel forno con l’acqua: ne avrà messa troppa? Troppo poca? Mah!). Insomma, dico davvero, non ho trovato nessuna nota negativa in tutta la ricetta e se volete stupire amici, colleghi, fidanzati, genitori ecc provatela e non ne rimarrete delusi.

La minicheesecake della foto è una prova, ed è quella che mi sono poi mangiata io a colazione ieri mattina :) Quella “vera” l’ho data a R. che l’ha portata in ufficio ai sui colleghi (miei ex colleghi, spero che vi piaccia!).
Il dietro le quinte per fare la preparazione di questa monoporzione, è simpatico quindi ve lo racconto. Da brava ariete mi sono ostinata a voler fare una monoporzione nonostante non abbia uno stampo così piccolo a cerniera, quindi ho usato un tagliabiscotti di quelli alti, ma leggendo online sembrava che dovessi avere un foglio di acetato. Peccato che erano le 23.35 quando mi è venuta la geniale idea della monoporzione (ma io dico, usare la torta bellissima preparata nel pomeriggio e che riposava in frigo no? no!) e di foglio di acetato neanche l’ombra. Così l’ingegno ha prevalso e si è risolto tutto con un normalissimo foglio di carta da forno attaccato allo stampo con il burro e con un po’ di wasi tape (si si quello giapponese, che ho scoperto non andare a fuoco in forno :). Ecco, magari inizio a chiedere a Babbo Natale degli stampini piccoli piccoli apribili.

Vintage Vanilla Cheesecake (ricetta di Matteo V.)

Ingredienti. Per la base: 150gr biscotti digestive, 60 gr burro. Per il ripieno: 500 gr. ricotta, 250 gr. formaggio morbido, (io ho usato il philadelphia normale), 210 gr. zucchero, 3 uova, 1 cucchiaino di vaniglia

Tritare i biscotti finemente con una mixer o schiacciarli con un bicchiere dal fondo piatto in una ciotola. Sciogliere il burro in un pentolino e aggiungerlo ai biscotti tritati, mescolare con una forchetta e versare il tutto in una tortiera con il fondo imburrato. Schiacciare la base di biscotto con un bicchiere in modo da creare allo stesso tempo la base solida ma anche i bordi (che dovrebbero essere alti più o meno come metà tortiera o poco di più, io ho usato una tortiera di 16 cm di diametro). Mettere la tortiera in forno per 7 minuti a 180 gradi, dopodiché lasciare riposare all’aria aperta per 30 minuti. Se c’è tempo, trascorsi i 30 minuti, è consigliabile mettere la tortiera in frigo per altri 30 minuti.

Mentre la base riposa preparare il ripieno: frullare tutti i formaggi freddi fino ad ottenere un composto cremoso, aggiungere lo zucchero e la vaniglia e continuare a frullare. Aggiungere un uovo alla volta e mescolare* bene tra un uovo e l’altro per fare in modo che sia ben amalgamato al resto del composto. Riempire lo stampo con il composto e mettere nel forno a 170 gradi per circa 50 minuti – 1 ora (dipende da quanto è alto il cheesecake).
Una volta che il cheesecake sarà cotto (quando la parte superiore diventerà dorata) toglierlo dal forno e lasciarlo riposare all’aria aperta per un’oretta e poi riporre in frigo per qualche ora, meglio se per tutta la notte **

*Per fare la cheesecake ho utilizzato il Kitchen Aid con le fruste.
**Matteo mi ha detto che di solito, quando gli capita di preparare la cheesecake la prepara la sera per il giorno dopo, in modo che riposi in frigo tutta la notte.

Weekend Report: The Vintage Tea Party

Sono proprio felice di raccontare, con le parole e con le foto, il bellissimo pomeriggio che ho passato domenica scorsa al Vintage Tea Party. A dire il vero, come sempre quando c’è qualcosa che mi è piaciuto molto, non so neanche bene da dove iniziare perchè ci sono troppe cose di cui vorrei parlare. Faccio ordine nei miei pensieri e, come tutte le buone storie che si rispettino, inizio dal principio. Matteo è un mio collega, è una persona deliziosa, piena di interessi, curiosa e genuina, proprio come le persone che piacciono a me :) L’idea del vintage tea party arriva da lontano, e mi piace racocntarve brevemente la sua genesi.

Matteo è stato in Australia per un anno e proprio lì è entrato in contatto con il modello culturale anglosassone da un lato e asiatico dall’altro, scoprendo una passione innata per i tè e il suo rito. L’idea di trasformare questa passione in evento, però, nasce dopo un viaggio a Londra dove ha partecipato ad un vero e proprio afternoon tea. Da quel momento si è documentato e ha iniziato a sperimentare, cercando di riprodurre artigianalmente i tè speziati e profumati che aveva assaggiato. Dai tè alle piccole delizie dolci e salate il passo è stato brevissimo ed ecco nato l’evento! L’obiettivo è quello di fare scoprire a tutti l’immenso mondo dei tè e di fare passare agli ospiti un piacevole pomeriggio.

Candele, tavoli e tarocchi
Lasciata l’autostrada Milano-Torino, e immettendosi sulla A26 per Genova il paesaggio cambia. Le fabbriche e il paesaggio urbanizzato lasciano il posto a campi e casali con le colline sul sfondo. Arrivati a Casale Monferrato facciamo un giretto per il centro, un’insieme di stradine con il ciottolato per terra e i portici, con i tipici caffè, che circondano la piazza. E poi, proprio davanti al negozio dei Krumiri Rossi (che però essendo domenica era chiuso) ecco il portone verde che apre su un cortile interno. Un’altra porticina ed eccoci al Circolo Pantaguel. Non voglio esagerare, ma secondo me le parole non rendono abbastanza giustizia alla prima impressione che ho avuto entrando nel circolo. Un corridoio stretto che si apre su una sala rettangolare: tavoli e sedie di recupero tutti diversi, l’illuminazione data solo da qualche lampada fioca e dalle candele posizionate su ciascun tavolo. Tanta gente seduta intenta a chiacchierare e a mangiare piatti straboccanti di dolcetti e piccoli tramezzini salati. Vassoi con tazze di tè fumanti e poi, in fondo alla stanza, un grand tendone che porta alla parte esterna del circolo con altri tavoli, persone, candele, dolcetti… e Dave (aka Davide Ragona)! Seduto su una poltrona-trono è stato tutto il pomeriggio intento a leggere tarocchi e raccontare il significato delle carte. Se volete leggere del suo progetto 121 e le favole che sono nate da questi incontri potete farlo qui.
Sorrisi e chiacchere con persone appena incontrate, risate e davvero un’atmosfera d’altri tempi (direi vintage!).

Il sentiero dei pasticcini segreti
I protagonisti del pomeriggio, però, sono i tè e i dolcetti che Matteo ha preparato il giorno prima per garantirne la freschezza. Sul bancone ci sono i piatti che mettono in mostra tutti i dolcetti e i salatini che si possono ordinare. Io personalmente sono rimasta senza parole: dalla presentazione ai nomi di ciascun pietanza, tutto è estremamente originale e curatissimo. Non sapendo cosa ordinare, abbiamo ordinato un piatto salato e uno dolce, in modo da assaggiare praticamente tutto :)


Una volta arrivato il piatto le nostre attese non sono state tradite: i dolcetti sono tantissimi, belli e soprattuto deliziosi da mangiare. Dal tiramisù verde al te matcha alla classica cheescake con vaniglia, dal capcake autunnale con mou, caramello e cioccolato bianco, al rosarum una pannacotta di lamponi, fragole e acqua di rose. E poi ancora il vegan cupcake, il queen angela cake un pan di spagna con crema ai frutti di bosco, il cupcake dei boschi ai mirtilli con crema di frutti di bosco, il biscottino cremino, il royal cupcake al cioccolato con crema cioccolatosa e zuccherini, le locandiere teiere che altro non sono che frollini di riso a forma di teiere e infine l’insolita cipolla, una sfoglia con cipolle caramellate dolci.
Pensate che sia finita qui? Ma certo che no! Oltre a tutti questi dolci c’erano anche le proposte salate: dal tramezzino per benino con zucchine grigliate, robiola, olive nere e insalata, alla pera puzzona, una barchetta con gorgonzola, noci e pere (devo ammettere che questa è stata la mia proposta salata preferita!), dalle casalinghe innovative, un tortino salato con spinaci, uvetta pinoli e uova al mini vegan burger un panino mignon con felafel e maionese di soia. E poi tanto altro che non sto ad elencare se no non finisco più :)

Se m’innamoro sarà di tè
Il vero protagonista del Vintage Tea Party, però è il tè che si merita un menù tutto dedicato: tè caldi, tisane, bevande fredde e liquori rigorosamente fatti in casa.

Ad ogni tavolo le tazze sono tutte una diversa dall’altra e tipicamente vintage. Le ho adorate da subito, come non avrei potuto? Tante e profumate le proposte provenienti praticamente da tutto il mondo: tè verdi, neri, bianchi, con frutta, fiori, spezie e fiori. Beh io avrei voluto provarli tutti. E poi i liquori homemade con camomilla, lavanda e calendola oppure speziati con cannella, zenzero, cardamomo e chiodi di garoflo.

Ecco, di questa domenica pomeriggio passata con i miei amici, potrei raccontare per ore perché credo che quando una cosa viene fatta con passione, l’entusiasmo diventa contagioso e si diffonde nell’aria. Bravo Matteo e brave le Locandiere che lo hanno aiutato nell’organizzazione dell’evento. Chi viene al prossimo Vintage tea Party?

Cracker con mele, avena ed erbe

Settimana scorsa avevo promesso di riportare la ricetta dei cracker che erano avevano accompagnato la zuppa di Cucina-to. Poi, non so bene come, la settimana mi è sfuggita di mano ed ecco che in un battibaleno è finita e io non avevo postato la ricetta. Oggi me ne sono ricordata ed ecco il post dedicato :)

L’ispirazione di questi cracker è arrivata da qui, anche se, come sempre, ho fatto qualche modifica. Questa volta mi sono attenuta alla ricetta proposta solo che avevo voglia di cracker e non di scones nella ricetta, quindi ho diminuito il lievito e non ho messo il bicarbonato. In fase di lavorazione, poi ho aggiunto farina di riso perché l’impasto restava troppo morbido. Siccome ero all’opera non ho pesato la farina che ho aggiunto, ma direi di andare ad occhio mentre fate l’impasto. Alla fine deve venire un composto compatto, morbido, che si possa stendere facilmente.
La ricetta mi aveva incuriosito perché mescolava il dolce sapore delle mele alle erbe e a un cracker che in fin dei conti è  salato. Io adoro questi sapori tra il dolce e il salato e quindi in pochi secondi ero con le mani in pasta. Il fatto poi di avere le erbe fresche direttamente dal nostro piccolo erbario hanno reso i cracker profumatissimi e diffuso un buon aroma per la casa. Io li ho trovati molto buoni, una valida alternativa ai cracker che avevo preparato qualche tempo fa. Mi sa che questi entrano nei regali di Natale 2012 :)

Cracker con mele, avena ed erbe

Ingredienti: 140 g di farina di riso (+ farina che ho aggiunto durante l’impasto), 50 g di farina d mandorle, 40 g di farina di miglio, 140 g di avena, 2 cucchiaini di zucchero di canna, 1 cucchiaino di lievito, fleur de sel, pepe, 2 cucchiaini di rosmarino, 2 cucchiaini di timo, 2 cucchiaini di prezzemolo,170 g di burro (freddo di frizzer), 1 mela rossa, 170 g di latticello

Anzitutto scaldare il forno a 200° e mettere in frizzer il burro per almeno mezz’ora prima di iniziare la preparazione. Mescolare insieme tutti gli ingredienti fino al prezzemolo (tenere da parte qualche erbetta per guarnire poi i cracker). Grattugiare il burro freddo di freezer (con una grattugia grossa) negli ingredienti secchi. Impastare delicatamente con le mani senza scaldare troppo il burro. Aggiungere le mele tagliate grossolanamente, continuando a impastare. Aggiungere il latticello e  mescolare fino a quando sarà ben amalgamato. (E’ in questa fase che ho aggiunto altra farina perché l’impasto risultava troppo molle). Trasferire l’impasto su una superficie infarinata e stenderlo con un mattarello fino ad ottenere un’altezza di 2 cm. Con un tagliapasta rotondo ritagliare i cracker e disporli su una teglia da forno ricoperta di carta da forno. Spolverare la superficie dei cracker con pepe, sale e il restante delle erbette tagliate finemente. Infornare e fare cuocere per circa 20 minuti, lasciarli raffreddare qualche minuto prima di toglierli dalla teglia.

Sane e buone abitudini

Oggi si parla di qualcosa di serio :) Venerdì sera sono stata ad un evento-laboratorio davvero molto interessante. Organizzato dai miei amici di Tour de Fork, e Unilever Food Solutions l’iniziativa propone un percorso tematico e interattivo per entrare in  contatto con vari aspetti dell’alimentazione e scoprire le tante piccole azioni che si possono fare per rendere l’alimentazione più sana ed attraente. L’obiettivo è quello di pensare e diffondere un modo di mangiare più sano, anche nel settore della ristorazione, per cercare di combattere l’obesità che, secondo stime della  World Health Organisation, nel 2015 coinvolgerà 1 miliardo e mezzo di persone. Con il progetto “Nutrizione Attraente” Unilever Food Solutions propone piccoli cambiamento che chef ed operatori della ristorazione possono mettere in atto per aiutare i clienti a scegliere soluzioni più sane.

Dopo tutto questo preambolo teorico eccoci arrivati all’evento di venerdì sera. Un vero e proprio percorso culinario da guardare con gli occhi e gustare con il palato, nel quale si è messo in evidenza come riconoscere la stagionalità e la freschezza dei prodotti, come evitare eccessi di sale, grassi e porzioni, come creare dei menù bilanciati e scegliere il giusto metodo di cottura.
Il tutto accompagnato da ottimo cibo (ho assaggiato tutto eh!) e dalla deliziosa “Musica da Cucina” di Fabio Bonelli, realizzata suonando attrezzature professionali da cucina.

Come sempre, quando c’è di mezzo Tour de Fork, l’allestimento era curato nei minimi dettagli. Un grande bancone rettangolare realizzato con dei pallets, su cui era disposto il cibo, utensili da cucina utilizzati per abbellire il tutto, grandi pannelli descrittivi, cibi sottovuoto per spiegarne le caratteristiche e cassette con frutta e verdura di stagione, da scegliere e farsi frullare ad hoc. Ecco qui un piccolo diario fotografico della serata. Bravi ragazzi!

Ah dimenticavo… in tutto questo c’è anche un food contest rivolto a noi blogger! Il tema è riconoscere, scegliere, sostituire ossia rielaborare in versione più sana, nutriente e bilanciata un piatto della tradizione italiana. Partecipare è facilissimo, basta preparare la ricetta, fotografarla, pubblicarla sul proprio blog e linkarla su quello di Tour de Fork. Cosa si vince? Un weekend nell’agriturismo Casa Caponetti e una fornitura di prodotti. Il contest è aperto dal 25 ottobre al 19 novembre. In bocca al lupo a tutti!

Chi viene al Vintage Tea Party?

Veramente è un caso, ma effettivamente sembra quasi che il consiglio su cosa fare nel weekend sia diventato un appuntamento settimanale! Questa settimana, però, vi racconto di un evento speciale: il Vintage Tea Party. Speciale prima di tutto perché è organizzato da un mio amico (con altri suoi amici/amiche), secondo perché è un evento dedicato alla merenda con tè e dolcetti di tutti i tipi e terzo perché è fuori Milano e quindi, visto che nel weekend dovrebbe esserci bel tempo, mi permetterà di fare una bella gita fuori porta :)

Un evento per tutti, con dolcetti e salatini pensati anche per i vegani. E poi una selezione di tè caldi e freddi per una merenda da non dimenticate.
Inoltre, per rendere il tutto più suggestivo Dave Ragona farà conoscere e sperimentare a tutti il suo progetto Cent vingt et un (121) che unisce l’arte della lettura dei tarocchi al mondo della narrazione popolare. Con novelle raccontate dal vivo fatte a persone che si prestano a estrarre 3 carte dal mazzo. (Dave è  un altro mio amico, davvero bravissimo nella lettura dei tarocchi, lo confermo personalmente!)

Tra deliziosi dolcetti, ottimi tè e racconti legati al mondo dei tarocchi chi volesse partecipare è il benvenuto. Per tutte le informazioni su questo e sui prossimi eventi qui la fan page e qui l’evento di domenica.

Vintage Tea Party
Circolo Pantagruel
via Lanza 28 (dentro il portone)
Casale Monferrato (AL)

Weekend report: Kuminda

Anche se la settimana è quasi finita e fa capolino il nuovo weekend ecco il mio racconto fotografico della domenica in Cascina Cuccagna a Kuminda. Come le altre volte che ci sono stata la Cascina regala sempre dei bei momenti di fuga dal caos e dalla città. La mostra mercatino e la possibilità di fare due chiacchere ed aiutare a coltivare l’orto hanno fatto il resto. Buon giovedì!

L’orto comune, con l’insalatina, lo spaventapasseri e tanti bei fiorellini


Il mercatino con i prodotti di coltivatori locali, bio e a km 0


La merenda del pomeriggio, con il mitico gelato dell’Albero dei Gelati e focaccia